🦤 Una foto di un uccello rarissimo finisce in un gruppo di birdwatching, raccoglie un sacco di stelline, e da lì rischia di scivolare dentro archivi come iNaturalist o la Macaulay Library del Cornell Lab of Ornithology, i database che i ricercatori usano in tutto il mondo per capire dove vivono davvero le specie.
🤖 Peccato che quell'uccello non esista: è generato con l'intelligenza artificiale.
Tra queste immagini AI generated ci sono foto completamente inventate, come un tucano fotografato in Siberia, dove quella specie non ha mai messo le ali, e ritocchi più sottili su foto vere: un ramo tolto, un cielo cambiato, un dettaglio ricostruito. In un contesto scientifico bastano quei dettagli per alterare i particolari che distinguono una specie dall'altra o un maschio da una femmina.
Ma verificare una foto costa molto più che falsificarla, e a farlo sono perlopiù volontari.
👉 Il danno vero quindi comincia dopo, quando il verificatore inizia a dubitare anche delle foto autentiche, il ricercatore dubita del verificatore, e il prossimo dottorando scarta l'intero database perché non è più abbastanza "pulito" per farci la sua tesi.
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=5m5uKxHgxeo
🤖 Peccato che quell'uccello non esista: è generato con l'intelligenza artificiale.
Tra queste immagini AI generated ci sono foto completamente inventate, come un tucano fotografato in Siberia, dove quella specie non ha mai messo le ali, e ritocchi più sottili su foto vere: un ramo tolto, un cielo cambiato, un dettaglio ricostruito. In un contesto scientifico bastano quei dettagli per alterare i particolari che distinguono una specie dall'altra o un maschio da una femmina.
Ma verificare una foto costa molto più che falsificarla, e a farlo sono perlopiù volontari.
👉 Il danno vero quindi comincia dopo, quando il verificatore inizia a dubitare anche delle foto autentiche, il ricercatore dubita del verificatore, e il prossimo dottorando scarta l'intero database perché non è più abbastanza "pulito" per farci la sua tesi.
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
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L'UCCELLO CHE NON ESISTE: foto AI "perfette" e la scienza che ci casca... #1574
Una foto perfetta di un uccello “rarissimo” finisce in un gruppo di birdwatching, prende stelline, e poi scivola dentro i database usati dai ricercatori per capire dove vivono davvero le specie. Peccato che quell’uccello non esista: è generato con IA. Il…
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Sedici virus che non esistevano.🦠
Non ritocchi, non varianti, non copie: sedici genomi interi scritti dall'inizio alla fine da un'intelligenza artificiale che di virus veri non ne aveva mai visto uno, perché i virus umani erano stati tenuti fuori dai suoi dati di addestramento, apposta.Il modello si chiama Evo, sviluppato dal team di Brian Hie fra Stanford e l'Arc Institute: da oltre 300 genomi proposti, 16 hanno cominciato a replicarsi in una piastra Petri, a Stanford.
Il paper è uscito su Science il 6 agosto 2026, e nello stesso numero è comparso anche un commento degli esperti di biosicurezza del Johns Hopkins Center for Health Security, che chiedono regole più severe per l'uso di tecniche generative nel progettare patogeni.
La capacità di scrivere genomi virali con l'AI generativa oggi esiste, ma la governance per usarla in sicurezza, no.
Il pezzo completo è sul mio blog👇
https://mgpf.it/2026/08/07/giochiamo-alla-guerra-batteriologica-globale.html
Non ritocchi, non varianti, non copie: sedici genomi interi scritti dall'inizio alla fine da un'intelligenza artificiale che di virus veri non ne aveva mai visto uno, perché i virus umani erano stati tenuti fuori dai suoi dati di addestramento, apposta.Il modello si chiama Evo, sviluppato dal team di Brian Hie fra Stanford e l'Arc Institute: da oltre 300 genomi proposti, 16 hanno cominciato a replicarsi in una piastra Petri, a Stanford.
Il paper è uscito su Science il 6 agosto 2026, e nello stesso numero è comparso anche un commento degli esperti di biosicurezza del Johns Hopkins Center for Health Security, che chiedono regole più severe per l'uso di tecniche generative nel progettare patogeni.
