Einstein lo sapeva. La morte non esiste. Perché lui credeva nella fisica. E la gente come lui - come quelli che credono nella fisica - sanno che la vita in realtà è "solo" una serie di eterni "adesso". Zum pa pa. Zum pa pa.
Là fuori, nell'internet più selvaggia, intento a creare contenuti per riempirla fino al soffitto, c'è qualcuno che non ce la fa più: andrebbe aiutato...
There is no death, only a series of eternal ‘nows’ | Aeon Opinions
https://aeon.co/opinions/there-is-no-death-only-a-series-of-eternal-nows
Là fuori, nell'internet più selvaggia, intento a creare contenuti per riempirla fino al soffitto, c'è qualcuno che non ce la fa più: andrebbe aiutato...
There is no death, only a series of eternal ‘nows’ | Aeon Opinions
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Aeon
There is no death, only a series of eternal ‘nows’ – Bob Berman & Robert Lanza | Aeon Opinions
Here we tell you what happens after you’re dead. Seriously. Okay, it’s not so serious, because you won’t actually die.
To lay the groundwork, let's recap the scientific view of death: essentially, you drop dead and that’s the end of everything. ...
To lay the groundwork, let's recap the scientific view of death: essentially, you drop dead and that’s the end of everything. ...
Segnatevi la data di eri. È la fine ufficiale dello skeumorfismo, la tecnica che è stata molto utilizzata per creare icone e interfacce che facessero finta di essere come l'oggetto o attività a cui fanno riferimento. Per dire: la vecchia rubrica di Mac Os X era disegnata in finta pelle persino con l'impuntura del cucito. Steve Jobs (e Scott Forstall, per chi se lo ricorda) era amante di questo stile, mentre Jony Ive (il minimalista più minimalista del re) lo odia con tutte le sue forze.
Adesso Instagram ha fatto il grande passo: l'app è diventata astratta, minimalista, in bianco e nero. Solo l'interfaccia (l'icona invece è psichedelica).
L'evoluzione di Instagram è come guardare la storia della televisione al contrario: è passata dall'imitare le Polaroid colorate e caciarone fino ad arrivare a questo look che in realtà rispecchia il duro lavoro dei migliori tra noi minatori delle immagini da poco. Sì perché il bianco e nero è il nuovo nero e in pratica Instagram si adatta all'estetica del bianco e nero. Le foto possono essere anche a colori ma il contenitore (che se non altro adesso è un po' più spazioso per le foto) no.
È la stessa estetica che fa tornare di moda la pellicola, le inquadrature 6x6, il vintage duro e puro. Poi un giorno tornerà di moda l'orgia di colore della Kodachrome (e la canzone di Paul Simon, perché no). Per adesso godiamoci questo tuffo negli anni Cinquanta, astratti e senza colore.
https://gizmodo.com/why-instagram-s-black-and-white-redesign-is-a-good-idea-1774757399
Adesso Instagram ha fatto il grande passo: l'app è diventata astratta, minimalista, in bianco e nero. Solo l'interfaccia (l'icona invece è psichedelica).
L'evoluzione di Instagram è come guardare la storia della televisione al contrario: è passata dall'imitare le Polaroid colorate e caciarone fino ad arrivare a questo look che in realtà rispecchia il duro lavoro dei migliori tra noi minatori delle immagini da poco. Sì perché il bianco e nero è il nuovo nero e in pratica Instagram si adatta all'estetica del bianco e nero. Le foto possono essere anche a colori ma il contenitore (che se non altro adesso è un po' più spazioso per le foto) no.
È la stessa estetica che fa tornare di moda la pellicola, le inquadrature 6x6, il vintage duro e puro. Poi un giorno tornerà di moda l'orgia di colore della Kodachrome (e la canzone di Paul Simon, perché no). Per adesso godiamoci questo tuffo negli anni Cinquanta, astratti e senza colore.
https://gizmodo.com/why-instagram-s-black-and-white-redesign-is-a-good-idea-1774757399
Gizmodo
Why Instagram’s Black and White Redesign Is a Good Idea
With Instagram approving its new look today, it’s like watching the evolution of TV in reverse. We’ve never had more beautiful smartphone displays, why would we dumb down the designs of our staple apps? It turns out that stripping colorful hues out of an…
Il più grande fotografo italiano si definiva un "fotografo della domenica in senso tecnico", perché durante la settimana Mario Giacomelli faceva il tipografo e solo la domenica era dedicata alla sua passione per lo scatto (che poi sviluppava e stampava nella notte tra domenica e lunedì).
