Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini https://www.antoniodini.com
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C’è un ruolo tutto hollywoodiano, direi tutto americano, che insegue i nuovi grandi talenti del cinema: quella parte che Robert De Niro interpretò per Martin Scorsese a 33 anni, all’epoca un giovane attore in bolletta, disperato, alienato, bruciato dalla rabbia e dalla sofferenza di una carriera che non esisteva, non era mai esistita.

Quel ruolo è la parte di Travis Bickle, reduce del Vietnam diventato tassista a New York e pronto a esplodere in maniera spettacolare, autentica bomba a mano umana che si innesca per la durata del film sino alla sua esplosione finale.

Taxi Driver è un sogno di film per qualsiasi attore e quella parte, quella parte dello psicopatico puro, è l’Amleto dei nostri tempi modernamente nevrotici. Una parte che Leonardo DiCaprio, Christian Bale, Ryan Gosling e Sam Rockwell hanno tutti provato senza esserci però riusciti.

Ehi, you talkin’ to me?

https://www.1843magazine.com/culture/the-daily/how-taxi-driver-ruined-acting
Stiamo diventando tutti malati di mente?

Money quote: "A large part of the population – perhaps even the majority – might benefit from some form of mental health care, but too many fear that modern psychiatry is on a mission to pathologise normal individuals with some dystopian plan fuelled by the greed of the pharmaceutical industry, all in order to put the populace on mind-numbing medications."

https://aeon.co/essays/do-psychiatrists-really-think-that-everyone-is-crazy
Bill Gates ha letto un libro di fantascienza e gli è piaciuto talmente tanto che ne ha scritto la recensione. È già che c'è ha fatto il video 3D per i Google cardboard (ma si vede bene lo stesso).

Il libro è Seveneves di Neal Stephenson. Bil Gates è un adorabile nerd quando fa la "persona normale".

Money quote: "The plot of Seveneves gets going when the moon blows up without warning and for no apparent reason. This isn’t a spoiler—it’s the first sentence of the book. “The moon blew up without warning and for no apparent reason.”"

https://www.gatesnotes.com/Books/Seveneves
Luca Sofri prende appunti - giustamente confusi - sulla complessità. Perché il mondo è una cosa complessa, non riducibile a pochi slogan e protocolli come invece vorremmo molto spesso fare.

Money Quote: “Quello che ottiene successo presso noi umani, è la semplificazione, la riduzione della complessità, le poche regole, le soluzioni”.

https://www.wittgenstein.it/2016/05/16/idea-confusa/
Una recensione un po' lunga: due anni e mezzo, tredici paesi, una sola macchina fotografica (una Leica M typ 240).

È piacevole da leggere e capisco (e apprezzo molto) il punto di partenza: noialtri giornalisti facciamo recensioni basate su una-due settimane di prova dei prodotti, tempo spesso insufficiente per "capire" un oggetto e vederne pregi e difetti.

Va anche detto che di cose che danno l'idea di essere emerse dall'uso continuo per trenta mesi della macchina fotografica della Leica in questa super recensione ce ne sono pochine: anche con spazio senza limiti (come tipicamente è per chi scrive sul web, soprattutto su blog e Medium) il recensore si perde via soprattutto a spiegare cos'è e come funziona la M typ 240. Quello si poteva capire anche in una settimana di uso. Ma tant'è...

È in ogni caso una lettura buona per pause pranzo solitarie e tranquille.

https://medium.com/@sdw/two-and-a-half-years-13-countries-1-camera-the-leica-m-review-6fb09b84d8b3#.u540pigxj

Money quote: "The camera body’s geometry is fairly ancient. It still resembles the first Leica camera from 1913 quite a bit. The Leica evolved into the M3, eventually, which stayed mostly identical in design until today. The main difference is size: the Leica M is a bit thicker than its film cousins.

