Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini https://www.antoniodini.com
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Avete presente i podcast? Magari li ascoltate anche. Stanno diventando sempre più di moda, come gli hamburger un paio di anni fa. Adesso vorrebbero avere più informazioni su chi li scarica. Molte di più. Io ne ho scritto su Wired oggi. Gli altri arriveranno tra un bel po'...

https://www.wired.it/gadget/computer/2016/05/10/privacy-podcast/
Se avete voglia di rilassarvi al fuoco scoppiettante di una bella polemica accesa e croccante sulla nascita di internet nel nostro paese, potete iniziare da questa lettera aperta di @exedre che non ci sta sulle celebrazioni dell'Internet Day nostrano e tutta la retorica che una parte dell'informazione sta sviluppando con una certa pompa. Il destinatario è il professor Luciano Lenzini "father of the prodigy".

Lettera aperta al Prof. Luciano Lenzini — L O G I N
https://medium.com/p/2a47f68b5c51#.m6915bync

È qui c'è la risposta del professore, sul sito del news-organ di Mediobanca diretto da Riccardo Luna, che diciamo così se l'è un po' presa sul personale secondo me. Tanto che ricambia con i voti dati 20 anni fa all'università...

https://www.chefuturo.it/2016/05/memoria-30anni-internet-italia/

È qui la contro risposta "dell'ingegner Esomma" (@exedre), che quasi gli si rompe la brocca ma tiene duro e risponde colpo su colpo, allargando il tiro e, come si dice in gergo, togliendo il tappo al porto di Genova...

https://medium.com/@exedre/replica-al-prof-lenzini-che-ha-a-cuore-la-mia-carriera-e-litalia-8dc1afbff6ae#.lm90vc560

La cosa che si legge neanche troppo in filigrana è che la realtà è un po' più complessa di una semplice narrazione.

Se avete voglia di leggere qualcosa nella vostra solitaria pausa pranzo da precariato avanzato, qui troverete pane per le vostre meningi.
Avete presente i vostri amici? Non quelli su Facebook, quelli che conoscete nella vita vera e che sono "amici" nel senso di buoni conoscenti (i miei amici di scuola, del calcio etc), non di amici per la pelle.

Beh, a quanto pare la metà non vi cosidera un amico. Proprio per niente...

Half of Your Friends Aren’t Actually Your Friend -- Science of Us
https://nymag.com/scienceofus/2016/05/half-of-your-friends-probably-dont-think-of-you-as-a-friend.html
Un articolo di un po' di tempo fa, in inglese, che però ha il pregio di essere estremamente chiaro e ricco di informazioni su come archiviare e su come fare backup dei propri dati. Appartiene al genere "non ti regalo il pesce ma ti insegno a pescare", per questo è ancora più prezioso. Da leggere e rileggere.

How to Backup Your Data and Keep it Safe Forever

https://www.digitaltrends.com/computing/keeping-data-safe-eternity/
Vi ricordate il volo MH370 scomparso all'improvviso nel pieno di un mare che ancora non siamo sicuri quale sia? Tracce radar e ping dei satelliti, un apparato di ricerca enorme dispiegato a ovest delle coste australiane e...

Ancora lo stanno cercando. Solo che adesso arriva l'inverno al di sotto dell'equatore e in mare ci sono onde alte dodici metri che rendono un po' più difficili le ricerche...

https://blogs.crikey.com.au/planetalking/2016/05/11/cruel-winter-sea-state-returns-mh370-search-zone/
Scattare immagini di stock, quelle foto neutre con gente che saluta, che studia, che lavora, che fa riunioni, che pranza felice in casa usate in mille pubblicità e cataloghi, è un'arte raramente celebrata. Sono immagini che devono andare bene per decine di possibili usi, in paesi e contesti molto diversi. E c'è anche molta competizione tra fotografi perché è difficile venderle: devono essere prive di personalità (sennò non funzionano) ma al tempo stesso avere carattere (sennò sono troppo banali) e un pochino originali pur essendo completamente scontate. Insomma, un casino.

Alle volte però i fotografi esagerano.

Qui una raccolta di dodici foto di stock completamente fuori di testa.

https://www.collegehumor.com.au/post/7037240/12-wtf-shutterstock-pics-that-probably-sent-people-to-therapy/
🤔1
Il nuovo numero degli "asini" (32), che è una bella rivista di educazione e intervento sociale, è uscito: è dedicato a Giulio Regeni.

