Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini https://www.antoniodini.com
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L'inquietante trasformazione di PlayBoy, senza più nudo in copertina, con le playmate castigate alle feste (tutte a indossare la felpa aziendale), e sempre più apprezzato da Donald Trump (che lo definisce "classy").

Link: https://wwd.com/media-news/fashion-memopad/playboy-downplays-sex-at-newfronts-2016-pivots-to-lifestyle-coverage-10430319/
La foto della domenica
La recensione del 'Piccolo Regno' di Tatiana Larina

Money quote: "Ho comprato Il Piccolo Regno di Wu Ming appena uscito, regalo del coniglio pasquale per il giovane virgulto, ma manco a dirsi l’ho letto io. Divorato"

«Il Piccolo Regno» è un romanzo per piccoli? - Giap
https://www.wumingfoundation.com/giap/?p=25006
Eva Automation, che è una startup californiana creata dall’ex CFO di Facebook, ha comprato Bowers & Wilkins, uno dei marchi storici dell’alta fedeltà inglese. Il marchio (che mi piace molto) fortunatamente rimarrà sul mercato. B&W aveva già cercato di entrare nel mercato digitale fornendo soluzioni di fascia di prezzo media per l'amplificazione wireless dell'audio di computer, telefoni e tablet, ma gli mancava la parte di strategia digitale (app, servizi innovativi e il resto). Adesso l'apertura è per la domotica. Vedremo.

https://www.bloomberg.com/news/articles/2016-05-03/speaker-maker-bowers-wilkins-sells-out-to-a-tiny-silicon-valley-startup
Google continua a mettere in open source i suoi strumenti di intelligenza artificiale. Adesso è la volta del motore per il linguaggio naturale, SyntaxNet, che definisce piuttosto enfaticamente “il più accurato parser del mondo”.

In ogni caso rilasciare anche questo framework (un parser sintattico) che adesso fa parte su TensorFlow (la library di strumento open source di Google) è un ulteriore passo in avanti per la rinnvoata strategia open source di Google, che finora aveva usato prevalentemente strumenti cloud proprietari sulle fondamenta di piattaforme open source. Per adesso, SyntaxNet è solo in inglese.

https://googleresearch.blogspot.it/2016/05/announcing-syntaxnet-worlds-most.html
Alla faccia della macchina che fa tutto alle nostre spalle, guidata da gelidi algoritmi (che peraltro sono strumenti realizzati da persone e quindi fatti comunque da qualcuno). Salta fuori che le “trending news” di Facebook sono in realtà gestite a mano, sulla base dei gusti degli impiegati dell’azienda di Mark Zuckerberg e degli ordini di scuderia (eliminare i contenuti di tipo conservatore a favore dei candidati progressisti alla prossima presidenza degli Stati Uniti?) pagati per fare questo dalla mattina alla sera.

In futuro, una volta che il loro sistema di machine learning sarà stato addestrato in maniera appropriata, verrà fatto tutto automaticamente. Forse.

https://gizmodo.com/former-facebook-workers-we-routinely-suppressed-conser-1775461006
Il New York Times Magazine tira fuori uno di quei pezzi di travel che di solito i nostri giornali non riescono a fare. Sette “expat”, sette giornalisti che vivono all’estero (in questo caso in Europa), raccontano il posto dove stanno. Per l’Italia, è la Lunigiana.

https://www.nytimes.com/interactive/2016/05/12/travel/seven-places-europe.html
Avete presente la nuova primavera della Marvel al cinema, quella che Dc Comics cerca di scimmiottare ma senza successo (vedi l’ultimo Batman v Superman)? Beh, dietro dal 2011 c’è una coppia creativo composta da Christopher Markus e Stephen McFeely (con la regia del presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige).

A Markus e McFeely si deve il primo film su Captain America, Thor 2 e la serie Agent Carter di Abc, poi il successivo Captain America: The Winter Soldier e quindi Captain America: Civil War.

The Verge li intervista e ne viene fuori una bella storia su cosa sia la creatività e come svilupparla nel mondo degli Studios.

https://www.theverge.com/2016/5/10/11650970/captain-america-civil-war-marvel-christopher-markus-stephen-mcfeely-interview

Money Quote: “Structure is us. That is one of our big contributions. We knew when we wanted the "splash panel" to happen. We wanted all the heroes to fight, we wanted it to be the end of Act 2, and not the midpoint and not the beginning. We are the ones that basically make those choices. Sometimes Marvel will say, "Hey, odds are we’re going to have this actor for this period of time, so probably not in every scene of the movie, keep that in mind when you’re writing it." That certainly happens sometimes.”
L’effetto “nude look” dell’abbigliamento delle ballerine (body, calze e scarpette) è voluto. Ma c’è un problema: la tonalità di rosa-pesca spicca decisamente per le giovani donne che hanno un colore della pelle diverso, più scuro o più chiaro.

Per quel che ne so la ventinovenne designer texana Whitney Bracey è la prima ad averci pensato e a lanciare una collezione di abbigliamento per la danza in quattro differenti tonalità chiamata “Mahogany Blues”. Elegante.

https://www.buzzfeed.com/alisoncaporimo/nude-dance-apparel-ftw
La Leica M Monochrom è una macchina fotografica molto particolare: a parte il costo ingente (8mila euro solo per il corpo) c’è il fatto che il suo sensore full frame è in grado di scattare foto ad elevatissima risoluzione ma solo in bianco e nero. Però, in quell’enorme gamma dinamica che contiene un arcobaleno espressivo di sfumature di grigio, si può pescare l'argento vivo del mondo.