La capacità di scrivere genomi virali con l'AI generativa oggi esiste, ma la governance per usarla in sicurezza, no.
Il pezzo completo è sul mio blog👇
https://mgpf.it/2026/08/07/giochiamo-alla-guerra-batteriologica-globale.html
Matteo Flora
Giochiamo alla Guerra Batteriologica Globale!
Sedici virus vivi che prima di ieri non esistevano. Non ritocchi di virus noti, non varianti, non copie: sedici organismi interi, il genoma dall'inizio alla fine, scritti da un modello di intelligenza artificiale che di virus veri non ne aveva mai visto uno…
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Reward hacking: perché gli agenti IA barano sempre di più (e i migliori sono i peggiori)
Falsa identità, malware, ricatti, database svuotati: sono i casi reali emersi nei test di sicurezza di Anthropic e OpenAI negli ultimi mesi.
Ne ho parlato con Paolo Dimalio sul Fatto Quotidiano, spiegando perché il "barare" degli agenti non è un bug di un vendor, ma la legge di Goodhart applicata all'AI.
Più un modello è capace, più trova scorciatoie. Matematica, non malizia.
Leggi l'articolo di oggi su Il Fatto Quotidiano
👉 https://link.mgpf.it/-V8N
Falsa identità, malware, ricatti, database svuotati: sono i casi reali emersi nei test di sicurezza di Anthropic e OpenAI negli ultimi mesi.
Ne ho parlato con Paolo Dimalio sul Fatto Quotidiano, spiegando perché il "barare" degli agenti non è un bug di un vendor, ma la legge di Goodhart applicata all'AI.
Più un modello è capace, più trova scorciatoie. Matematica, non malizia.
Leggi l'articolo di oggi su Il Fatto Quotidiano
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link.mgpf.it
Perché gli agenti IA barano sempre di più (e i migliori sono i peggiori)
Falsa identità, malware, ricatti: gli agenti IA barano strutturalmente. Flora: “più sono capaci, più trovano scorciatoie”
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Una turista americana ha rischiato la vita seguendo un sentiero "facile" indicato da una guida di viaggio. Peccato che a scriverla non fosse mai stato su quel sentiero. Anzi, non fosse proprio mai esistito.
🤖 Su Amazon ci sono migliaia di guide di viaggio scritte dall'IA e firmate da autori che non esistono: biografie inventate, foto generate, testi plausibili ma pieni di errori con orari sbagliati, ristoranti chiusi da anni, itinerari che ignorano la sicurezza dei sentieri.
È il "mercato dei bidoni" di George Akerlof: se il compratore non distingue qualità da spazzatura, il prezzo medio scende e chi lavora bene esce dal mercato. Il meccanismo è aggravato da Kindle Direct Publishing, che azzera il costo di produzione, e da controlli che intervengono solo dopo segnalazioni manuali.
E resta solo l'automazione di infimo livello.
👉 Un consiglio. Se state organizzando le vacanze, prima di acquistare una guida fate una verifica minima: cercate l'autore, controllate se esiste altrove online, se qualcuno lo conosce o l'ha letto davvero.
Se non trovate nulla, quasi sicuramente l'ha scritta un'AI.
🔗 Ne parliamo oggi, su Ciao Internet!
👉 https://www.youtube.com/watch?v=bf8m5fiTOrA
🤖 Su Amazon ci sono migliaia di guide di viaggio scritte dall'IA e firmate da autori che non esistono: biografie inventate, foto generate, testi plausibili ma pieni di errori con orari sbagliati, ristoranti chiusi da anni, itinerari che ignorano la sicurezza dei sentieri.
È il "mercato dei bidoni" di George Akerlof: se il compratore non distingue qualità da spazzatura, il prezzo medio scende e chi lavora bene esce dal mercato. Il meccanismo è aggravato da Kindle Direct Publishing, che azzera il costo di produzione, e da controlli che intervengono solo dopo segnalazioni manuali.
E resta solo l'automazione di infimo livello.
