Tu lo hai mai visto un ascensore spaziale? No? Be’, in realtà neanche noi, però abbiamo avuto l’occasione di conoscerne qualcosa di più. Un ascensore spaziale è una tecnologia, non ancora realizzata, che permette lo spostamento di cabine e carichi lungo un sistema di cavi.
Nicolò Bagnasco e Mattia Barbarossa, ripercorrendo la storia dell’uomo nello spazio, ci hanno spiegato durante questo CICAP Fest quali sono le difficoltà che devono essere superate prima di poter viaggiare su questi sistemi. Ci riusciremo? Per ora non siamo così vicini ma quello che è stato realizzato nel mondo spaziale negli ultimi 80 anni è persino maggiore di quanto credevano possibile i libri di fantascienza degli stessi anni.
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Nicolò Bagnasco e Mattia Barbarossa, ripercorrendo la storia dell’uomo nello spazio, ci hanno spiegato durante questo CICAP Fest quali sono le difficoltà che devono essere superate prima di poter viaggiare su questi sistemi. Ci riusciremo? Per ora non siamo così vicini ma quello che è stato realizzato nel mondo spaziale negli ultimi 80 anni è persino maggiore di quanto credevano possibile i libri di fantascienza degli stessi anni.
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Quanto e come il modo di comunicare la pandemia ha influenzato sulla sua gestione e sulla sua percezione? Marco Ferrazzoli e Lorenzo Montali ci accompagnano in un'analisi dei termini e delle scelte prese nei confronti di COVID-19: che effetto ha avuto l'uso di termini presi dall'ambiente militare? E la retorica dell'eroismo verso il personale medico?
In un mondo sempre più globalizzato e antropizzato, il rischio di pandemie e zoonosi aumenta, e per rispondere in modo adeguato c'è bisogno non solo delle conoscenze tecnico-scientifiche, ma anche di quelle comunicative: spiegare come funziona la scienza per evitare di continuare la narrazione secondo cui essa possa offrire certezze assolute è necessaria per evitare ambiguità e mancanza di fiducia.
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In un mondo sempre più globalizzato e antropizzato, il rischio di pandemie e zoonosi aumenta, e per rispondere in modo adeguato c'è bisogno non solo delle conoscenze tecnico-scientifiche, ma anche di quelle comunicative: spiegare come funziona la scienza per evitare di continuare la narrazione secondo cui essa possa offrire certezze assolute è necessaria per evitare ambiguità e mancanza di fiducia.
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💫 Sai che puoi sostenere le attività del CICAP con una semplice firma? Sempre più persone devolvono il 5 per mille della dichiarazione dei redditi al CICAP.
💫 La nostra associazione da oltre trent’anni è impegnata in prima linea nella diffusione di una mentalità scientifica e critica, basata sui dati e sulla ricerca. Donare il 5 per mille al CICAP vuol dire dare una possibilità in più alle nuove generazioni di crescere con consapevolezza ed esercitare il proprio spirito critico.
CF: 034 145 902 85
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Secondo Adelino Cattani, un buon dibattito è come una fionda. Prima tendi la corda verso di te e poi rilasci per centrare il bersaglio.
Il dibattito felice si può paragonare anche ad un incontro di arti marziali: si sfrutta la forza dell'avversario, in questo caso si accettano le sue premesse per rifiutare le sue conclusioni.
Perché è utile imparare l'arte di argomentare, e perché è così importante per il CICAP?
Perché l'atteggiamento oppositivo non è produttivo.
Gli scienziati e chi si occupa di divulgazione scientifica hanno l'onere di difendere il valore dei fatti ma senza rompere con l'interlocutore.
L'obiettivo finale non è convincere ma dare degli elementi di riflessione, specialmente quando un tema scientifico entra nel dibattito pubblico.
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Il dibattito felice si può paragonare anche ad un incontro di arti marziali: si sfrutta la forza dell'avversario, in questo caso si accettano le sue premesse per rifiutare le sue conclusioni.
Perché è utile imparare l'arte di argomentare, e perché è così importante per il CICAP?
Perché l'atteggiamento oppositivo non è produttivo.
Gli scienziati e chi si occupa di divulgazione scientifica hanno l'onere di difendere il valore dei fatti ma senza rompere con l'interlocutore.
L'obiettivo finale non è convincere ma dare degli elementi di riflessione, specialmente quando un tema scientifico entra nel dibattito pubblico.
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Gli eventi al CICAP Fest: "Alla ricerca di vita extraterrestre"
Amedeo Balbi da piccolo guardava le stelle, Marco Ferrari da piccolo guardava i vermi (prima di scoprire che, dal punto di vista tassonomico, i vermi non esistono). Questi due mondi apparentemente distanti dialogano sul tema della ricerca di vita extraterrestre, da punti di vista diversi ma complementari, uniti dalla domanda: siamo soli nell'universo?
Per scoprirlo, l'astronomia usa un metodo consolidato: guarda le cose da lontano, cercando tracce di quei fattori che potrebbero indicare l'esistenza della vita. Ma per capire quali elementi guardare, può esserci molto utile anche la biologia, che cerca di scoprire come funzionano le cose sull'unico pianeta sul quale, finora, siamo sicuri di averla trovata: la Terra.
👇 Continuiamo sotto!
