Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini https://www.antoniodini.com
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Einstein lo sapeva. La morte non esiste. Perché lui credeva nella fisica. E la gente come lui - come quelli che credono nella fisica - sanno che la vita in realtà è "solo" una serie di eterni "adesso". Zum pa pa. Zum pa pa.

Là fuori, nell'internet più selvaggia, intento a creare contenuti per riempirla fino al soffitto, c'è qualcuno che non ce la fa più: andrebbe aiutato...


There is no death, only a series of eternal ‘nows’ | Aeon Opinions

https://aeon.co/opinions/there-is-no-death-only-a-series-of-eternal-nows
Segnatevi la data di eri. È la fine ufficiale dello skeumorfismo, la tecnica che è stata molto utilizzata per creare icone e interfacce che facessero finta di essere come l'oggetto o attività a cui fanno riferimento. Per dire: la vecchia rubrica di Mac Os X era disegnata in finta pelle persino con l'impuntura del cucito. Steve Jobs (e Scott Forstall, per chi se lo ricorda) era amante di questo stile, mentre Jony Ive (il minimalista più minimalista del re) lo odia con tutte le sue forze.

Adesso Instagram ha fatto il grande passo: l'app è diventata astratta, minimalista, in bianco e nero. Solo l'interfaccia (l'icona invece è psichedelica).

L'evoluzione di Instagram è come guardare la storia della televisione al contrario: è passata dall'imitare le Polaroid colorate e caciarone fino ad arrivare a questo look che in realtà rispecchia il duro lavoro dei migliori tra noi minatori delle immagini da poco. Sì perché il bianco e nero è il nuovo nero e in pratica Instagram si adatta all'estetica del bianco e nero. Le foto possono essere anche a colori ma il contenitore (che se non altro adesso è un po' più spazioso per le foto) no.

È la stessa estetica che fa tornare di moda la pellicola, le inquadrature 6x6, il vintage duro e puro. Poi un giorno tornerà di moda l'orgia di colore della Kodachrome (e la canzone di Paul Simon, perché no). Per adesso godiamoci questo tuffo negli anni Cinquanta, astratti e senza colore.

https://gizmodo.com/why-instagram-s-black-and-white-redesign-is-a-good-idea-1774757399
Il più grande fotografo italiano si definiva un "fotografo della domenica in senso tecnico", perché durante la settimana Mario Giacomelli faceva il tipografo e solo la domenica era dedicata alla sua passione per lo scatto (che poi sviluppava e stampava nella notte tra domenica e lunedì).

Non aveva studiato, non era "colto", non era andato a bottega da nessuno e di tecnica fotografica ne sapeva davvero il giusto. Ma dopotutto la fotografia non è tecnica, invece è espressione, no? È andato per un paio di anni in un ospizio, senza macchina fotografica. A vedere, conoscere, capire. E poi ha cominciato a scattare. I suoi sono i capolavori assoluti della fotografia italiana.

https://boneswon.livejournal.com/69047.html

https://tracce.mobi/Default.asp?id=480&id_n=38722
Avete presente la serie di videogiochi Assassin Creed, uno dei più grandi franchising degli ultimi decenni? Bene, hanno fatto il film. Pare non sia affatto brutto. Il protagonista è quello che ha fatto Steve Jobs fatto bene al cinema qualche mese fa.

Ecco il trailer:

https://youtu.be/gfJVoF5ko1Y
Diciamocelo. Il giornalismo non attrae più il talento: i migliori fanno altro, perché c'è una crisi strutturale del modello delle news a pagamento che sta rivoluzionando l'intero settore e ad andarci di mezzo sono gli stipendi, le tariffe dei collaboratori e i finanziamenti dei mecenati.

I freelance, che sono una risorsa notevole, stanno diventando sempre più "uniformi": la diversità è schiacciata da barriere all'ingresso della professione più alte e costi sempre crescenti, a fronte di pagamenti sempre meno consistenti. Uno sguardo dall'Australia, che non è ottimista.

https://medium.com/@connieagius/so-you-want-to-be-a-freelance-journalist-ed8f70ca8c2a#.cvk4pka5a
Pochi aggiornamenti nelle ultime 12 ore perché ieri sera sono stato alla presentazione di una nuova macchina fotografica analogica. La prima basata sulla pellicola istantanea Polaroid da venti anni a questa parte.

Realizzata da Impossible Project, l'azienda che ha ricominciato a produrre la notevolmente costosa pellicola Polaroid, si chiama Impossible I-1 Analog Instant Camera e costa parecchio (350 euro), sostanzialmente per fare delle foto con sapore anni settanta. Le cartucce da otto scatti costano altri venti euro e sono a colori (decisamente svaporosi) o in bianco e nero. Un oggetto più di moda che di tecnica fotografica, realizzato come un piccolo pezzetto d'arredamento. Non so se sia fotograficamente sensato, ma se non altro c'è del coraggio!

https://eu.impossible-project.com/pages/impossible-i-1-analog-instant-camera
L'autore di un notevolissimo libro che è la storia letteraria della videoscrittura ha preparato un pezzo anche per la Paris Review che è tutto da leggere, se siete amanti del genere.