👉 Un consiglio. Se state organizzando le vacanze, prima di acquistare una guida fate una verifica minima: cercate l'autore, controllate se esiste altrove online, se qualcuno lo conosce o l'ha letto davvero.
Se non trovate nulla, quasi sicuramente l'ha scritta un'AI.
🔗 Ne parliamo oggi, su Ciao Internet!
👉 https://www.youtube.com/watch?v=bf8m5fiTOrA
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GUIDE VIAGGI FALSE: su Amazon le firmano autori che non esistono... #1577
Migliaia di guide di viaggio su Amazon sembrano “normali”: copertina curata, impaginazione pulita, 300 pagine e prezzo da 7-10 euro. Il problema è che molte sono firmate da autori inesistenti, con biografie inventate e foto generate dall’IA. Dentro, testi…
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Al convegno annuale degli esorcisti di Roma non si parla di possessioni: si parla di ChatGPT.😈
Sempre più persone infatti arrivano in confessione con dubbi nati da conversazioni con un chatbot trattato come un'entità: consigli su divorzio, scelte di famiglia, domande su paradiso e inferno.
E quando l'IA risponde con formule liturgiche pescate dai testi religiosi, l'effetto "oracolo" si amplifica.
Ma cosa sta sostituendo davvero, in queste conversazioni?
...Non è il diavolo il problema.
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
✝️ https://www.youtube.com/watch?v=FWitWOHv94I
Sempre più persone infatti arrivano in confessione con dubbi nati da conversazioni con un chatbot trattato come un'entità: consigli su divorzio, scelte di famiglia, domande su paradiso e inferno.
E quando l'IA risponde con formule liturgiche pescate dai testi religiosi, l'effetto "oracolo" si amplifica.
Ma cosa sta sostituendo davvero, in queste conversazioni?
...Non è il diavolo il problema.
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
✝️ https://www.youtube.com/watch?v=FWitWOHv94I
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ESORCISTI CONTRO AI: al convegno di Roma il problema non è il diavolo... #1575
A Roma, al convegno annuale degli esorcisti, l’allarme non riguarda storie pittoresche di possessioni: il tema centrale è ChatGPT. Sempre più persone portano in confessione dubbi nati da conversazioni con chatbot trattati come entità: consigli su divorzio…
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TUTTO OK, è un IPHONE. In mano a un neonato. 📱👶
In un momento storico in cui si discute di dipendenza da smartphone e device ai minori, l'immagine della nuova campagna pubblicitaria di Apple non viene letta come "il telefono resiste a tutto". Viene letta come la normalizzazione dell'iper-esposizione digitale fin dalla culla.
Perché quando un cartellone è polisemico, non decidi tu, brand, quale significato vince: conta come verrà interpretata da pubblici diversi, non l'intenzione con cui l'hai pensata.
È qui che entrano in gioco stakeholder mapping e letture ostili: autorità, avversari, attivisti, concorrenti e opinione pubblica. Un messaggio perfetto per "gli amici" può diventare un boomerang se offre munizioni a chi ti guarda con sospetto.
Cosa succede quando l'intenzione di una campagna incontra la lettura ostile del pubblico?
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=I3YpLQXco-E
In un momento storico in cui si discute di dipendenza da smartphone e device ai minori, l'immagine della nuova campagna pubblicitaria di Apple non viene letta come "il telefono resiste a tutto". Viene letta come la normalizzazione dell'iper-esposizione digitale fin dalla culla.
Perché quando un cartellone è polisemico, non decidi tu, brand, quale significato vince: conta come verrà interpretata da pubblici diversi, non l'intenzione con cui l'hai pensata.
È qui che entrano in gioco stakeholder mapping e letture ostili: autorità, avversari, attivisti, concorrenti e opinione pubblica. Un messaggio perfetto per "gli amici" può diventare un boomerang se offre munizioni a chi ti guarda con sospetto.
Cosa succede quando l'intenzione di una campagna incontra la lettura ostile del pubblico?
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=I3YpLQXco-E
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TUTTO OK È IPHONE: la campagna di Apple sbagliata nei tempi, modi e molto altro #1578
TUTTO OK, è un IPHONE. In mano a un neonato.
