Nessuna scorciatoia.
Se si hanno più cose da fare, cominciare da quella più gravosa. Cercare soddisfazione solo nel dovere compiuto e non nel guadagno. Dare valore solo alle cose ottenute grazie al proprio lavoro. Disdegnare ciò che non ci appartiene o che ci arriva immeritatamente.☀️
Codice minimo di stile di vita legionario, punto 3.
Se si hanno più cose da fare, cominciare da quella più gravosa. Cercare soddisfazione solo nel dovere compiuto e non nel guadagno. Dare valore solo alle cose ottenute grazie al proprio lavoro. Disdegnare ciò che non ci appartiene o che ci arriva immeritatamente.☀️
Codice minimo di stile di vita legionario, punto 3.
❤14
Questa estate VESTI CINABRO ☀️🌊
Fino al 31 luglio, il 30% di sconto sull'abbigliamento.
Indossa il tuo ideale. Vivi la Tradizione🇾🇪
Acquista qui 👇🏻
https://cinabroedizioni.it/
Fino al 31 luglio, il 30% di sconto sull'abbigliamento.
Indossa il tuo ideale. Vivi la Tradizione🇾🇪
Acquista qui 👇🏻
https://cinabroedizioni.it/
🔥5
«…In questo antirazionalismo, antintellettualismo, sono contenute le cose più pericolose. Tuttavia il difetto maggiore del razionalismo e dell'intellettualismo consiste nel non sacrificare la propria vita di fronte al pericolo.
Se l'intellett accompagnasse spontaneamente l'azione cieca e se il ragionamento, quasi fosse un istinto naturale, operasse inoltre come forza motrice ed intervenisse in modo naturale nell'azione cieca, sarebbe questa l'immagine veramente ideale dell'agire umano».
Nel nome di Yukio Mishima
Quaderno n. 20, Sköll | RAIDO
In appendice: "Una sfida al nostro tempo" di Mario Michele Merlino
Ordinalo dal nostro sito o acquistalo in sede:
▪️https://www.libreriacinabro.it/prodotto/nel-nome-di-yukio-mishima/
Se l'intellett accompagnasse spontaneamente l'azione cieca e se il ragionamento, quasi fosse un istinto naturale, operasse inoltre come forza motrice ed intervenisse in modo naturale nell'azione cieca, sarebbe questa l'immagine veramente ideale dell'agire umano».
Nel nome di Yukio Mishima
Quaderno n. 20, Sköll | RAIDO
In appendice: "Una sfida al nostro tempo" di Mario Michele Merlino
Ordinalo dal nostro sito o acquistalo in sede:
▪️https://www.libreriacinabro.it/prodotto/nel-nome-di-yukio-mishima/
🔥6❤2
Dare il meglio.
Appena svolti i propri compiti, donare il tempo che avanza alla militanza. Spendere una parte consistente del proprio tempo libero e del denaro non strettamente necessario per l'attività comune, la formazione, la diffusione di materiale militante.🧨
Codice minimo di stile di vita legionario | punto 4
Appena svolti i propri compiti, donare il tempo che avanza alla militanza. Spendere una parte consistente del proprio tempo libero e del denaro non strettamente necessario per l'attività comune, la formazione, la diffusione di materiale militante.🧨
Codice minimo di stile di vita legionario | punto 4
❤9🤝3
Campo della Memoria
La memoria non vive nelle parole.
Vive nei luoghi che scegliamo di custodire.
Vive nel lavoro di chi non si volta dall’altra parte.
Vive nella fedeltà a una storia che qualcuno vorrebbe dimenticare.
Tra queste tombe c’è una storia fatta di uomini, sacrificio, fede e appartenenza.
Una storia che per troppo tempo è stata lasciata nell’oblio.
Oggi la memoria prende forma nei gesti più semplici:
un luogo pulito, una tomba curata, una mano che lavora.
Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato.
Ma assumersi la responsabilità di consegnarlo al futuro.
La memoria non vive nelle parole.
Vive nei luoghi che scegliamo di custodire.
Vive nel lavoro di chi non si volta dall’altra parte.
Vive nella fedeltà a una storia che qualcuno vorrebbe dimenticare.
Tra queste tombe c’è una storia fatta di uomini, sacrificio, fede e appartenenza.