Non aveva studiato, non era "colto", non era andato a bottega da nessuno e di tecnica fotografica ne sapeva davvero il giusto. Ma dopotutto la fotografia non è tecnica, invece è espressione, no? È andato per un paio di anni in un ospizio, senza macchina fotografica. A vedere, conoscere, capire. E poi ha cominciato a scattare. I suoi sono i capolavori assoluti della fotografia italiana.
https://boneswon.livejournal.com/69047.html
https://tracce.mobi/Default.asp?id=480&id_n=38722
Non aveva studiato, non era "colto", non era andato a bottega da nessuno e di tecnica fotografica ne sapeva davvero il giusto. Ma dopotutto la fotografia non è tecnica, invece è espressione, no? È andato per un paio di anni in un ospizio, senza macchina fotografica. A vedere, conoscere, capire. E poi ha cominciato a scattare. I suoi sono i capolavori assoluti della fotografia italiana.
https://boneswon.livejournal.com/69047.html
https://tracce.mobi/Default.asp?id=480&id_n=38722
Livejournal
MARIO GIACOMELLI. Волшебство черно-белых фотографий
Unfortunately the author of the post did not write any text. However, the post might contain maps, videos, social widgets and other content. Take a look inside - you might find something interesting.
Avete presente la serie di videogiochi Assassin Creed, uno dei più grandi franchising degli ultimi decenni? Bene, hanno fatto il film. Pare non sia affatto brutto. Il protagonista è quello che ha fatto Steve Jobs fatto bene al cinema qualche mese fa.
Ecco il trailer:
https://youtu.be/gfJVoF5ko1Y
Ecco il trailer:
https://youtu.be/gfJVoF5ko1Y
YouTube
Assassin's Creed - Trailer World Premiere
This is the trailer for the movie “Assassin’s Creed” starring Michael Fassbender and Marion Cotillard, which hits theaters December 21st.
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Diciamocelo. Il giornalismo non attrae più il talento: i migliori fanno altro, perché c'è una crisi strutturale del modello delle news a pagamento che sta rivoluzionando l'intero settore e ad andarci di mezzo sono gli stipendi, le tariffe dei collaboratori e i finanziamenti dei mecenati.
I freelance, che sono una risorsa notevole, stanno diventando sempre più "uniformi": la diversità è schiacciata da barriere all'ingresso della professione più alte e costi sempre crescenti, a fronte di pagamenti sempre meno consistenti. Uno sguardo dall'Australia, che non è ottimista.
https://medium.com/@connieagius/so-you-want-to-be-a-freelance-journalist-ed8f70ca8c2a#.cvk4pka5a
I freelance, che sono una risorsa notevole, stanno diventando sempre più "uniformi": la diversità è schiacciata da barriere all'ingresso della professione più alte e costi sempre crescenti, a fronte di pagamenti sempre meno consistenti. Uno sguardo dall'Australia, che non è ottimista.
https://medium.com/@connieagius/so-you-want-to-be-a-freelance-journalist-ed8f70ca8c2a#.cvk4pka5a
Medium
So, you want to be a freelance journalist?
There is a classic story in Martha Gellhorn’s book, The Face of War, where she described taking off to become a war corr…
Quando Tim e Alex Foley scoprirono che i loro genitori erano spie del Cremlino. Sembra un telefilm, invece è vero...
https://www.theguardian.com/world/2016/may/07/discovered-our-parents-were-russian-spies-tim-alex-foley
https://www.theguardian.com/world/2016/may/07/discovered-our-parents-were-russian-spies-tim-alex-foley
the Guardian
The day we discovered our parents were Russian spies
For years Donald Heathfield, Tracey Foley and their two children lived the American dream. Then an FBI raid revealed the truth: they were agents of Putin’s Russia. Their sons tell their story
Pochi aggiornamenti nelle ultime 12 ore perché ieri sera sono stato alla presentazione di una nuova macchina fotografica analogica. La prima basata sulla pellicola istantanea Polaroid da venti anni a questa parte.