Peccato che, in un momento storico in cui si discute di dipendenza da smartphone, parental control e utilizzo dei device da parte dei minori, l’immagine di un neonato con un telefono in mano non viene letta come…
Peccato che, in un momento storico in cui si discute di dipendenza da smartphone, parental control e utilizzo dei device da parte dei minori, l’immagine di un neonato con un telefono in mano non viene letta come…
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"Ciao, Internet!" » Matteo Flora pinned «Ho scritto un libro… e ve lo regalo! 📕 Ho pubblicato gratis “Tette e gattini”, un instant-book che racconta come la verifica dell’età online rischi di darci un’illusione di sicurezza… ma con problemi molto reali. “Tette e gattini” è un pamphlet breve e (spero)…»
🇫🇷 La Francia boccia la norma che blocca l'accesso ai minori online, sopravvissuta per 24 giorni di stupido populismo infondato nel merito e nel diritto. ❌
La Corte costituzionale dice l'ovvio: la misura è DI GRAN LUNGA sovraeccedente, in mancanza di valutazioni di rischio corrette, e, soprattutto, controllare i minori significa CONTROLLARE TUTTI.
Che sono le argomentazioni portate, dal giorno zero, da chiunque non fosse ignorante in materia, in malafede o entrambi.
👉 Nell'Editoriale di oggi vi spiego perché questa non è una vittoria tecnica ma una vittoria di principio. Le stesse tesi della Corte francese le scrivevo, identiche, quasi un anno fa nel libro "Tette e Gattini" (trovate il link pinnato in alto).
🔗 https://mgpf.it/2026/08/14/la-francia-boccia-il-divieto-social-ai-minori.html
La Corte costituzionale dice l'ovvio: la misura è DI GRAN LUNGA sovraeccedente, in mancanza di valutazioni di rischio corrette, e, soprattutto, controllare i minori significa CONTROLLARE TUTTI.
Che sono le argomentazioni portate, dal giorno zero, da chiunque non fosse ignorante in materia, in malafede o entrambi.
👉 Nell'Editoriale di oggi vi spiego perché questa non è una vittoria tecnica ma una vittoria di principio. Le stesse tesi della Corte francese le scrivevo, identiche, quasi un anno fa nel libro "Tette e Gattini" (trovate il link pinnato in alto).
🔗 https://mgpf.it/2026/08/14/la-francia-boccia-il-divieto-social-ai-minori.html
Matteo Flora
La Francia boccia il divieto social ai minori: era ovvio ma serviva fare cagnara...
Il 14 agosto il Conseil constitutionnel ha stracciato la legge francese che vietava i social network ai minori di quindici anni, ventiquattro giorni dopo la sua approvazione parlamentare. La motivazione della Corte ripete quasi verbatim quello che chi studia…
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Claude ora lascia una traccia invisibile nei testi.
Anthropic ha introdotto un watermark nei contenuti generati dal suo modello: una filigrana statistica che sopravvive al copia-incolla e che, attraverso una chiave segreta controllata dall’azienda, permette di stimare se un brano provenga da Claude.
L’obiettivo è la trasparenza. Dal 2 agosto, l’AI Act impone infatti ai fornitori di IA generativa che operano nell’Unione europea di rendere riconoscibili i contenuti generati o manipolati dall’IA. Anthropic ha scelto di applicare questa misura ovunque, non soltanto in Europa.
Il problema è che il watermark sembra più affidabile nei testi “puri” cioè quelli scritti interamente da Claude e pubblicati senza modifiche. Diventa invece più fragile nei documenti ibridi, cioè riscritti, corretti, tradotti o integrati da una persona.
E allora la domanda non è soltanto tecnica.
È anche politica e giuridica: chi controlla la chiave di rilevazione? Con quali soglie?
E con quali dati su falsi positivi e falsi negativi?
👉 Ne parliamo oggi, su Ciao Internet.
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=u--xPAvoObM
Anthropic ha introdotto un watermark nei contenuti generati dal suo modello: una filigrana statistica che sopravvive al copia-incolla e che, attraverso una chiave segreta controllata dall’azienda, permette di stimare se un brano provenga da Claude.
