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Benvenuti nel primo canale dedicato al DeepWeb! Qui vi racconteremo tutto ciò che incontreremo durante il nostro cammino nella seconda faccia di Internet!

📆 17/7/2017

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📱 Allarme Android: nuovo malware “Albiriox” consente truffe a livello di intero dispositivo

Un nuovo malware per Android chiamato Albiriox è stato identificato come una minaccia particolarmente pericolosa, capace di trasformare lo smartphone in uno strumento di frode completa. Albiriox può prendere controllo totale del dispositivo e sfruttarlo per effettuare azioni fraudolente senza che l’utente se ne accorga.

L’attacco si struttura in questo modo:

• Una volta installato — spesso tramite app malevole o link ingannevoli — Albiriox ottiene permessi elevati che gli consentono di controllare interamente il dispositivo.
• Può leggere e inviare messaggi, monitorare attività, accedere a SMS e notifiche, e interfacciarsi con app di banca o pagamento per avviare transazioni non autorizzate.
• Il malware è in grado di nascondersi e operare in background, rendendo difficile la rilevazione con antivirus standard.

🚨 Per gli utenti Android, le conseguenze sono serie: con un dispositivo compromesso, è a rischio tutto — dati personali, conti bancari, comunicazioni, e la stessa identità digitale. Il consiglio degli esperti è di evitare APK da fonti non ufficiali, non cliccare link sospetti, e usare sempre una soluzione di sicurezza aggiornata.

📎 Fonte: Infosecurity Magazine

#Android #Malware #Albiriox #CyberSecurity #MobileThreat #TruffeDigitali #SicurezzaMobile

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💥 Smantellato Cryptomixer: rubinetto del riciclaggio cripto chiuso da forze dell’ordine UE

Europol — insieme a polizie svizzere e tedesche — ha annunciato la chiusura di Cryptomixer, uno dei servizi di “mixing” più noti e usati per riciclare Bitcoin da attività illecite. Il servizio, attivo dal 2016, risulta tra i principali canali usati da gruppi ransomware, mercati darknet e reti criminali per oscurare la provenienza dei fondi.

Durante l’operazione:

• sono stati sequestrati tre server in Svizzera e il dominio “cryptomixer.io”;
• sono stati confiscati oltre 12 terabyte di dati operativi, utili alle indagini;
• è stato bloccato circa €25–29 milioni in Bitcoin (BTC).

Dal 2016 a oggi Cryptomixer avrebbe facilitato il riciclaggio di oltre €1,3 miliardi in criptovalute, rendendolo un pilastro dell’economia criminale digitale.

📎 Fonte: CoinDesk

#Cryptomixer #Cryptovalute #CryptoCrime #Europol #MoneyLaundering #Bitcoin #CyberSecurity #DarkWeb

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🚨 La Poste (Francia) colpita da un massiccio attacco DDoS: servizi digitali offline nel pieno della stagione natalizia

La servizio postale nazionale francese La Poste e la sua divisione bancaria La Banque Postale sono stati colpiti da un attacco informatico di tipo “Distributed Denial of Service” (DDoS) che ha reso inaccessibili i servizi online – incluse app, sito web, tracciamento dei pacchi e piattaforme digitali – proprio in uno dei periodi più intensi dell’anno, a pochi giorni da Natale.

L’attacco ha causato interruzioni significative ai servizi digitali, provocando rallentamenti nelle consegne dei pacchi e impedendo a molti utenti di accedere all’online banking. Nonostante il blocco dei sistemi, La Poste ha precisato che i dati dei clienti non risultano compromessi e che alcune operazioni, come pagamenti con autenticazione SMS, prelievi bancomat e transazioni nei negozi, continuano a funzionare.

La situazione ha costretto molti uffici postali a operare con capacità ridotta, mentre le autorità francesi stanno indagando sull’origine del cyberattacco, con ipotesi che includono gruppi di hacker prorussi che avrebbero rivendicato l’azione su alcuni canali online.

📎 Fonte affidabile: AP News

#LaPoste #Cyberattack #DDoS #SicurezzaDigitale #France #LaBanquePostale #Outage #ChristmasRush #Cybercrime #OnlineServices #BankingSecurity

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📱 Apple multata in Italia: 98,6 milioni di euro per la funzione ATT che limita la concorrenza

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto ad Apple una sanzione di 98,635 milioni di euro (circa 116 milioni di dollari) per abuso di posizione dominante nel mercato della distribuzione di app su iOS. Secondo il regolatore italiano, la funzione App Tracking Transparency (ATT) — introdotta per migliorare la privacy degli utenti richiedendo il consenso prima del tracciamento — è stata implementata in modo tale da penalizzare gli sviluppatori di terze parti e favorire l’ecosistema interno Apple, creando un doppio consenso obbligatorio che non si applica alle app native della stessa Apple.

