Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini https://www.antoniodini.com
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Un artista, un poeta, un provocatore. Ma l’arte è provocazione. E poi gli americani sono ossessionati dal quinto emendamento, quello della libertà di espressione (freddom of speech). Che però funziona nei contesti pubblici, non in quelli privati, come ad esempio la piattaforma blog di una grande multinazionale.

Google ha rimosso il blog di Dennis Cooper (che esiste da 14 anni e conteneva un libro inedito a cui l’autore stava lavorando online da mesi) e bloccato il suo account Gmail, con migliaia di contatti e informazioni tenute solo online.

Cooper è un artista americano basato a Parigi. Ha provato a reagire tramite i suoi legali a parlare con Google, ma si è visto sbattere la porta della multinazionale in faccia. Questo è un problema.

Money Quote: “As long as you back everything up. I don’t see really the danger,” he said. “But if you’re at the mercy of Google or some place like Google, obviously I’m a living example of not to be blind like that and think that everything is hunky dory.”

https://www.theguardian.com/books/2016/jul/14/dennis-cooper-google-censorship-dc-blog
L’acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft è costata 26 miliardi ma in qualche modo è passata abbastanza in secondo piano. Eppure, è una di quelle cose che potrebbe avere un impatto piuttosto visibile sulle vite di chi è nel mondo del lavoro a partire da uno-due anni. In questa chiacchierata a due voci se lo chiedono Len Shneyder e Dennis Dayman su TechCrunch

Money quote: ”Microsoft says they are simply trying to alleviate business people from having to go back and forth between productivity tools and social networks; I believe that to some degree. This may have been where they started, but it’s not a guarantee that this is where they’ll wind up once they all dive into the technology and ferret out the true value of what they have.”

https://techcrunch.com/2016/07/16/the-email-data-and-privacy-implications-of-microsofts-acquisition-of-linkedin/
Una fotografia del mercato editoriale spagnolo, che è piccolo e in crisi profonda dal 2008, con una costante emorragia di copie (tranne che per l’esportazione, più o meno stabile) e un aumento dei prezzi medi dei libri. Calano anche gli ebook, con l’aggiunta di una potente pirateria.

A ottobre ci sarà Liber 16, la fiera del libro di Barcellona. Tutti si aspettano un bilancio duro e possibilmente degli interventi che consentano di ridare centralità al settore librario, altrimenti in forte crisi. I segnali però non sono positivi.

Money quote: “With Spain headed for a third general election in a year after no party achieved a majority in June and after coalition negotiations failed, the country is still without a government and a long way from implementing pro-reading policies and library-financing programs.”

https://publishingperspectives.com/2016/07/spain-publishing-industry/#.V4j0B5B5dCk
Chi è Oppo, il produttore cinese di telefonini che sta dando le paste a Xioami e Huawei

Money quote: “La strategia di OPPO? Tenersi alla larga dall’ecommerce. Contrariamente a Xiaomi che ha costruito il suo successo sulla svendita di dei prodotti, OPPO evita la presenza online preferendo concentrarsi sugli store al dettaglio, spesso con accordi di distribuzione in esclusiva con i commercianti, anche per singole città relativamente piccole. In Cina OPPO ha in questo momento un network di 200.000 store al dettaglio, negozi che propongo smartphone non eccessivamente costosi (prezzo medio 270$) per la giovane utenza residenziale”

https://www.macitynet.it/dimenticate-huawei-xiaomi-sfidante-apple-cina-si-chiama-oppo/
La prende un po’ larga, con tutta la parte iniziale nella quale spiega perché l’animale essere umano è naturalmente poligamo e a che livello lo sia, per poi concentrarsi sulla costruzione di Dio. Che sarebbe poi un silverback gorilla, il gorilla di montagna che domina il branco, con una chiazza bianca sulla schiena.

Cioè, la tesi dell’antropologo David P. Barash si può leggere come una teoria speculativa interessante su cui riflettere oppure come il segno della follia scientista che avvelena il nostro tempo (dopo i veleni delle follie per le religioni, durati secoli e tutt'altro che estinti). Certo, se poi uno si legge tutto l’articolo, la seconda tesi non diventa impossibile.

Money quote: “In other words, over the evolutionary history of Homo sapiens, a relatively small number of men produced children with a relatively large number of women. As a species, we have had a greater variety of mothers than of fathers.”

https://aeon.co/essays/how-monotheists-modelled-god-on-a-harem-keeping-alpha-male
Massimo Gramellini, sapete chi è no?, ha pubblicato uno dei suoi corsivi sui musulmani buoni che devono devono farsi avanti come una volta si fecero avanti gli operai buoni contro Brigate Rosse. Una cosa che trovo orrenda anche solo da conservare nella mente, ma di cui comunque qualcosa va segnata, sennò non si capisce.

Scrive Gramellini, tra le altre cose: “Adesso però il gioco si è fatto troppo duro e non puoi più restare sull’uscio a osservarlo. Adesso anche tu, come l’operaio comunista di quarant’anni fa, hai qualcosa da perdere. Bene o male l’Occidente ti ha accolto, offrendoti la possibilità di una vita più dignitosa di quella che ti era consentita nella terra da cui sei scappato. Ora sei uno di noi. Tuo fratello non è più il camionista di Nizza, ma il bambino che le sue ruote hanno stritolato sul selciato.”