L’obiettivo è la trasparenza. Dal 2 agosto, l’AI Act impone infatti ai fornitori di IA generativa che operano nell’Unione europea di rendere riconoscibili i contenuti generati o manipolati dall’IA. Anthropic ha scelto di applicare questa misura ovunque, non soltanto in Europa.
Il problema è che il watermark sembra più affidabile nei testi “puri” cioè quelli scritti interamente da Claude e pubblicati senza modifiche. Diventa invece più fragile nei documenti ibridi, cioè riscritti, corretti, tradotti o integrati da una persona.
E allora la domanda non è soltanto tecnica.
È anche politica e giuridica: chi controlla la chiave di rilevazione? Con quali soglie?
E con quali dati su falsi positivi e falsi negativi?
👉 Ne parliamo oggi, su Ciao Internet.
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=u--xPAvoObM
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CLAUDE TI MARCHIA: come la AI "firma" i testi che scrive senza dirtelo... #1581
Anthropic ha introdotto un watermark “invisibile” nei testi generati da Claude: una filigrana statistica che sopravvive al copia-incolla e che, con una chiave segreta, permette di stimare se un brano provenga dal modello. L’idea (attribuita allo schema proposto…
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🇫🇷 Il divieto francese di accesso ai social per gli under 15 è durato meno di un mese.
Approvato dal Parlamento il 21 luglio, è stato bocciato dal Conseil constitutionnel il 14 agosto, poco prima dell’entrata in vigore prevista per il 1° settembre.
Il punto non è “se” proteggere i minori, ma “come”: un bando generalizzato finisce per comprimere libertà di espressione e informazione anche dove il rischio non è dimostrato, e cancella la possibilità di una mediazione familiare.
La verifica dell’età, inoltre, se imposta in modo rigido, obbliga di fatto tutti (anche gli adulti) a dimostrare chi sono per far emergere chi è minorenne. Senza garanzie tecniche e giuridiche chiare, l’effetto collaterale diventa una forma di identificazione e tracciamento di massa incompatibile con la tutela della vita privata.
È il classico caso in cui la misura “per proteggere alcuni” richiede di controllare tutti...
Ne parliamo oggi, in questo nuovo episodio di Ciao Internet.
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=j5tIaDnvIUE
Approvato dal Parlamento il 21 luglio, è stato bocciato dal Conseil constitutionnel il 14 agosto, poco prima dell’entrata in vigore prevista per il 1° settembre.
Il punto non è “se” proteggere i minori, ma “come”: un bando generalizzato finisce per comprimere libertà di espressione e informazione anche dove il rischio non è dimostrato, e cancella la possibilità di una mediazione familiare.
La verifica dell’età, inoltre, se imposta in modo rigido, obbliga di fatto tutti (anche gli adulti) a dimostrare chi sono per far emergere chi è minorenne. Senza garanzie tecniche e giuridiche chiare, l’effetto collaterale diventa una forma di identificazione e tracciamento di massa incompatibile con la tutela della vita privata.
È il classico caso in cui la misura “per proteggere alcuni” richiede di controllare tutti...
Ne parliamo oggi, in questo nuovo episodio di Ciao Internet.
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=j5tIaDnvIUE
YouTube
MINORI ONLINE LA FRANCIA CI RIPENSA: il divieto ai social "bocciato" prima ancora di partire... #158
Il divieto francese di accesso ai social per gli under 15 è durato meno di un mese: approvato dal Parlamento il 21 luglio, è stato bocciato dal Conseil constitutionnel il 14 agosto, prima dell’entrata in vigore prevista per il 1° settembre. Il punto non è…
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Il video di oggi parte da una cosa personale: smettere di bere è meno una questione di "forza di volontà" e più di rituali, abitudini, e di quel momento in cui cerchi di "staccare" dal lavoro. Ed è proprio lì, in quel bisogno di staccare, che molti hanno sostituito il bicchiere con lo smartphone: stessa logica, stessa ricompensa intermittente, stessa difficoltà a rinunciare non tanto alla sostanza, quanto al meccanismo che regge la giornata.