Realizzata da Impossible Project, l'azienda che ha ricominciato a produrre la notevolmente costosa pellicola Polaroid, si chiama Impossible I-1 Analog Instant Camera e costa parecchio (350 euro), sostanzialmente per fare delle foto con sapore anni settanta. Le cartucce da otto scatti costano altri venti euro e sono a colori (decisamente svaporosi) o in bianco e nero. Un oggetto più di moda che di tecnica fotografica, realizzato come un piccolo pezzetto d'arredamento. Non so se sia fotograficamente sensato, ma se non altro c'è del coraggio!
https://eu.impossible-project.com/pages/impossible-i-1-analog-instant-camera
Realizzata da Impossible Project, l'azienda che ha ricominciato a produrre la notevolmente costosa pellicola Polaroid, si chiama Impossible I-1 Analog Instant Camera e costa parecchio (350 euro), sostanzialmente per fare delle foto con sapore anni settanta. Le cartucce da otto scatti costano altri venti euro e sono a colori (decisamente svaporosi) o in bianco e nero. Un oggetto più di moda che di tecnica fotografica, realizzato come un piccolo pezzetto d'arredamento. Non so se sia fotograficamente sensato, ma se non altro c'è del coraggio!
https://eu.impossible-project.com/pages/impossible-i-1-analog-instant-camera
Polaroid Originals EU
Impossible I-1 Instant Camera
With its built-in Bluetooth connectivity and integrated app, the I-1 instant camera is an analog dream for the digital era.
L'autore di un notevolissimo libro che è la storia letteraria della videoscrittura ha preparato un pezzo anche per la Paris Review che è tutto da leggere, se siete amanti del genere.
Money quote: "Pournelle, like many early adopters, was a genre writer: the computer freed him from the labor of retyping, allowing him to spend more time revising his prose as well as dramatically increasing his output. “Boy, has this thing made it easier to write science fiction,” he told his readers."
Picturing the Literary History of Word Processing
https://www.theparisreview.org/blog/2016/05/11/this-faithful-machine/
Money quote: "Pournelle, like many early adopters, was a genre writer: the computer freed him from the labor of retyping, allowing him to spend more time revising his prose as well as dramatically increasing his output. “Boy, has this thing made it easier to write science fiction,” he told his readers."
Picturing the Literary History of Word Processing
https://www.theparisreview.org/blog/2016/05/11/this-faithful-machine/
The Paris Review
Picturing the Literary History of Word Processing
When did individual writers begin to use word processors?
C’è chi, come i filosofi classici, sostiene che la fortuna non esiste. In realtà, dicevano i saggi del passato, esiste il momento in cui la preparazione incontra l’occasione. E c’è chi invece dice che la preparazione è molto relativa e che il ruolo della fortuna oggi non potrebbe essere più sottovalutato. In questo caso, The Atlantic parla abbondantemente di fortuna e di sfortuna: la preparazione conta solo fino a un certo punto.
https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2016/05/why-luck-matters-more-than-you-might-think/476394/
https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2016/05/why-luck-matters-more-than-you-might-think/476394/
The Atlantic
Why Luck Matters More Than You Might Think
The luckiest people overlook their good fortune.