(Non riporto il link all’articolo perché non lo considero degno del vostro tempo e soprattutto dei pochi centesimi che comunque ci guadagnano con i vostri click, perché poi è di questo che stiamo parlando)

Comunque, risponde Sabika Shah Povia, giornalista italiana di fede musulmana, scrivendo che Gramellini non è suo fratello. E vi consiglio invece di leggere quel che scrive lei, almeno per dare delle proporzioni al mondo.

https://www.tpi.it/mondo/turchia/risposta-buongiorno-gramellini-musulmani

Money quote: “Hai oltrepassato quel confine sottile che separa il populismo dall'islamofobia.”
Vene d'oro e grandi buche. Avram Miller, ex di eccellenza di Intel, si toglie qualche sassolino dalle scarpe e spiega perché l'azienda è messa davvero maluccio

Money quote: "Now, Brian is taking action but is it the right action and is it too late. More than 12,000 employees will lose their jobs. Brian brings in new blood but is offering compensation packages that are off the charts. I don’t know Brian, and I have no idea what his plans for the company are other than what I read in the press. The only thing I know for sure is that it did not have to be this way. Intel had so many opportunities."

https://twothirdsdone.com/2016/04/24/intel-how-a-vain-of-gold-turns-into-a-big-hole/
Giornata un po’ densa di cose da fare (paradossalmente, visto che siamo in piena estate) e quindi poco tempo per aggiornare questo canale. Ma non temete, non mollo la presa!

Invece, sono rimasto parecchio colpito dalla notizia dell’acquisto di Arm, progettista di processori utilizzati su tutti i telefoni e tablet del pianeta, da parte della giapponese SoftBank. In questa analisi per Macity cerco di spiegare quali possono essere i motivi e quali le conseguenze.

Money quote: “ARM ha dichiarato che l’azienda resterà a Cambridge, in Gran Bretagna, e che ci saranno forti investimenti tanto che nei prossimi cinque anni radoppierà i dipendenti. Per i britannici è stata lo stesso una doccia fredda perché la perdita di controllo della società, al di là delle garanzie contrattuali, toglie l’ultimo pallino dell’innovazione globale dalle mani della Gran Bretagna e lo porta in Giappone.”

https://www.macitynet.it/perche-softbank-compra-arm-brexit-sviluppi-apple/
Momenti di gloria (sort of). Sono ufficialmente il primo cliente e testimonial di Otto in via Sarpi. È il bar con spazio per lavorare e internet WiFi gratuita (come l'acqua) dove d’abitudine mi trovate, chino sulla tastiera, a macinare parole

Money quote: ""Da bambino però continuavo a pensare che il cervello fritto (che mi dava la stessa nonna) fosse, a ben guardare, una cosa piuttosto strana nonostante ne sapessi il nome. Poi è arrivata la cucina fusion e non ci s'è capito più nulla.""

https://www.facebook.com/sarpiotto
Per andare a lavorare ad Apple bisogna fare come con tutte le aziende: curriculum, selezioni, colloqui, ancora selezioni, ancora colloqui. Oppure essere chiamati direttamente da uno dei grandi capi. Ecco com’è andata per uno che ha lavorato tre anni nel marketing mondiale di Apple

Money quote: “And at the end of one of the calls, Apple Vice President Greg Jozwiak asked Gartenberg for "five, 10 minutes of your time."

"Apple VPs don't call analysts just to schmooze," Gartenberg explained. "I'm going, 'what on earth did I do that I have totally annoyed Joz?'"”

https://uk.businessinsider.com/how-apple-executives-recruit-new-hires-2016-7
Tutto quel che tocca di sicuro non rimane come prima. Donald Trump è dipinto come il più grande pericolo per la democrazia (e questo non fa che aiutarlo presso una parte dell’elettorato conservatore, anche se è evidentemente inadeguato a fare il presidente degli Stati Uniti) per molti motivi. Il ghostwriter con il quale scrisse il libro che lo ha definito e ha contribuito a farne un mito racconta l’incontro e poi il lavoro con Trump. Un ritratto impietoso ma molto interessante.