It also got greatly simplified, with each previous generation losing an external feature on the camera body as technology allows."
Perché scriviamo tutto in maiuscolo per “urlare” sui social, nei messaggi o in generale in qualsiasi testo scritto? Una storia non banale dell’urlo silenzioso

Money Quote: “I’m here to BLOW THIS OUT OF THE WATER, with a series of citations that date back to 1856. People have been uppercase shouting intentionally for a century more than recollected. And, as with so many things, longtime Internet users want to claim credit, when they really just passed on and more broadly popularized an existing practice.”


https://meh.com/forum/topics/capital-crimes-part-1--shout-shout-let-it-all-out
A quanto pare non siamo solo noi che abbiamo un problema di “incomprensione tecnologica”, per così dire. Che non capiamo come funziona, insomma (si veda la modifica del DNS per i siti bloccati dall’autorità giudiziaria o dalla polizia postale). La regina Elisabetta ha confermato che tutto il "pornographic material" in rete sarà reso inaccessibile per i sudditi del Regno Unito (e, si presume, per i visitatori di Albione) a meno che l’utente non verifichi la sua maggiore età.

Sì, certo. E poi anche nei giorni pari bloccati i mancini e in quelli dispari i destri.

Money quote: “The forthcoming Digital Economy Bill will argue that all sites containing any pornographic material must be hidden unless a user can prove they are over 18. No further details of how the blocks will be implemented or enforced have been announced.”

https://www.wired.co.uk/news/archive/2016-05/18/porn-websites-age-verification-queens-speech
Cosa leggeva Umberto Eco? Articolo apparentemente ghiotto perché il personaggio è notevole: dopo che aveva fatto i soldi veri con “Il Nome della Rosa” Eco aveva potuto dar sfogo alla sua passione per la bibliofilia. Una forma di collezionismo nel caso piuttosto estrema (diciamo, l’equivalente dei francobolli o delle monete antiche per le persone colte). Per decenni aveva accumulato sia in qualità che in quantità, trasformando la casa di Foro Bonaparte a Milano (e altre magioni secondarie) sostanzialmente in biblioteche universitarie. Siccome a noialtri zoticoni di campagna ci fa impressione la quantità più che la qualità, la prova muscolare di Eco (decine di migliaia di volumi, scambi tipo “Ma li ha letti tutti?“, “Questi in realtà li devo ancora leggere, gli altri li ho già messi via”) ha colto l’immaginario. Però cosa leggeva? Erbari medievali e bibbie miniate?

Sappiamo invece che l’Eco studioso e intellettuale aveva anche operato a lungo e tra i primi per il riconoscimento del ruolo della cultura popolare, diventando una sorta di spartiacque (mitica l’intervista con Elio Vittorini sul primo numero di Linus, in cui si diceva che il fumetto non è una cosa solo per ragazzi). Quindi leggeva anche tanta letteratura popolare: romanzi e fumetti.

Eccoci a noi. Doppiozero, pur riconoscendo la varietà (e forse un po’ esagerandola) delle letture di Eco, poi sceglie la strada facile e ne segue un filo solo (in un articolo lungo, a tratti un po’ zoppicante e comunque noiosetto) che è quello della cultura pop. Peccato. Avrei preferito una provocazione e per una volta qualcuno che parlasse delle letture “forti” dell’intellettuale e studioso Eco.

Money Quote: “Pur padroneggiando virtuosisticamente moltissimi registri e sostenendo che per lui il narrare è una forma diversa di teoresi (cfr. su Doppiozero l’articolo di Gianfranco Marrone), l’autore non nasconde la sua ammirazione per il romanzo popolare, specie per quello che ha delle formidabili trovate narrative. In “Invenzione narrativa e tecniche del discorso” (in Grignaffini, Pozzato, Mondi seriali 2008) espone una distinzione fra romanzi che sono scritti bene senza avere invenzione narrativa, come l’Ulisse di Joyce; romanzi che hanno invenzione narrativa e sono anche scritti bene, come I tre moschettieri; e romanzi che hanno grande invenzione narrativa ma sono scritti male, come Il conte di Montecristo e I Misteri di Parigi.”

https://www.doppiozero.com/materiali/che-cosa-leggeva-umberto-eco
Negli Usa sta uscendo un volume dedicato alla storia del servizio postale (che da quelle parti ha avuto un ruolo notevole, dai pony sulle piste del West ai trasporti aerei nella tormenta). I recensori che cercano un appiglio con l’attualità hanno trovato una curiosità gustosa: poteva essere l’US Postal Service a diventare il fornitore nazionale della email

Money Quote: “In 1971, the same year a computer engineer sent the first-ever computer-to-computer message, the U.S. Postal Service hired Gene Johnson to explore futuristic mail services. Johnson didn’t know much about the mail or the future. He had served in the Peace Corps and worked as a corporate financial analyst. But once he started working for a 196-year-old government bureaucracy, he became an entrepreneur for the rapidly approaching digital age.”

https://www.groveatlantic.com/?title=Neither+Snow+nor+Rain

Neither Snow nor Rain: A History of the United States Postal Service
https://www.bloomberg.com/features/2016-usps-email/
Nei sempre più frequenti momenti in cui la nevrosi mi consuma e non ne posso più dei social media (e detto da uno che ha aperto un canale su Telegram indica come la nevrosi sia ormai patologica) c’è un social media che spicca per il fastidio che mi genera. È Linkedin.