L’AGCM ha stabilito che questa modalità di applicazione delle regole sulla privacy è disproporzionata e limita la concorrenza nel mercato delle app, violando l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Apple ha respinto le accuse, sostenendo che ATT è pensata per proteggere la privacy degli utenti e ha annunciato l’intenzione di fare appello contro la decisione.

📎 Fonte: ANSA

#Apple #AGCM #Concorrenza #Antitrust #AppStore #ATT #Privacy #iOS #TechNews #RegolamentazioneDigitalEconomy #SviluppatoriApp #MercatoDigitale

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🔒 Hacker ricattano Pornhub dopo furto di dati Premium: alleanza tra ShinyHunters e Mixpanel breach

Un gruppo di cybercriminali noto come ShinyHunters ha rivendicato l’accesso a dati sensibili legati agli utenti Premium di Pornhub, compresi storici di visualizzazione, ricerche e attività sulla piattaforma, e ora sta tentando un ricatto contro il sito per impedirne la pubblicazione. Gli aggressori affermano di aver ottenuto circa 94 GB di informazioni — oltre 200 milioni di record — includendo email, posizione approssimativa e dettagli di utilizzo.

Secondo quanto emerso, queste informazioni sono collegate a un breach passato di Mixpanel, un fornitore di strumenti di analisi dati usato da Pornhub fino al 2021. Anche se Pornhub ha dichiarato che i suoi sistemi interni non sono stati compromessi e che password, dati finanziari e dettagli di pagamento rimangono sicuri, gli hacker sostengono di possedere la grande mole di dati analitici e la stanno usando come leva di estorsione.

L’episodio evidenzia i rischi legati ai fornitori terzi e a come la compromissione di dati “secondari” possa avere gravi conseguenze sulla privacy degli utenti, soprattutto quando coinvolgono informazioni comportamentali raccolte da piattaforme esterne.

📎 Fonte: Forbes

#Pornhub #ShinyHunters #DataBreach #Mixpanel #Estorsione #CyberSecurity #Privacy #DatiUtente #Sextortion #LeakAlert

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🚨 Instagram e la presunta fuga di dati di 17,5 milioni di utenti

Negli ultimi giorni è circolata la notizia che informazioni personali di circa 17,5 milioni di utenti Instagram — username, email e numeri di telefono — sarebbero finite su forum del dark web. Molti utenti hanno ricevuto email di reset password non richieste, creando allarme generale.

Meta, però, rassicura: nessun accesso ai server e le password non sono state compromesse. Il problema era un bug esterno relativo alle email di reset, ormai corretto. Nonostante ciò, la diffusione di questi dati può esporre gli utenti a phishing e truffe, quindi è importante proteggere il proprio account e fare attenzione ai messaggi sospetti.

🔗 Fonte: NDTV

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🚨 AGCOM contro Cloudflare: scontro sulla regolamentazione di Internet in Italia

AGCOM ha multato Cloudflare per oltre 14 milioni di euro per non aver rispettato gli ordini di blocco previsti dalla normativa antipirateria italiana e dal sistema Piracy Shield. Secondo l’Autorità, anche servizi come DNS e CDN devono collaborare nel limitare l’accesso a contenuti illegali.

La risposta di Cloudflare è stata netta: l’azienda parla di rischio censura e mancanza di garanzie giudiziarie, arrivando a ipotizzare una riduzione o uscita dei propri servizi dall’Italia. Il caso apre un dibattito delicato tra lotta alla pirateria, neutralità della rete e controllo delle infrastrutture digitali.

🔗 Fonte: Cybernews

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🚨 Attacco “basta un riavvio”: così Windows Defender può essere fermato all’avvio

Un ricercatore noto come *Two Seven One Three* ha pubblicato su GitHub uno strumento chiamato EDRStartupHinder che sfrutta un meccanismo legittimo di Windows per impedire l’avvio di antivirus e soluzioni di protezione (EDR) già nelle fasi iniziali del boot del sistema. Nello specifico, la tecnica utilizza l’API di Windows BindLink per reindirizzare percorsi di file critici: quando Defender o altri processi di sicurezza tentano di caricare componenti dalla cartella di sistema, caricano versioni “inappropriate” e si auto-terminano prima di attivarsi.