Scrive nel suo articolo Domenico Chirico:

Non c’è scampo per nessuno quando si entra nei tanti Garage Olimpo del regime. Si è destinati a subire e morire. E se non si interviene subito, attivisti, sindacalisti, giornalisti, persone comuni che hanno sbagliato una parola scompaiono. E se sono davvero importanti li si può trovare dentro un fosso sul ciglio di una strada, altrimenti neanche le salme si trovano più. Questo è il regime egiziano. Niente più niente meno. Il miglior alleato dell’Italia in una partita che coinvolge investimenti dell’Eni, turismo, commercio di tutti i generi, armi. E un’alleanza strategica per governare il caos libico. (...) La real politik preme per far cadere nel dimenticatoio la macelleria egiziana.

https://www.asinoedizioni.it/products-page/rivista/gli-asini-n-32-marzo-aprile-2016/
Lo conoscete Magnus, al secolo Roberto Raviola, il colossale (e purtroppo scomparso) autore italiano di fumetti che tutto il mondo ci ha invidiato? Beh, se non l’avete mai sentito, mi permetto immodestamente di segnalarvi questo mio non breve articolo su uno dei suoi capolavori assoluti, I Briganti...

https://www.fumettologica.it/2016/05/briganti-magnus/
Avete presente “L’Impero colpisce ancora”, forse uno dei più bei film del ciclo di Guerre Stellari? Ok. Seguitemi ancora.

Avete presente "007", cioè la teoria infinita di film con James Bond uniti sostanzialmente solo dai nomi dei personaggi e dallo stile della mitica sequenza dei titoli di testa? Ci siete ancora?

Bene, perché ci siamo: in rete c’è un sacco di gente con talento e parecchio tempo libero. Uno di questi ha messo assieme una sequenza iniziale dell’”Impero colpisce ancora” basato però sullo stile di quella film di James Bond.

Ok, si fa prima a vederla che a dirlo, perché è fatta proprio molto molto bene. Eccola qua.

https://vimeo.com/165592795
Quando studiavo economia una vita fa c'era questo dibattito tra la mano invisibile dei liberisti e l'economia pianificata dei socialisti. Il mercato del software, che per decenni ha vissuto in regime di oligopolio, sorprendente somigliava più al secondo tipo. L'hanno inventato Bill Gates e pochi altri ma sembrava nato a Stalingrado.

Poi, se c'è una cosa di buono nell'app store dell'iPhone e dell'iPad, oltre ad essere a prova di idiota, è di aver democraticizzato tutto, azzerato i vantaggi competitivi (e le barriere tipo di distribuzione) lasciando via libera alla mano invisibile del mercato.

Capirete la sorpresa nello scoprire che il top 1% degli sviluppatori fa il 94% del fatturato totale. Siamo per davvero tutti comunisti dentro?

94% of U.S. App Store Revenue Comes From the Top 1% of Monetizing Publishers - Sensor Tower App Marketing Blog

https://sensortower.com/blog/app-store-one-percent
Warren Richardson ha vinto il World Press Photo of the Year 2015. Il fotografo australiano è un cane sciolto, un freelance abituato a lavorare ai limiti della professione, determinato a "essere" un fotoreporter anche se la sua scelta lo ha portato a vivere per 17 anni praticamente con il sacco a pelo, inseguendo le notizie in tutto il mondo. È stato lui il primo a stupirsi di aver vinto il premio.

Una nota sulla sua dotazione tecnologica: utilizza una Canon 5D Mark II, una macchina del 2008 che molti appassionati non comprerebbero usata per concentrarsi invece su apparecchi più nuovi e alla moda (soprattutto mirrorless). E poi usa solo tre obiettivi: un 14mm, un 24mm e un 40mm, anche qui una dotazione che molti appassionati di fotografia considererebbero alquanto limitante, senza zoom e telemspinti. "Non credo nel portare fotocamere e obiettivi mostruosi sul campo. Ho bisogno di muovermi leggero vicino ai miei soggetti, io lavoro così".

Oltre al riconoscimento c'è anche un premio materiale per Richardson offerto dallo sponsor Canon: una EOS-1D X Mark II, una fotocamera da studio molto costosa sempre di Canon, che magari Richardson potrebbe rivendersi per comprare un altro paio di 5D Mark II (ehi, anche più di un paio).

Le sue foto sono dure ma straordinarie.

https://cpn.canon-europe.com/content/news/world_press_photo_2015_winners_revealed.do
Più sono bravi, più tardi vanno a letto. Uno studio condotto su tre anni di dati raccolti da un'azienda che produce apparecchi elettronici da indossare per monitorare le performance fisiche (incluso il sonno), ha mostrato che gli studenti migliori nei college americani hanno abitudini di sonmo simili, cioè tendono ad andare tutti a letto tardi (dopo l'una di notte).

https://qz.com/674854/students-at-top-colleges-all-seem-to-have-the-same-sleeping-pattern/
Einstein lo sapeva. La morte non esiste. Perché lui credeva nella fisica. E la gente come lui - come quelli che credono nella fisica - sanno che la vita in realtà è "solo" una serie di eterni "adesso". Zum pa pa. Zum pa pa.

