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📲 App di messaggistica: il governo vuole trattarle come le telco. Piantedosi: “Sanzioni? Anche lo stop al servizio” 🚨

Il tempo della libera chat potrebbe essere agli sgoccioli. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’intenzione del governo di mettere in riga le app di messaggistica istantanea. Sì, proprio quelle dove condividiamo meme, chiacchiere di gruppo e, secondo alcuni, anche un bel po’ di dati sensibili.

Durante la trasmissione Codice su Rai 1, Piantedosi ha spiegato che l’obiettivo è chiaro: WhatsApp, Telegram, Signal & co. devono seguire le stesse regole delle compagnie telefoniche. Tradotto: niente più zona franca per chi gestisce chat criptate e server sparsi nel mondo.

🛂 Il piano? Creare un’autorità pubblica, sotto il cappello del Ministero dell’Interno (Polizia Postale inclusa), con poteri di controllo, vigilanza e sanzione. E non si parla solo di multe simboliche: tra le ipotesi sul tavolo c’è persino l’interruzione del servizio per chi non si adegua. Insomma, se non ti comporti bene, ti stacchiamo la spina.

Il ragionamento parte da un principio: se queste app fanno ciò che una volta facevano le telco, è giusto che rispondano agli stessi obblighi. Anche se, dettaglio non trascurabile, la maggior parte di queste aziende non ha nemmeno una sede nell’Unione Europea. Ma ehi, nulla che un po’ di pressione normativa non possa “incentivare”, giusto?

🌍 Nel frattempo, l’Europa si muove verso regole più dure, spinte anche dalla paura della “guerra ibrida” – quel mix inquietante di spionaggio, manipolazione e traffico dati che tanto piace ai cyber-criminali e meno agli Stati. E qui, ribadisce Piantedosi, “i dati sono già una ricchezza di per sé, anche in chiave strategica”.

📉 Il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, aveva già sollevato il problema al Festival dell’Economia di Trento: “Le telco sono sottoposte a controlli severi, ma i servizi digitali no. Nemmeno quando si tratta di reati gravissimi come pedopornografia e terrorismo”.

Piantedosi ha confermato: le app sono libere da regole che le telecom hanno da sempre. Una disparità che, secondo il ministro, non può più essere ignorata. “Ci si arriverà”, ha detto. L’Europa – almeno a parole – sembra pensarla allo stesso modo.

⚖️ Resta da vedere se il tutto si tradurrà in norme concrete o se sarà l’ennesimo tentativo di imbrigliare giganti globali con strumenti da codice penale analogico.

Nel frattempo, meglio non dare per scontata la prossima notifica: se le app non si allineano, il governo potrebbe… silenziarle. Letteralmente.

Tag: #Piantedosi #AppDiMessaggistica #WhatsApp #Telegram #Signal #Privacy #PoliziaPostale #SicurezzaDigitale #GuerraIbrida #Dati #InterruzioneServizio #RegolamentazioneDigitale #Europa #TechNews #CyberSecurity
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🚀 Manus: l’agente AI che trasforma i pensieri in azioni – ora parte di Meta

Nel mondo dell’intelligenza artificiale, ogni tanto emerge una tecnologia che non solo promette, ma mantiene le promesse facendo quello che dice di fare.
Si può dire senza ombra di dubbio, almeno dai test fatti da me, che Manus è una di queste. Nata con l’ambizione di colmare il divario tra pensiero e azione, Manus è un agente AI autonomo capace di eseguire compiti complessi in modo indipendente, senza bisogno di prompt multipli o supervisione umana costante.

In meno di un anno, Manus ha conquistato l’attenzione globale grazie alla sua capacità di pianificare, decidere ed eseguire. Che si tratti di creare un sito web, analizzare dati grezzi, generare email professionali o costruire strumenti digitali personalizzati, Manus lo fa. E lo fa bene.

📣 Ora è ufficiale: Manus è stata acquisita da Meta Inc. per oltre 2 miliardi di dollari.
L’annuncio, arrivato a fine dicembre 2025, segna una svolta strategica per Meta, che punta a integrare agenti AI operativi nei suoi prodotti consumer e business. L’obiettivo? Passare dall’AI generativa all’AI esecutiva, capace di agire nel mondo reale.

🤖 Perché Manus interessa a Meta?

Punti principali:
- Non possiede modelli AI proprietari
, ma è costruita per orchestrare strumenti esistenti e portarli a termine in modo intelligente.
- È l’AI che non solo pensa, ma fa.
- Ha raggiunto 100 milioni di dollari di ricavi in soli 8 mesi, dimostrando una domanda reale per agenti AI che risolvono problemi concreti.
- È progettata per completare task multi-step, come creare un’app, scrivere un pitch deck o automatizzare un flusso di lavoro.
- Meta vede in Manus la chiave per potenziare i suoi ecosistemi, da WhatsApp a Workplace, con assistenti capaci di agire in autonomia.
- L’approccio di Manus è cloud-native, asincrono e modulare, perfetto per essere scalato su larga scala.


🔮Cosa succede ora?
Manus continuerà a esistere come servizio in abbonamento, ma con il supporto infrastrutturale e finanziario di Meta. Va anche detto, che l’acquisizione potrebbe accelerare l’integrazione di agenti AI nei prodotti Meta, rendendo possibile, ad esempio, avere un assistente che prenota viaggi, scrive report, gestisce calendari e automatizza vendite, tutto da una chat.

Ovviamente, vista la situazione geoponica mondiale, le autorità cinesi stanno esaminando l’accordo
, poiché Manus ha origini cinesi e l’export di tecnologie AI avanzate è soggetto a restrizioni. Infatti, il Ministero del Commercio cinese ha avviato una verifica per valutare se l’operazione violi le normative sull’esportazione di tecnologie strategiche. Per gli utenti, questo significa che l’era degli agenti AI autonomi è appena iniziata. E con Meta alle spalle, Manus potrebbe diventare lo standard operativo per l’AI del futuro.

In un mondo in cui l’AI genera, Manus esegue. E ora, con Meta, lo farà su scala globale.

🧪 Prova Manus AI!

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