Questo trucco non blocca direttamente il servizio di sicurezza nell’uso quotidiano, ma interrompe la sua inizializzazione ancor prima che possa partire, lasciando il sistema sprovvisto di protezione all’avvio. Tecniche analoghe sono state già mostrate in altri contesti di ricerca e attacco, in cui strumenti o policy malevoli impediscono a Windows Defender o agenti EDR di caricarsi correttamente.

Situazioni di questo tipo evidenziano come anche funzionalità di compatibilità del sistema operativo possano essere sfruttate in chiave offensiva, soprattutto durante le fasi più delicate del caricamento del sistema operativo stesso. Monitorare e limitare l’uso di strumenti non verificati e mantenere aggiornati sistema e software di sicurezza resta essenziale per ridurre il rischio di bypass di protezioni critiche.

🔗 Fonte: SafetyDetectives

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🚗 La Cina accelera sulla guida autonoma: arrivano le prime targhe per il Livello 3

La Cina ha iniziato a rilasciare le prime targhe ufficiali per veicoli con guida autonoma di Livello 3, segnando il passaggio dalla fase di test alla circolazione reale su strade pubbliche. I veicoli L3 possono gestire autonomamente la guida in condizioni specifiche, senza intervento continuo del conducente, che resta comunque pronto a riprendere il controllo.

Le prime autorizzazioni sono state concesse in città come Pechino e Chongqing e coinvolgono modelli di produttori locali, confermando la strategia cinese di puntare con decisione su mobilità intelligente, regolamentazione avanzata e adozione commerciale dei veicoli autonomi.

🔗 Fonte: China Daily

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🔚 Addio a Windows Server 2008: Microsoft termina definitivamente il supporto

Microsoft ha ufficialmente terminato il supporto per Windows Server 2008 il 13 gennaio 2026, chiudendo così una lunga era tecnologica che durava da quasi 18 anni. Anche se il supporto “standard” era già finito nel 2020 e gli Extended Security Updates (ESU) sono terminati tra il 2023 e il 2024, fino a poco tempo fa alcune organizzazioni potevano ancora ricevere aggiornamenti tramite il programma Premium Assurance, anch’esso scaduto questa settimana. Con la cessazione di ogni programma di supporto ufficiale, Microsoft non fornirà più aggiornamenti di sicurezza o patch per questo sistema e chiunque utilizzi ancora Server 2008 dovrà migrare a versioni più recenti per evitare vulnerabilità sfruttabili e rischi operativi crescenti.

🔗 Fonte: TechRadar

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🛡️ Google paga gli hacker per un Chrome più sicuro con la 144

Google ha rilasciato la versione 144 di Chrome, un aggiornamento che corregge almeno 10 vulnerabilità di sicurezza critiche nel browser, inclusi difetti nel motore V8 JavaScript e nel componente di rendering Blink, potenzialmente sfruttabili per eseguire codice arbitrario o compromettere la sicurezza degli utenti. Per questo Google ha ricompensato con premi bug bounty i ricercatori che hanno individuato questi difetti, parte del suo programma di collaborazione con la comunità di sicurezza per rendere il prodotto più robusto contro gli attacchi. Secondo le note pubblicate, diverse vulnerabilità segnalate hanno fruttato somme in denaro ai ricercatori per il contributo alla sicurezza di Chrome.

Dato che queste falle possono rappresentare rischi seri per la privacy e l’integrità dei dati degli utenti, aggiornare Chrome alla versione 144 è fortemente consigliato per tutti.

🔗 Fonte: CyberPress

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🇺🇸 Gli Stati Uniti: “difesa nel cyberspace non basta, serve anche offense”

Negli Stati Uniti si sta intensificando il dibattito politico e strategico sul futuro della cybersecurity nazionale, con una crescente consapevolezza che la sola difesa informatica non sia più sufficiente per proteggere infrastrutture critiche e interessi strategici. In audizioni alla House Homeland Security Committee è emerso che attività difensive e resilienza da sole non sono riuscite a fermare attacchi persistenti da attori statali stranieri, in particolare quelli legati alla Cina, che continuano a penetrare reti governative e sistemi sensibili. Secondo i responsabili della sicurezza, è necessaria una capacità offensiva legittima e credibile per disinnescare minacce, dissuadere avversari e rimodellare il “calcolo del rischio” dei nemici digitali. Questa prospettiva riflette una svolta rilevante nel modo in cui gli Stati Uniti concepiscono il cyberspazio: non solo come ambito da difendere, ma come campo di competizione strategica in cui l’offensiva e la deterrenza attiva devono essere integrate nella politica nazionale di sicurezza.