Non sopporto il modo in cui cerca truffaldinamente di appropriarsi della tua email, dei tuoi contatti, delle tue relazioni. Il modo in cui gestisce *al posto tuo* le relazioni mi manda in bestia (tu pensi di fare una sorta di “Like” a gente che ha anniversari lavorativi e lui manda frasi intere come se stessi cominciando una conversazione). Se c’è un social media di cui comincerei volentieri a fare a meno è questo. Soprattutto adesso che ho scoperto che a quanto pare i dati sensibili di 117 milioni di persone (le password, soprattutto, che spesso sono riciclate dagli utenti per più funzionalità) dal 2012 sono sul mercato del dark web.

https://it.slashdot.org/story/16/05/18/1556225/linkedin-user-your-data-may-be-up-for-sale

Come possibile soluzione: andate nei settaggi della privacy, cambiate la password e attivate l’autenticazione a due fattori (che manderà messaggi sms al vostro telefono con un codice da inserire ogni volta che vi autenticate per la prima volta su un nuovo computer). Oppure cancellate tutto quanto l'account...
Quando è veloce la vostra connessione? Ci sono vari tool e app per verificarlo. Adesso Netflix negli Usa ne ha aggiunto un altro. Collegandosi a

https://www.fast.com/

si può vedere in maniera molto semplice e privo di dettagli a quale velocità viaggia il nostro computer.

Money quote: “Compared to Speedtest.net, Fast.com doesn't offer any details on how fast is your upload speeds, what's the ping time, and any detail on location and ISP. However, it's seemingly faster, and automatically detects your download speeds when you visit the website”
B-52. Una delle più titaniche e iconiche macchine da guerra della storia. Un dispensatore di morte, di pace intesa come pace imposta con la morte e la paura della morte. Il B-52 l'epitome della Pax Americana. Da 60 anni è in linea e lo sarà fino al 2044.

Money Quote: "The most feared bomber plane of the 20th Century is still going strong after 60 years in service in the US military."

https://www.bbc.com/news/magazine-33766644

Se ne era accorto anche Stanley Kubrick. Qui la storia di come è nato (un disegno su un tovagliolino del bar, ovviamente, fatto da tre impiegati della Boeing in un fine settimana). Una lezione sulla gestione della complessità.

https://www.stevenpressfield.com/2013/08/foolscapping-the-b-52/

Money Quote: "That’s the Foolscap Method. In other words: brass balls, back-of-a-napkin, see-the-thing-as-a-whole. Don’t hesitate. Don’t overthink. Use instinct, use common sense. Don’t give Resistance time to screw you up."
Il mondo (soprattutto anglosassone) continua a celebrare Elena Ferrante. Siamo solo noi in Italia che a quanto pare abbiano un problema con il suo successo. C'è da chiedersi perché...

https://www.vogue.com/13330747/elena-ferrante-the-story-of-the-lost-child/
Una immagine dell'Airbus A320-200 di Egypt Air matricola SU-GCC varato nel 2003 e distrutto questa notte
Quindici anni fa la rivoluzione degli Apple Store, un articolo che ho scritto per raccontare com'è che Apple ha cambiato per sempre anche il settore retail. Buona per la pausa pranzo, tra qualche ora.

https://m.macitynet.it/quindici-anni-la-rivoluzione-degli-apple-store/

Money quote: "Era l’ora più buia di Apple"
Nei dettagli si vedono le grandi cose (alla faccia della Gestalt). Per coloro i quali hanno la iattura di utilizzare TIM come operatore mobile, dal 15 giugno arriva Tim Prime Go, la replica (hanno aggiunto un “go”) del programma che il Garante aveva già cassato qualche mese fa.