Negli Stati Uniti proprio in questi giorni si apre un processo enorme contro Meta, che prova a cambiare il terreno di gioco: il focus non è più sul contenuto pubblicato dagli utenti, ambito dove entrano in gioco tutele come la Section 230, ma sull'architettura del prodotto.
L'accusa, basata anche su documenti interni emersi nel tempo, mira a dimostrare che certe scelte di design (feed, scroll infinito, ricompense a intervalli irregolari) siano state progettate sapendo di aumentare il carico dopaminico e quindi la dipendenza, soprattutto tra i più giovani.
Se questa impostazione reggesse, potrebbe essere il "momento tabacco" dei social: non una crociata morale, ma un passaggio in cui diventa socialmente e legalmente discutibile ciò che prima era normalizzato, e che obbliga tutti a una domanda semplice: lo stiamo usando "per lavoro", o è lui a usare noi per non farci staccare mai?
Ne parliamo oggi, su CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=Xsq6J75hXaw
Negli Stati Uniti proprio in questi giorni si apre un processo enorme contro Meta, che prova a cambiare il terreno di gioco: il focus non è più sul contenuto pubblicato dagli utenti, ambito dove entrano in gioco tutele come la Section 230, ma sull'architettura del prodotto.
L'accusa, basata anche su documenti interni emersi nel tempo, mira a dimostrare che certe scelte di design (feed, scroll infinito, ricompense a intervalli irregolari) siano state progettate sapendo di aumentare il carico dopaminico e quindi la dipendenza, soprattutto tra i più giovani.
Se questa impostazione reggesse, potrebbe essere il "momento tabacco" dei social: non una crociata morale, ma un passaggio in cui diventa socialmente e legalmente discutibile ciò che prima era normalizzato, e che obbliga tutti a una domanda semplice: lo stiamo usando "per lavoro", o è lui a usare noi per non farci staccare mai?
Ne parliamo oggi, su CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=Xsq6J75hXaw
YouTube
SOCIAL COME L'ALCOL: quando il "design" ti tiene incollato... #1585
Parte tutto da una cosa personale: smettere di bere è meno una questione di “forza di volontà” e più di rituali, abitudini, e di quel momento in cui cerchi di “staccare” dal lavoro. Il punto è che molti hanno sostituito il bicchiere con lo smartphone: stessa…
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Bacco, tabacco e social: come internet e i social stanno per cambiare.
A Oakland è cominciato il più grande processo mai celebrato contro Meta, e per la prima volta sul banco degli imputati non ci sono i contenuti ma l'architettura: lo scorrimento infinito, le notifiche, il carico di dopamina progettato a tavolino.
È lo stesso passaggio che mezzo secolo fa ha travolto l'industria del tabacco, e per capirlo davvero vi racconto una cosa mia: quindici anni di bicchieri di vino, quattro anni per smettere, e la scoperta che il telefono aveva preso il posto del bicchiere.
Ne parliamo nell'editoriale di oggi, lo trovate qui:
👉 https://mgpf.it/2026/08/21/bacco-tabacco-e-social.html
A Oakland è cominciato il più grande processo mai celebrato contro Meta, e per la prima volta sul banco degli imputati non ci sono i contenuti ma l'architettura: lo scorrimento infinito, le notifiche, il carico di dopamina progettato a tavolino.
È lo stesso passaggio che mezzo secolo fa ha travolto l'industria del tabacco, e per capirlo davvero vi racconto una cosa mia: quindici anni di bicchieri di vino, quattro anni per smettere, e la scoperta che il telefono aveva preso il posto del bicchiere.
Ne parliamo nell'editoriale di oggi, lo trovate qui:
👉 https://mgpf.it/2026/08/21/bacco-tabacco-e-social.html
Matteo Flora
Bacco, Tabacco e Social: come Internet sta per cambiare
A Oakland è cominciato il più grande processo mai celebrato contro Meta, e per la prima volta sul banco degli imputati non ci sono i contenuti ma l'architettura: lo scorrimento infinito, le notifiche, il carico di dopamina progettato a tavolino.
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