🔗 Fonte: CyberScoop

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⚠️ Vulnerabilità critica in Zoom: falla CVE-2026-22844 con CVSS 9.9

Zoom ha corretto una vulnerabilità estremamente critica (identificata come CVE-2026-22844) nei suoi Node Multimedia Routers (MMR) che potrebbe consentire a un partecipante a una riunione di eseguire codice arbitrario in remoto sulla infrastruttura interessata. Si tratta di una Command Injection a impatto elevatissimo, classificata con CVSS 9.9, che permette di sfruttare difetti nei moduli Zoom Node Meetings Hybrid e Meeting Connector in versioni precedenti alla 5.2.1716.0, semplicemente tramite accesso in rete e senza interazione aggiuntiva dell’utente.

Questa falla rappresenta un rischio serio per le organizzazioni che utilizzano Zoom in contesti enterprise o ibridi, poiché un attaccante potrebbe potenzialmente manipolare o compromettere il router multimediale responsabile di audio e video, con conseguenze su confidenzialità, integrità e disponibilità della comunicazione.

Zoom raccomanda di aggiornare immediatamente i dispositivi MMR alla versione 5.2.1716.0 o successiva per mitigare il rischio.

🔗 Fonte: The Hacker Wire

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📢 Novità Telegram

Il post è troppo lungo e non hai voglia di leggerlo tutto? 😅
Telegram ha introdotto una nuova funzione che ti permette di riassumere i contenuti e leggere subito solo l’essenziale, grazie al pulsante “Riassumi

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📍 Microsoft Teams aggiorna l’auto-rilevamento della posizione tramite Wi-Fi

Microsoft Teams sta per introdurre una funzione che aggiornerà automaticamente la posizione di lavoro di un utente quando il suo dispositivo si connette alla rete Wi-Fi aziendale o a periferiche configurate, eliminando la necessità di impostarla manualmente. Secondo la documentazione ufficiale di Microsoft, questo sistema — parte della configurazione “Work Location Detection” — può rilevare se un utente è “in ufficio” o in un edificio specifico durante l’orario di lavoro.

La funzionalità è disattivata di default e richiede il consenso esplicito dell’utente oltre alla configurazione da parte dell’amministratore IT. Inoltre Teams resetterà la posizione alla fine della giornata lavorativa e non aggiornerà lo stato fuori dagli orari impostati.

Questa novità ha attirato attenzione perché, sebbene possa semplificare la collaborazione nei modelli di lavoro ibridi, solleva anche preoccupazioni sulla privacy e la sorveglianza dei dipendenti nel contesto aziendale.

🔗 Fonte: Sky TG24 Tecnologia

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🤖 L’AI non è affidabile come credi: rischi nascosti dei LLM senza una buona governance

L’adozione di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) senza adeguata governance, verifica e supervisione può esporre aziende e organizzazioni a rischi legali, finanziari, reputazionali e operativi. Secondo studi recenti, senza meccanismi di controllo i LLM possono generare informazioni fuorvianti o inaccurate, amplificare bias insiti nei dati di addestramento e favorire la diffusione di contenuti manipolabili o non verificati, con conseguenze anche su decisioni strategiche e fiducia degli utenti.

Una governance solida è fondamentale non solo per gestire errori e bias, ma anche per mitigare minacce come phishing avanzato, manipolazioni dei prompt e generazione non sicura di contenuti. Senza un quadro di controllo e supervisione chiaro, l’affidabilità percepita dei modelli può diventare un rischio di fatto, soprattutto in contesti ad alto impatto come settori regolamentati o decisioni critiche.

🔗 Fonte: iGizmo

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🚨 Smantellato uno dei principali hub del ransomware sul dark web

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), punto di riferimento per gruppi ransomware, broker di accessi e criminali informatici, è stato sequestrato e messo offline dalle autorità statunitensi. Il dominio ora mostra un banner di sequestro riconducibile a FBI e Dipartimento di Giustizia USA, confermando un’operazione mirata contro le infrastrutture del cybercrime organizzato.