Una storia che per troppo tempo è stata lasciata nell’oblio.
Oggi la memoria prende forma nei gesti più semplici:
un luogo pulito, una tomba curata, una mano che lavora.
Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato.
Ma assumersi la responsabilità di consegnarlo al futuro.
🔥23
La lunga cavalcata dei Sibillini
C'è un luogo, probabilmente più di ogni altro nel nostro amato Appennino centrale, capace di racchiudere fascino e mistero. Un luogo dove leggende di veggenti, fate, streghe, maghi, alchimisti, cavalieri erranti, viaggi iniziatici ed esplorazioni si intrecciano con le storie popolari tramandate nei secoli, fondendo sacro e profano e conferendo a questi monti, alle loro valli e ai borghi un'energia arcana che ancora oggi riesce a essere profondamente pervasiva. ☀️
Continua la lettura su:
▪️https://www.azionetradizionale.com/2026/07/30/la-lunga-cavalcata-dei-sibillini/
C'è un luogo, probabilmente più di ogni altro nel nostro amato Appennino centrale, capace di racchiudere fascino e mistero. Un luogo dove leggende di veggenti, fate, streghe, maghi, alchimisti, cavalieri erranti, viaggi iniziatici ed esplorazioni si intrecciano con le storie popolari tramandate nei secoli, fondendo sacro e profano e conferendo a questi monti, alle loro valli e ai borghi un'energia arcana che ancora oggi riesce a essere profondamente pervasiva. ☀️
Continua la lettura su:
▪️https://www.azionetradizionale.com/2026/07/30/la-lunga-cavalcata-dei-sibillini/
❤17
Prospettive di un militante della classe Duemila sul fango di Bologna
Siamo nati vent’anni dopo quel boato, ma quel fumo grigio e quel pezzo di muro sventrato sembrano inseguirci da sempre. Per noi, ragazzi del Duemila, la strage di Bologna non è un ricordo vissuto; è un’eredità pesante, un marchio che ci è stato impresso sulla pelle senza che nessuno ci chiedesse il permesso.
Ci chiedono spesso come abbiamo saputo. La risposta è quasi banale: nello stesso modo in cui ha saputo il resto d'Italia, ma con un filtro diverso. Abbiamo saputo attraverso la televisione, la scuola, i social, i successivi studi universitari. Abbiamo guardato i documentari trasmessi ogni due di agosto, quelli caratterizzati da una narrazione univoca e rigorosamente faziosa. Per anni abbiamo visto scorrere sullo schermo le stesse immagini, letto le stesse pagine, ascoltato le stesse tesi preconfezionate che liquidano la complessità di quei fragili anni con un’equazione matematica semplice e spietata: destra uguale terrorismo, destra uguale stragismo.
Una verità (o menzogna) monolitica che non ammette repliche, dove ogni sfumatura storica viene cancellata per alimentare il dogma del colpevole perfetto.
🖊 Continua la lettura sul sito di Raido:
https://www.raido.it/politico/prospettive-di-un-militante-della-tradizione-sul-fango-di-bologna/
Siamo nati vent’anni dopo quel boato, ma quel fumo grigio e quel pezzo di muro sventrato sembrano inseguirci da sempre. Per noi, ragazzi del Duemila, la strage di Bologna non è un ricordo vissuto; è un’eredità pesante, un marchio che ci è stato impresso sulla pelle senza che nessuno ci chiedesse il permesso.
Ci chiedono spesso come abbiamo saputo. La risposta è quasi banale: nello stesso modo in cui ha saputo il resto d'Italia, ma con un filtro diverso. Abbiamo saputo attraverso la televisione, la scuola, i social, i successivi studi universitari. Abbiamo guardato i documentari trasmessi ogni due di agosto, quelli caratterizzati da una narrazione univoca e rigorosamente faziosa. Per anni abbiamo visto scorrere sullo schermo le stesse immagini, letto le stesse pagine, ascoltato le stesse tesi preconfezionate che liquidano la complessità di quei fragili anni con un’equazione matematica semplice e spietata: destra uguale terrorismo, destra uguale stragismo.
Una verità (o menzogna) monolitica che non ammette repliche, dove ogni sfumatura storica viene cancellata per alimentare il dogma del colpevole perfetto.