In pratica, viene aggiunto obbligatoriamente a una serie di profili ricaricabili base TIM (che non è dato sapere quali siano nonostante ricerche approfondite sul sito https://www.tim.it//primego ) una funzionalità che costa 49 centesimi a settimana. Con questa cifra si ottengono vantaggi (per me) inutili: biglietti 2×1 per andare al cinema (con mille eccezioni); gratis tutti i contenuti premium dell’APP Serie A TIM (non seguo il calcio); un numero TIM a cui mandare sms e chiamate illimitate (sono l’unico in famiglia ad avere TIM).

La cosa divertente è che per togliere la funzionalità imposta arbitrariamente bisogna cambiare profilo tariffario base oppure addirittura cessare l’utenza, con relativa cancellazione del numero telefonico. Per verificare (e disabilitare il balzello) bisogna entrare in quel girone infernale che è 409162 o peggio ancora il 119, prima tappa alla quale seguono anni di analisi da uno bravo oppure un viaggio sulla Luna con Orlando a recuperare il proprio senno.

E questa è la nuova TIM di Flavio Cattaneo, che sta recuperando brillantemente gli sfasci fatti da Marco Patuano? Certo, come no.

Segnalo per l’occasione un sobrio e vagamente allusivo (“l’uomo della Provvidenza”, con la P maiuscola casomai si fraintedesse per un eufemismo) pezzo di key4biz, che celebra il nuovo Re e la bellezza dei suoi vestiti

Money Quote: “Cattaneo è senza dubbio l’uomo giusto, anzi l’uomo della Provvidenza. Ha il piglio e l’esperienza di chi può realizzare ciò che gli azionisti chiedono per il rilancio della società. È arrivato a ridosso dello scadere del tempo massimo, per riprendere in mano i dossier, rimettere ordine nei conti, definire le priorità di investimenti e decidere le ottimizzazioni di spesa.”.

https://www.key4biz.it/telecom-italia-patuano-la-polvere-sotto-il-tappeto-e-la-bonifica-di-cattaneo/159690/
Quante sono le stelle nella galassia? Come si muovono? Dove vanno? L’Esa, l’Agenzia spaziale europa, utilizza la tecnologia cinese per fare il censimento tramite il Progetto Gaia.

Mi capita spesso, per lavoro, di sentir parlare di Big Data e poi scoprire che in realtà non si tratta di Big Data veramente. In questo caso, con un petabyte che balla sui server NeXtScale di Lenovo, direi che ci siamo.

https://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/41525_data-center-alleanza-lenovo-esa-una-mappa-per-la-via-lattea.htm
Forwarded from MacchiaChannel
The Kernel racconta la nascita e la morte di FriendFeed, il social network che inventò il tasto "like" e la timeline aggiornata in tempo reale, e che, dopo la frenesia iniziale e l'acquisto da parte di Facebook (che lo mise in naftalina per sei anni), restò influente solo per i Turchi e per le blogstar italiane.

Link: https://bit.ly/1sCak4j
La prima intervista della presidente del Brasile sotto impeachment è in esclusiva con Green Greenwald. Si parla di disobbedienza civile e in generale si dà l'idea che il Brasile sia nei guai, grossi guai.

Money quote: "spoke with President Rousseff about all of these matters, as well as whether it is now justified for Brazilians to use civil disobedience against the government she describes as “illegitimate,” and the likely impact on international affairs and economic realignment from this extreme and undemocratic change of ideology in the world’s fifth most populous country and seventh largest economy. (Interim President Temer has not yet responded to The Intercept’s request for an interview)."

https://theintercept.com/2016/05/19/watch-first-interview-with-brazils-president-dilma-rousseff-since-the-senates-impeachment-vote/
Negli Stati Uniti c'è gente che si è svegliata con un'idea meravigliosa in testa (no, non un trapianto di capelli...).

L'idea è reinventare la radio e il podcast, entrambi percepiti come statici e poco innovativi. Per farlo, oltre a cambiare ragione sociale di RadioPublic rendendolo più for profit, giocano la carta di una app. Ancora tutta da inventare però sai mai che non funziona...

Money quote: "It's an interesting gamble. For the most part, the current radio and podcasting marketplace relies on iTunes to do most of the distributing and curation of content along with apps developed by individual content creators, including National Public Radio with its NPR One app, with which RadioPublic will be competing to some extent."

https://fortune.com/2016/05/19/prx-radiopublic/