RAMP era utilizzato per coordinare attacchi ransomware-as-a-service, vendere accessi compromessi e scambiare strumenti malevoli. Anche se la chiusura rappresenta un duro colpo, gli esperti avvertono che le attività criminali potrebbero migrare verso nuove piattaforme.

🔗 Fonte: The Register

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🛑 Attacco hacker blocca l’Università La Sapienza di Roma

L’Università La Sapienza di Roma è stata colpita da un attacco informatico di tipo ransomware, che ha costretto l’ateneo a isolare e bloccare i sistemi di rete per proteggere i dati e l’infrastruttura digitale. Secondo le autorità, il sito ufficiale, il portale Infostud e altri servizi critici sono rimasti offline per diverse ore, causando disagi a studenti, docenti e personale amministrativo mentre una task force tecnica lavora al ripristino.

Per contenere l’incidente, La Sapienza ha attivato le procedure di emergenza coinvolgendo anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con l’obiettivo di analizzare la minaccia e riattivare gradualmente i servizi in sicurezza sfruttando i backup non compromessi.

🔗 Fonte: ANSA

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🔓 Infiltrazione in istituto finanziario italiano: rubati 12 GB di dati

Una violazione informatica ha colpito un’importante azienda italiana operante nel settore finanziario, con un traffico di dati sensibili pari a circa 12 GB trafugati dai sistemi compromessi. La fuga comprende file interni, database e informazioni che — se confermate — potrebbero includere dettagli su clienti, operazioni e infrastrutture critiche.

Secondo le prime analisi forensi, gli aggressori avrebbero ottenuto accesso tramite vulnerabilità non mitigate o credenziali compromesse, ma al momento non è stato ufficialmente rivelato il nome dell’azienda né l’ambito specifico dei dati sottratti. Le indagini sono in corso e le autorità competenti stanno collaborando con esperti di cyber security per ricostruire la dinamica dell’attacco e risalire ai responsabili.

Il caso evidenzia ancora una volta come le aziende del settore finanziario siano obiettivi di alto valore per gli attori di minaccia, rendendo indispensabili misure avanzate di protezione, monitoraggio continuo e risposta rapida agli incidenti.

🔗 Fonte: La Repubblica

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📱 TikTok nel mirino dell’UE: le preoccupazioni del Moige e della Commissione Europea

La piattaforma TikTok è tornata al centro delle critiche da parte della Commissione Europea e dell’associazione Moige (Movimento Italiano Genitori), che chiedono maggiore trasparenza e controlli sui rischi per gli utenti, soprattutto minorenni. Le autorità europee hanno sottolineato come alcune pratiche di raccolta dati, algoritmi e contenuti possano avere impatti negativi su privacy, sicurezza e benessere psicologico dei giovani. Parallelamente, il Moige ha ribadito la necessità di standard più rigidi, strumenti di controllo parentale più efficaci e politiche che tutelino davvero i minori dal fenomeno della dipendenza digitale, esposizione a contenuti inappropriati e sfruttamento dei dati personali.

Questo nuovo fronte di critiche arriva in un momento in cui l’Unione Europea sta rafforzando il quadro normativo su privacy, protezione dei minori e responsabilità delle piattaforme online, ponendo TikTok sotto osservazione insieme ad altri servizi social con un vasto pubblico giovanile.

🔗 Fonte: Euronews Tech

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📩 Durov attacca il Cremlino: “imporre un messenger non funziona”

Pavel Durov, fondatore di Telegram, ha espresso dure critiche verso la decisione del governo russo di imporre un messenger nazionale obbligatorio per i cittadini, sostenendo che questa strategia non abbia mai funzionato né promosso sicurezza reale. Secondo Durov, obbligare gli utenti a usare una specifica app di messaggistica non aumenta la protezione dei dati né riduce i rischi informatici, ma rischia invece di limitare la libertà di scelta e l’innovazione tecnologica.

Il tema emerge in un contesto più ampio di controlli statali sul traffico dei dati e sulle comunicazioni private, con le autorità russe che spingono per soluzioni “sovrane” e controllate, mentre aziende come Telegram sostengono che l’adozione forzata di servizi nazionali non risolve le sfide di sicurezza, e che la fiducia degli utenti si costruisce con trasparenza e standard elevati, non con imposizioni.

🔗 Fonte: Reuters

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