🖊 Continua la lettura sul sito di Raido:
https://www.raido.it/politico/prospettive-di-un-militante-della-tradizione-sul-fango-di-bologna/
Raido
Prospettive di un militante della Tradizione sul fango di Bologna
Prospettive di un militante della Tradizione sul fango di Bologna Siamo nati vent’anni dopo quel boato, ma quel fumo grigio e quel pezzo di muro sventrato sembrano inseguirci da…
❤12
Educare la mente. 💭
Non compiere un'azione senza prima aver riflettuto. Non bestemmiare, non praticare il turpiloquio. Non dire menzogne.
Mantenere ordine nelle proprie cose.
Sesto punto del codice minimo di stile di vita legionario.
Non compiere un'azione senza prima aver riflettuto. Non bestemmiare, non praticare il turpiloquio. Non dire menzogne.
Mantenere ordine nelle proprie cose.
Sesto punto del codice minimo di stile di vita legionario.
❤22
L'Odissea: una lettura militante🔥
Da quando è uscito al cinema il film sull’Odissea di Christopher Nolan (anzi, forse sarebbe meglio dire in questo caso un film fantasy liberamente ispirato al poema omerico), non facciamo altro che assistere alla dialettica tra chi ha accolto favorevolmente la pellicola e
chi non ha potuto fare a meno di notare non solo gli elementi woke e l'epurazione di tutta la dimensione simbolica e spirituale del poema, ma soprattutto l’idiosincrasia del mondo moderno, di cui Hollywood è cassa di risonanza e avanguardia, per tutto ciò che è il patrimonio luminoso della Tradizione.
Non ci interessa tuttavia esprimere l’ennesima critica al film.
Per l'uomo della Tradizione, infatti, la conoscenza è tale solo se diviene azione: egli non ama le chiacchiere e le sterili polemiche e, di conseguenza, quando è buio, non maledice le
tenebre ma accende un fuoco.
Ci sembra allora più utile e opportuno ripercorrere alcuni dei simboli presenti nel poema, per
valorizzarne il contenuto concreto, attivo e militante.
Purtroppo non è possibile trattare l'intero universo di simboli di quello che è un poema simbolico, che racconta a tutti gli effetti un viaggio spirituale.
Ma chi era Ulisse, anzi Odisseo? Egli è l’«uomo dal multiforme ingegno», il cui nome, che assume dal greco anche il significato di «odiato» racconta di un uomo che, per la sua
caratura, è «messo alla prova». Egli è l'emblema del militante.
🖊 Continua la lettura dell'articolo sul nostro sito: https://www.raido.it/politico/10912-2
Da quando è uscito al cinema il film sull’Odissea di Christopher Nolan (anzi, forse sarebbe meglio dire in questo caso un film fantasy liberamente ispirato al poema omerico), non facciamo altro che assistere alla dialettica tra chi ha accolto favorevolmente la pellicola e
chi non ha potuto fare a meno di notare non solo gli elementi woke e l'epurazione di tutta la dimensione simbolica e spirituale del poema, ma soprattutto l’idiosincrasia del mondo moderno, di cui Hollywood è cassa di risonanza e avanguardia, per tutto ciò che è il patrimonio luminoso della Tradizione.
Non ci interessa tuttavia esprimere l’ennesima critica al film.
Per l'uomo della Tradizione, infatti, la conoscenza è tale solo se diviene azione: egli non ama le chiacchiere e le sterili polemiche e, di conseguenza, quando è buio, non maledice le
tenebre ma accende un fuoco.
Ci sembra allora più utile e opportuno ripercorrere alcuni dei simboli presenti nel poema, per
valorizzarne il contenuto concreto, attivo e militante.
Purtroppo non è possibile trattare l'intero universo di simboli di quello che è un poema simbolico, che racconta a tutti gli effetti un viaggio spirituale.
Ma chi era Ulisse, anzi Odisseo? Egli è l’«uomo dal multiforme ingegno», il cui nome, che assume dal greco anche il significato di «odiato» racconta di un uomo che, per la sua
caratura, è «messo alla prova». Egli è l'emblema del militante.