Money quote: ““I was shocked,” Schwartz told me. “Trump didn’t fit any model of human being I’d ever met. He was obsessed with publicity, and he didn’t care what you wrote.” He went on, “Trump only takes two positions. Either you’re a scummy loser, liar, whatever, or you’re the greatest. I became the greatest. He wanted to be seen as a tough guy, and he loved being on the cover.” Schwartz wrote him back, saying, “Of all the people I’ve written about over the years, you are certainly the best sport.””

https://www.newyorker.com/magazine/2016/07/25/donald-trumps-ghostwriter-tells-all
Dire che sono emozionato è dire poco. Dopo cinque anni, è un sogno che si avvera. Literature and Latte ha reso disponibile oggi la versione per iOS di Scrivener, il software di scrittura che ho utilizzato per tutto e che ancora oggi rimane il mio più importante strumento di lavoro su Mac. Vediamo come andrà anche su iPad. Intanto, ecco qui la mia anticipazione

Money quote: “Ci sono già parecchie recensioni in rete. L’app viene giudicata ottima e molto stabile da 9to5Mac, che ha potuto testare insieme a un centinaio di beta tester americani l’app. Ne viene sottolinata l’interfaccia semplice ma al tempo stesso completa e funzionale. La possibilità di usare il binder per svolgere tutte le funzioni di controllo e gestione dei diversi documenti che costituiscono un progetto è considerata particolarmente valida.”

https://www.macitynet.it/scrivener-lapp-scrittura-piu-attesa-ora-disponibile-iphone-ipad/

Si compra qui:
https://itunes.apple.com/app/scrivener/id972387337?ls=1&mt=8
Esiste anche una via italiana al fantastico, anzi al fantasy. Anzi, è una strada lunga, che parte davvero da molto lontano, e che arriva a dipingere, come mostra questo articolo di Prismo, scenari e idee validi anche oggi, al netto di una antica maledizione che l'establishment della cultura "alta" italiana ha, tra le altre cose, scagliato anche e proprio contro il fantasy (certo che di tromboni seriosi non ce ne siamo proprio fatti mancare) peraltro poi accusato pure di una (non vera) vicinanza al fascismo.

Money quote: "L’esempio sicuramente più consistente resta Licia Troisi, con oltre 20 romanzi ambientati in almeno tre mondi diversi; ma gli ultimi dieci anni hanno visto nascere anche la trilogia metaletteraria dello stesso Vanni Santoni (che significativamente fa incendiare ai suoi cavalieri le Città Invisibili di Calvino, e che è capace di fondere il Berserk di Miura con L’eroe dai mille volti di Campbell), il fantasy storico – alla Alan Altieri – del medioevo transilvano di Matteo Strukul, e persino l’Alice steampunk di Francesco Dimitri."

https://www.prismomag.com/storia-fantasy-italiano/
A quanto pare il bilinguismo fa bene al cervello, alla qualità della vita e forse anche alla forma fisica.

Tra l'altro, il vero problema (soprattutto dal punto di vista degli angloamericani, che studiano sempre meno le lingue straniere) è che il monolinguismo appiattisce tutto, dal cervello alla brillantezza delle conversazioni.

Money quote: "In another study, in 2007, Bialystok and colleagues went further and looked into the impact of bilingualism on a group of 400 patients with Alzheimer’s. It was observed that those who were bilingual were better able to function with the effects of the disease than their monolingual peers; the impact of the disease appeared tempered"

https://aeon.co/essays/a-monoglot-world-speaking-mongrel-english
Come si sarà capito, non mi piacciono molto il marketing e i coach, i libri di auto-aiuto e le teorie su come ottimizzare tutto. Però la creatività è un processo e ci sono metodi per strutturare un percorso che permetta di arrivare a dei buoni risultati. Quello che segue è semplice (cinque passi) e per me funziona bene in circostanze molto diverse. Senza dogmatismi o pensieri esagerati.

Money quote: "The graphic below, from creativity site Design Taxi, describes the basics of the design process from the perspective of creating a product for a company. However, the framework applies to most forms of commercial creativity"

https://lifehacker.com/these-five-steps-outline-the-basics-of-the-design-thoug-1782634934
Quindici anni fa, piuttosto affannato ed emozionato, entravo in una scuola di Genova. Era tarda notte, la polizia se n'era appena andata, ero il primo giornalista a farlo, sicuramente il primo a raccontarlo in diretta radiofonica (su Radio Popolare). Se come ho fatto adesso scorrete questa pagina linkata, ritrovare quel pezzetto di cronaca è come il ricordo di un incubo. A tanti anni di distanza rimane un incubo.

https://www.radiopopolare.it/2016/07/cronache-il-racconto-del-pestaggio-alla-diaz/
Forwarded from MacchiaChannel
La Disney mette in cantiere il reboot di "Duck Tales" e annuncia che Qui, Quo e Qua (che negli Stati Uniti si chiamano Huey, Dewey e Louie) cambiano look.

Link: https://42h.it/29V1xqa
Il marketplace di Amazon comincia a dare problemi. Contraffazioni, pacchi che non arrivano o che contengono altri prodotti (oppure foto del prodotto che si pensava di comprare, e invece si stava acquistando la sua immagine...).

Adesso Birkenstock non ci sta più e annuncia di uscire da Amazon Usa. Non è tanto l’azienda ma il segnale che vale la pena notare: l'ecommerce alla fine è tutta una questione di fiducia.

Money quote: “The Amazon marketplace, which operates as an ‘open market,’ creates an environment where we experience unacceptable business practices which we believe jeopardize our brand,” Kahan wrote from the company’s U.S. headquarters in Novato, California. “Policing this activity internally and in partnership with Amazon.com has proven impossible.”

https://www.cnbc.com/2016/07/20/birkenstock-quits-amazon-in-us-after-counterfeit-surge.html