Là fuori, nell'internet più selvaggia, intento a creare contenuti per riempirla fino al soffitto, c'è qualcuno che non ce la fa più: andrebbe aiutato...


There is no death, only a series of eternal ‘nows’ | Aeon Opinions

https://aeon.co/opinions/there-is-no-death-only-a-series-of-eternal-nows
Segnatevi la data di eri. È la fine ufficiale dello skeumorfismo, la tecnica che è stata molto utilizzata per creare icone e interfacce che facessero finta di essere come l'oggetto o attività a cui fanno riferimento. Per dire: la vecchia rubrica di Mac Os X era disegnata in finta pelle persino con l'impuntura del cucito. Steve Jobs (e Scott Forstall, per chi se lo ricorda) era amante di questo stile, mentre Jony Ive (il minimalista più minimalista del re) lo odia con tutte le sue forze.

Adesso Instagram ha fatto il grande passo: l'app è diventata astratta, minimalista, in bianco e nero. Solo l'interfaccia (l'icona invece è psichedelica).

L'evoluzione di Instagram è come guardare la storia della televisione al contrario: è passata dall'imitare le Polaroid colorate e caciarone fino ad arrivare a questo look che in realtà rispecchia il duro lavoro dei migliori tra noi minatori delle immagini da poco. Sì perché il bianco e nero è il nuovo nero e in pratica Instagram si adatta all'estetica del bianco e nero. Le foto possono essere anche a colori ma il contenitore (che se non altro adesso è un po' più spazioso per le foto) no.

È la stessa estetica che fa tornare di moda la pellicola, le inquadrature 6x6, il vintage duro e puro. Poi un giorno tornerà di moda l'orgia di colore della Kodachrome (e la canzone di Paul Simon, perché no). Per adesso godiamoci questo tuffo negli anni Cinquanta, astratti e senza colore.

https://gizmodo.com/why-instagram-s-black-and-white-redesign-is-a-good-idea-1774757399
Il più grande fotografo italiano si definiva un "fotografo della domenica in senso tecnico", perché durante la settimana Mario Giacomelli faceva il tipografo e solo la domenica era dedicata alla sua passione per lo scatto (che poi sviluppava e stampava nella notte tra domenica e lunedì).

Non aveva studiato, non era "colto", non era andato a bottega da nessuno e di tecnica fotografica ne sapeva davvero il giusto. Ma dopotutto la fotografia non è tecnica, invece è espressione, no? È andato per un paio di anni in un ospizio, senza macchina fotografica. A vedere, conoscere, capire. E poi ha cominciato a scattare. I suoi sono i capolavori assoluti della fotografia italiana.

https://boneswon.livejournal.com/69047.html

https://tracce.mobi/Default.asp?id=480&id_n=38722
Avete presente la serie di videogiochi Assassin Creed, uno dei più grandi franchising degli ultimi decenni? Bene, hanno fatto il film. Pare non sia affatto brutto. Il protagonista è quello che ha fatto Steve Jobs fatto bene al cinema qualche mese fa.

Ecco il trailer:

https://youtu.be/gfJVoF5ko1Y
Diciamocelo. Il giornalismo non attrae più il talento: i migliori fanno altro, perché c'è una crisi strutturale del modello delle news a pagamento che sta rivoluzionando l'intero settore e ad andarci di mezzo sono gli stipendi, le tariffe dei collaboratori e i finanziamenti dei mecenati.

I freelance, che sono una risorsa notevole, stanno diventando sempre più "uniformi": la diversità è schiacciata da barriere all'ingresso della professione più alte e costi sempre crescenti, a fronte di pagamenti sempre meno consistenti. Uno sguardo dall'Australia, che non è ottimista.

https://medium.com/@connieagius/so-you-want-to-be-a-freelance-journalist-ed8f70ca8c2a#.cvk4pka5a
Pochi aggiornamenti nelle ultime 12 ore perché ieri sera sono stato alla presentazione di una nuova macchina fotografica analogica. La prima basata sulla pellicola istantanea Polaroid da venti anni a questa parte.

Realizzata da Impossible Project, l'azienda che ha ricominciato a produrre la notevolmente costosa pellicola Polaroid, si chiama Impossible I-1 Analog Instant Camera e costa parecchio (350 euro), sostanzialmente per fare delle foto con sapore anni settanta. Le cartucce da otto scatti costano altri venti euro e sono a colori (decisamente svaporosi) o in bianco e nero. Un oggetto più di moda che di tecnica fotografica, realizzato come un piccolo pezzetto d'arredamento. Non so se sia fotograficamente sensato, ma se non altro c'è del coraggio!

https://eu.impossible-project.com/pages/impossible-i-1-analog-instant-camera