Se vi avanzano 4500 euro, amate la fotografia e vi sentite pronti a sposare una sola macchina fotografica (full frame) e una sola ottica (28mm), forse vi interessano le cinque ragioni perché Felix G si vuole comprare una Leica Q. (È un signore di sessant’anni ma ragiona come un ragazzino di otto: fantastico!)
https://felixgphoto.blogspot.it/2016/04/5-reasons-why-i-want-and-will-buy-leica.html
https://felixgphoto.blogspot.it/2016/04/5-reasons-why-i-want-and-will-buy-leica.html
felixgphoto.blogspot.it
Felix G Photography: 5 Reasons Why I Want (and will) Buy a Leica Q
Come si fa un bot per Telegram raccontato da chi l’ha fatto, cioè Nicholas Ruggeri (si legge veloce, è in italiano, non è troppo tecnico)
https://medium.com/@nicholasruggeri/storia-di-un-idea-e-di-telegram-che-le-insegnò-a-volare-a6f13428d599#.1e90wl2fm
https://medium.com/@nicholasruggeri/storia-di-un-idea-e-di-telegram-che-le-insegnò-a-volare-a6f13428d599#.1e90wl2fm
Ieri sera sono stato alla presentazione di una nuova macchina fotografica analogica. La prima basata sulla pellicola istantanea Polaroid da venti anni a questa parte.
Realizzata da Impossible Project, l'azienda che ha ricominciato a produrre la notevolmente costosa pellicola Polaroid, si chiama Impossible I-1 Analog Instant Camera e costa parecchio (299 euro disponibile da fine maggio), sostanzialmente per fare delle foto con sapore anni settanta. Le cartucce da otto scatti costano altri venti euro e sono a colori (decisamente svaporosi) o in bianco e nero. Un oggetto più di moda che di tecnica fotografica, realizzato come un piccolo pezzetto d'arredamento. Non so se sia fotograficamente sensato, ma se non altro c'è del coraggio!
https://eu.impossible-project.com/pages/impossible-i-1-analog-instant-camera
Realizzata da Impossible Project, l'azienda che ha ricominciato a produrre la notevolmente costosa pellicola Polaroid, si chiama Impossible I-1 Analog Instant Camera e costa parecchio (299 euro disponibile da fine maggio), sostanzialmente per fare delle foto con sapore anni settanta. Le cartucce da otto scatti costano altri venti euro e sono a colori (decisamente svaporosi) o in bianco e nero. Un oggetto più di moda che di tecnica fotografica, realizzato come un piccolo pezzetto d'arredamento. Non so se sia fotograficamente sensato, ma se non altro c'è del coraggio!
https://eu.impossible-project.com/pages/impossible-i-1-analog-instant-camera
Polaroid Originals EU
Impossible I-1 Instant Camera
With its built-in Bluetooth connectivity and integrated app, the I-1 instant camera is an analog dream for the digital era.
Avevo pensato di girare l’originale del Washington Post ma poi ho visto che ci ha pensato IlPost (quello di Milano) a tradurlo. Quindi linko loro così è più facile. Perché la storia merita, secondo me.
È la moda dei siti web fatti brutti apposta: pezzi a mano, pezzi storti, pezzi che girano un po’ come gli pare. L’ultima frontiera dell’happy hours della vita, come si potrebbe richiamare il movimento che ha ispirato l’estetica “brutalista” del creativo Pascal Deville. C’è anche il sito che raccoglie gli aderenti a questa filosofia di pensiero attualmente "trending topic"
https://www.ilpost.it/2016/05/13/siti-brutti-brutalismo/
https://brutalistwebsites.com/
Ps: per quelli tra di voi che non sono figli di architetti come il sottoscritto, il "brutalismo" è un movimento nato in Inghilterra che tende a mostrare la struttura degli edifici moderni realizzata all'epoca prevalentemente in cemento armato, in francese "béton brut ". L'espressione "Brutalism" (in inglese) viene da una frase di un libro di Le Corbusier del 1950 che spiegava un po' di cose sulle città, i palazzi e le unità abitative.