Perché dopotutto, come diceva Henri Cartier-Bresson: "C'est par une économie de moyens que l'on arrive à la simplicité d'expression".

Qui una bella recensione di Carlo Riggi

Money Quote: “Come si sa, i limiti sono il sale dell'intelligenza: ridurre il proprio campo di possibilità sollecita processi di ristrutturazione cognitiva, esaltando l'originalità e la piena soggettività. Così, dopo i primi momenti in cui ci si sente spaesati (non sono pochi quelli che riportano la fotocamera in negozio dopo poche centinaia di scatti), una volta accettata la sfida, subentra un'inattesa sensazione di libertà”.

https://www.nadir.it/ob-fot/LEICA_MM/leicamonochrom.htm
Ci sono quelli bravi. E poi quelli bravi bravi. E poi quelli bravissimi. Che, per definizione, sono pochi.

I gestori dei siti web della pubblica amministrazione italiana devono essere di sicuro bravissimi, perché sono proprio pochi. Su 17.679 siti censiti in una ricerca indipendente, salta fuori un dato impressionante. I provider di tecnologia sono pochi, pochissimi, quasi nessuno.

So, 24 different Autonomous Systems are serving 13,870 domain names (78.45%), out of 17,679

Su tutti spiccano Aruba e Telecom Italia (oggi TIM), che secondo la ricerca ne gestiscono quasi il 50%.

https://www.prado.it/2016/04/09/who-leads-italian-public-administration-websites-around-by-the-nose/

Antonio Prado poi amplia il ragionamento in un articolo in italiano per key4biz

https://www.key4biz.it/chi-tiene-in-pugno-i-siti-web-della-pa/
Una bella analisi basata su Open data e un po' di calcoli sulle zone di New York: quali sono gentrificate, quali no e quali già lo erano (e oggi non ne hanno bisogno).

Mi piacerebbe vedere analisi simili per le grandi e medie città italiane

https://www.citylab.com/housing/2016/05/looking-back-at-gentrification-in-new-york-city/482310/
Amazon sta per lanciare i suoi prodotti food con private label

https://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201605162148316147&chkAgenzie=ITALIAOGGI&sez=newsPP&titolo=Amazon,%20marca%20privata%20sul%20food

Money quote: "Secondo il Wall Street Journal il gruppo di Jeff Bezos è a poche settimane dal lancio di alcune marche dai detersivi al caffè, prima di mettere definitivamente il bollino Amazon su cibi per la tavola"
Erasmo D'Angelis lascia la guida dell’Unità: al suo posto, con una mossa abbastanza sorprendente, andrà dal primo giugno Riccardo Luna, già direttore di WIRED Italia.

Luna dovrà mandare a casa la metà dei circa 35 giornalisti presenti in redazione per cercare di ridurre i costi e rilanciare sul digitale. Una impresa notevole, se riesce...

Regista dell'operazione è il PresDelConsiglio Matteo Renzi, di cui Luna è consigliere per il digitale.

https://www.corriere.it/politica/16_maggio_17/cambia-l-unita-d-angelis-direzione-arrivera-luna-fd9bb17a-1bf5-11e6-86d1-c1e2db24bea0.shtml
Ma la fantascienza, che fine ha fatto? A parte il fantasy (da Game of Thrones a Guerre Stellari sino ai film Marvel, che sono sostanzialmente tutti spettacoli basati sulla magia e quindi fantasy) il genere fantascientifico puro sta affrontando una crisi forte che impone una trasformazione. Anziché raccontare futuri lontani, si deve reinventare un futuro prossimo, vicino alla nostra realtà ma un po’ più avanti, per non perdere troppo grip con il periodo storico nel quale stiamo vivendo. E aiutarci, forse, a metabolizzare un po’ di più anche in modo simbolico e allegorico quel che accade ogni giorno attorno a noi, magari nei telefonini che stanno nelle nostre tasche.

https://www.theatlantic.com/entertainment/archive/2016/05/the-future-is-almost-now/482718/
C’è un ruolo tutto hollywoodiano, direi tutto americano, che insegue i nuovi grandi talenti del cinema: quella parte che Robert De Niro interpretò per Martin Scorsese a 33 anni, all’epoca un giovane attore in bolletta, disperato, alienato, bruciato dalla rabbia e dalla sofferenza di una carriera che non esisteva, non era mai esistita.

Quel ruolo è la parte di Travis Bickle, reduce del Vietnam diventato tassista a New York e pronto a esplodere in maniera spettacolare, autentica bomba a mano umana che si innesca per la durata del film sino alla sua esplosione finale.

Taxi Driver è un sogno di film per qualsiasi attore e quella parte, quella parte dello psicopatico puro, è l’Amleto dei nostri tempi modernamente nevrotici. Una parte che Leonardo DiCaprio, Christian Bale, Ryan Gosling e Sam Rockwell hanno tutti provato senza esserci però riusciti.

Ehi, you talkin’ to me?

https://www.1843magazine.com/culture/the-daily/how-taxi-driver-ruined-acting