🖊 Continua la lettura dell'articolo sul nostro sito: https://www.raido.it/politico/10912-2
Raido
L’Odissea: una lettura militante
L’Odissea: una lettura militante (a cura della Comunità Militante Raido) Da quando è uscito al cinema il film sull’Odissea di Christopher Nolan (anzi, forse sarebbe meglio dire in questo…
❤10🔥5
È quindi urgente che contro tale ciarpame infetto si scateni l'impeto e l'assalto della cultura tradizionale, affinché essa non continui a prevalere in modo indisturbato.
Occorre che un contraltare culturale venga innalzato, che chiami a raccolta intorno a sé i molti, anzi i moltissimi che consciamente o inconsciamente cercano un polo spirituale di attrazione nel caos ideologico contemporaneo.
A chi dubitasse della possibilità, nelle peggiorate condizioni sopra indicate, di un risveglio della cultura tradizionale, deve opporsi che a differenza di quanto avvenne in quel primo Sturm und Drang italiano, in cui si mescolarono confusamente spunti positivi e negativi dal punto di vista tradizionale, oggi vi sono molte maggiori possibilità di conoscere il pensiero tradizionale in esposizioni di sufficiente purezza dottrinale.
Inoltre, rispetto ad allora, molto maggiore è il numero di coloro che, nauseati in profondità dagli "idoli" pseudo-culturali dell'epoca presente, hanno maturato in se stessi quella rivolta integrale che è il preludio dell'adesione alla visione del mondo tradizionale.🔥
"Impeto della vera cultura" Fascicolo n.23 | Raido
Gruppo dei Dioscuri
Ordinalo qui:
▪️https://www.libreriacinabro.it/prodotto/impeto-della-vera-cultura/
Occorre che un contraltare culturale venga innalzato, che chiami a raccolta intorno a sé i molti, anzi i moltissimi che consciamente o inconsciamente cercano un polo spirituale di attrazione nel caos ideologico contemporaneo.
A chi dubitasse della possibilità, nelle peggiorate condizioni sopra indicate, di un risveglio della cultura tradizionale, deve opporsi che a differenza di quanto avvenne in quel primo Sturm und Drang italiano, in cui si mescolarono confusamente spunti positivi e negativi dal punto di vista tradizionale, oggi vi sono molte maggiori possibilità di conoscere il pensiero tradizionale in esposizioni di sufficiente purezza dottrinale.
Inoltre, rispetto ad allora, molto maggiore è il numero di coloro che, nauseati in profondità dagli "idoli" pseudo-culturali dell'epoca presente, hanno maturato in se stessi quella rivolta integrale che è il preludio dell'adesione alla visione del mondo tradizionale.🔥
"Impeto della vera cultura" Fascicolo n.23 | Raido
Gruppo dei Dioscuri
Ordinalo qui:
▪️https://www.libreriacinabro.it/prodotto/impeto-della-vera-cultura/
Libreria Cinabro
Impeto della vera Cultura | Libreria Cinabro
Scopri il libro "Impeto della vera Cultura" del Gruppo dei Dioscuri. Sfoglia il nostro catalogo e Acquista online i migliori libri su Libreria Cinabro.
🔥7❤1
Processo a META: a chi fanno comodo le dipendenze?📱
La vera ingiustizia non è solo la dipendenza creata, ma il fatto che chi la subisce non venga mai realmente risarcito, e soprattutto, che lo Stato che si erge come protettore dei suoi cittadini urlando alle dipendenze e all’inganno, in realtà, è un lupo travestito da agnello, prima pedina del sistema di sfruttamento. 🎭
Leggi l'articolo completo sul sito di RAIDO:
▪️https://www.raido.it/politico/processo-a-meta-a-chi-fanno-comodo-le-dipendenze/
La vera ingiustizia non è solo la dipendenza creata, ma il fatto che chi la subisce non venga mai realmente risarcito, e soprattutto, che lo Stato che si erge come protettore dei suoi cittadini urlando alle dipendenze e all’inganno, in realtà, è un lupo travestito da agnello, prima pedina del sistema di sfruttamento. 🎭
Leggi l'articolo completo sul sito di RAIDO:
▪️https://www.raido.it/politico/processo-a-meta-a-chi-fanno-comodo-le-dipendenze/
❤7🔥2