È la moda dei siti web fatti brutti apposta: pezzi a mano, pezzi storti, pezzi che girano un po’ come gli pare. L’ultima frontiera dell’happy hours della vita, come si potrebbe richiamare il movimento che ha ispirato l’estetica “brutalista” del creativo Pascal Deville. C’è anche il sito che raccoglie gli aderenti a questa filosofia di pensiero attualmente "trending topic"
https://www.ilpost.it/2016/05/13/siti-brutti-brutalismo/
https://brutalistwebsites.com/
Ps: per quelli tra di voi che non sono figli di architetti come il sottoscritto, il "brutalismo" è un movimento nato in Inghilterra che tende a mostrare la struttura degli edifici moderni realizzata all'epoca prevalentemente in cemento armato, in francese "béton brut ". L'espressione "Brutalism" (in inglese) viene da una frase di un libro di Le Corbusier del 1950 che spiegava un po' di cose sulle città, i palazzi e le unità abitative.
Il Post
La moda dei siti brutti
Il "brutalismo del web" si rifiuta di seguire i canoni classici, creando siti complicati e di rara bruttezza (e forse funziona)
Ho cambiato l'immagine del canale. Che ne dite, meglio di quella vecchia?
Forwarded from macitynet.it
Walter Isaacson «Apple Watch non è il nuovo grande prodotto di Apple» https://www.macitynet.it/isaacson-apple-watch-non-grande-prodotto-apple/
Macitynet.it
Walter Isaacson «Apple Watch non è il nuovo grande prodotto di Apple»
L’autore della biografia di Steve Jobs dice la sua: usa poco Apple Watch e non pensa sia la Next Big Thing, il nuovo grande prodotto di Apple. Si sente la mancanza del genio visionario di Steve Jobs
La rovina al rallentatore. Il Venezuela sta andando a pezzi (e se ne parla molto poco).
https://www.theatlantic.com/international/archive/2016/05/venezuela-is-falling-apart/481755/
https://www.theatlantic.com/international/archive/2016/05/venezuela-is-falling-apart/481755/
The Atlantic
Venezuela Is Falling Apart
Scenes from daily life in a failing state
Il Corriere della Sera pubblica due conti sull'Expo. Ai posteri l'ardua sentenza
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_12/expo-costata-22-miliardi-rendiconto-esercizio-patrimonio-netto-conti-34cd4fd6-183c-11e6-a192-aa62c89d5ec1.shtml
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_12/expo-costata-22-miliardi-rendiconto-esercizio-patrimonio-netto-conti-34cd4fd6-183c-11e6-a192-aa62c89d5ec1.shtml
Corriere della Sera
Expo è costata 2,2 miliardi e ha guadagnato 30,7 milioni
I dati del rendiconto di esercizio resi noti ufficialmente dalla società. Considerando i 7,7 milioni per la gestione fino al 18 febbraio 2016, data della sua liquidazione, il patrimonio netto della società è stato di 23 milioni di euro
Letture per il fine settimana. Vecchie ma buone. La storia piuttosto complessa e a tratti epica di di Dropbox che lascia il cloud di Amazon su cui si appoggiava per i suoi servizi e si mette in proprio. Un progettino durato anni...
https://www.wired.com/2016/03/epic-story-dropboxs-exodus-amazon-cloud-empire/
https://www.wired.com/2016/03/epic-story-dropboxs-exodus-amazon-cloud-empire/
WIRED
The Epic Story of Dropbox's Exodus From the Amazon Cloud Empire
Half-a-billion people stored files on Dropbox. Well, sort of. Really, the files were in Amazon’s cloud. Until Dropbox built its own. And threw the switch.
Approfitto di un vecchio post di un blog che parla di una mostra di fotografia a Parigi per farvi vedere qualche scatto di Joel Meyerowitz. È un fotografo vivente e attivo (anche se anzianotto ormai, ma viene spesso anche in Italia da New York) che tra le altre cose ha il merito di aver fatto la transizione della street fotography quella vera e bellissima (alla Henri Cartier-Bresson, per intenderci) dal bianco e nero al colore.
https://ritournelleblog.com/2013/03/25/joel-meyerowitz-photography-exhibition-in-paris/
https://ritournelleblog.com/2013/03/25/joel-meyerowitz-photography-exhibition-in-paris/
Ritournelle
Joel Meyerowitz photography exhibition in Paris
The photography exhibitions at the Maison Européenne de la Photographie in Paris are always very popular, drawing a crowd on weekends. The museum showcases works of photographers, famous or not, th…