Money quote: "Pournelle, like many early adopters, was a genre writer: the computer freed him from the labor of retyping, allowing him to spend more time revising his prose as well as dramatically increasing his output. “Boy, has this thing made it easier to write science fiction,” he told his readers."

Picturing the Literary History of Word Processing

https://www.theparisreview.org/blog/2016/05/11/this-faithful-machine/
C’è chi, come i filosofi classici, sostiene che la fortuna non esiste. In realtà, dicevano i saggi del passato, esiste il momento in cui la preparazione incontra l’occasione. E c’è chi invece dice che la preparazione è molto relativa e che il ruolo della fortuna oggi non potrebbe essere più sottovalutato. In questo caso, The Atlantic parla abbondantemente di fortuna e di sfortuna: la preparazione conta solo fino a un certo punto.

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2016/05/why-luck-matters-more-than-you-might-think/476394/
Se vi avanzano 4500 euro, amate la fotografia e vi sentite pronti a sposare una sola macchina fotografica (full frame) e una sola ottica (28mm), forse vi interessano le cinque ragioni perché Felix G si vuole comprare una Leica Q. (È un signore di sessant’anni ma ragiona come un ragazzino di otto: fantastico!)

https://felixgphoto.blogspot.it/2016/04/5-reasons-why-i-want-and-will-buy-leica.html
Come si fa un bot per Telegram raccontato da chi l’ha fatto, cioè Nicholas Ruggeri (si legge veloce, è in italiano, non è troppo tecnico)

https://medium.com/@nicholasruggeri/storia-di-un-idea-e-di-telegram-che-le-insegnò-a-volare-a6f13428d599#.1e90wl2fm
Ieri sera sono stato alla presentazione di una nuova macchina fotografica analogica. La prima basata sulla pellicola istantanea Polaroid da venti anni a questa parte.

Realizzata da Impossible Project, l'azienda che ha ricominciato a produrre la notevolmente costosa pellicola Polaroid, si chiama Impossible I-1 Analog Instant Camera e costa parecchio (299 euro disponibile da fine maggio), sostanzialmente per fare delle foto con sapore anni settanta. Le cartucce da otto scatti costano altri venti euro e sono a colori (decisamente svaporosi) o in bianco e nero. Un oggetto più di moda che di tecnica fotografica, realizzato come un piccolo pezzetto d'arredamento. Non so se sia fotograficamente sensato, ma se non altro c'è del coraggio!

https://eu.impossible-project.com/pages/impossible-i-1-analog-instant-camera
Avevo pensato di girare l’originale del Washington Post ma poi ho visto che ci ha pensato IlPost (quello di Milano) a tradurlo. Quindi linko loro così è più facile. Perché la storia merita, secondo me.

È la moda dei siti web fatti brutti apposta: pezzi a mano, pezzi storti, pezzi che girano un po’ come gli pare. L’ultima frontiera dell’happy hours della vita, come si potrebbe richiamare il movimento che ha ispirato l’estetica “brutalista” del creativo Pascal Deville. C’è anche il sito che raccoglie gli aderenti a questa filosofia di pensiero attualmente "trending topic"

https://www.ilpost.it/2016/05/13/siti-brutti-brutalismo/

https://brutalistwebsites.com/

Ps: per quelli tra di voi che non sono figli di architetti come il sottoscritto, il "brutalismo" è un movimento nato in Inghilterra che tende a mostrare la struttura degli edifici moderni realizzata all'epoca prevalentemente in cemento armato, in francese "béton brut ". L'espressione "Brutalism" (in inglese) viene da una frase di un libro di Le Corbusier del 1950 che spiegava un po' di cose sulle città, i palazzi e le unità abitative.
Channel photo updated
Ho cambiato l'immagine del canale. Che ne dite, meglio di quella vecchia?
Letture per il fine settimana. Vecchie ma buone. La storia piuttosto complessa e a tratti epica di di Dropbox che lascia il cloud di Amazon su cui si appoggiava per i suoi servizi e si mette in proprio. Un progettino durato anni...

https://www.wired.com/2016/03/epic-story-dropboxs-exodus-amazon-cloud-empire/
Approfitto di un vecchio post di un blog che parla di una mostra di fotografia a Parigi per farvi vedere qualche scatto di Joel Meyerowitz. È un fotografo vivente e attivo (anche se anzianotto ormai, ma viene spesso anche in Italia da New York) che tra le altre cose ha il merito di aver fatto la transizione della street fotography quella vera e bellissima (alla Henri Cartier-Bresson, per intenderci) dal bianco e nero al colore.

https://ritournelleblog.com/2013/03/25/joel-meyerowitz-photography-exhibition-in-paris/