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Amedeo Balbi da piccolo guardava le stelle, Marco Ferrari da piccolo guardava i vermi (prima di scoprire che, dal punto di vista tassonomico, i vermi non esistono). Questi due mondi apparentemente distanti dialogano sul tema della ricerca di vita extraterrestre, da punti di vista diversi ma complementari, uniti dalla domanda: siamo soli nell'universo?
Per scoprirlo, l'astronomia usa un metodo consolidato: guarda le cose da lontano, cercando tracce di quei fattori che potrebbero indicare l'esistenza della vita. Ma per capire quali elementi guardare, può esserci molto utile anche la biologia, che cerca di scoprire come funzionano le cose sull'unico pianeta sul quale, finora, siamo sicuri di averla trovata: la Terra.
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L'astrobiologia può dirci, ad esempio, che la maggior parte degli organismi che ci aspettiamo di trovare su altri pianeti sarà molto semplice, monocellulare, a livello dei nostri Archea. D'altra parte, sono proprio queste le forme di vita che hanno dominato la Terra per milioni di anni. Trovare extraterrestri più complessi è molto più improbabile, ma è interessante provarci lo stesso: capire come potrebbe funzionare la vita su altri pianeti, dopo tutto, può essere utile per capire meglio il nostro.
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Oggi il CICAP Fest ha fatto tappa a Rovigo con Guido Barbujani!
Nel suo intervento, ci ha raccontato quello che abbiamo capito da quando la biologia ha abbandonato il paradigma razziale: parla di come nel nostro genoma restino tracce di lontane migrazioni preistoriche; e anche di come forme umane diverse, forse specie umane diverse, si siano succedute e abbiano coesistito, finché sessantamila anni fa i nostri antenati, partendo dall'Africa, si sono diffusi su tutto il pianeta.
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Nel suo intervento, ci ha raccontato quello che abbiamo capito da quando la biologia ha abbandonato il paradigma razziale: parla di come nel nostro genoma restino tracce di lontane migrazioni preistoriche; e anche di come forme umane diverse, forse specie umane diverse, si siano succedute e abbiano coesistito, finché sessantamila anni fa i nostri antenati, partendo dall'Africa, si sono diffusi su tutto il pianeta.
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Iniziare la giornata con il piede giusto? Qui al CICAP Fest lo facciamo con la rassegna stampa mattutina a cura di Focus con Margherita Fonte e Gian Mattia Bazzoli.
Abbiamo affrontato tantissimi temi e abbiamo scoperto come sia possibile far suonare una sega da legnaiolo e come i Maneskin non abbiano in realtà alcuna correlazione con il risveglio dal coma farmacologico. Non ci siamo fatti mancare nulla: orchidee, scarafaggi, esplorazione dello spazio, vaccini e persino urinoterapia.
Questa è stata anche l’occasione per scoprire come funziona l’embargo delle notizie all’interno delle redazioni e di come si smaschera una bufala. Sei curioso di approfondire alcuni di questi temi? Ti aspettiamo a Padova per i prossimi eventi.
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Abbiamo affrontato tantissimi temi e abbiamo scoperto come sia possibile far suonare una sega da legnaiolo e come i Maneskin non abbiano in realtà alcuna correlazione con il risveglio dal coma farmacologico. Non ci siamo fatti mancare nulla: orchidee, scarafaggi, esplorazione dello spazio, vaccini e persino urinoterapia.
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Sfacciatamente dalla parte del pianeta
Elisa Palazzi e Federico Taddia, uniti dalla loro passione per raccontare la scienza in un modo accessibile a tutti, hanno raccontato il cambiamento climatico, o meglio, l'emergenza che il pianeta sta vivendo, intervistando chi ogni giorno lavora per cambiare questa situazione.
Il risultato è il podcast Bello Mondo. Un podcast, perché raccontare ciò che sa la scienza sulla crisi climatica non è solo una questione di dati, ma anche delle esperienze dei 12 ricercatori che si sono prestati al racconto, l'intreccio tra la musica e le suggestioni della neve, del bosco, delle grotte, dei luoghi più estremi della Terra.
Attraverso il racconto dei protagonisti emerge il significato vero della scienza, che ci offre una fotografia onesta degli eventi e ci suggerisce cosa possiamo fare per cambiare le cose.
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Elisa Palazzi e Federico Taddia, uniti dalla loro passione per raccontare la scienza in un modo accessibile a tutti, hanno raccontato il cambiamento climatico, o meglio, l'emergenza che il pianeta sta vivendo, intervistando chi ogni giorno lavora per cambiare questa situazione.
Il risultato è il podcast Bello Mondo. Un podcast, perché raccontare ciò che sa la scienza sulla crisi climatica non è solo una questione di dati, ma anche delle esperienze dei 12 ricercatori che si sono prestati al racconto, l'intreccio tra la musica e le suggestioni della neve, del bosco, delle grotte, dei luoghi più estremi della Terra.
Attraverso il racconto dei protagonisti emerge il significato vero della scienza, che ci offre una fotografia onesta degli eventi e ci suggerisce cosa possiamo fare per cambiare le cose.
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Voi li conoscete i fumetti di Topolino?
Siamo abbastanza certi che la risposta sia sì ma non siamo altrettanto sicuri che sappiate che tra le sue celebri pagine c’è anche un po’ di CICAP. Infatti, dopo Piero Angela, anche Max Topidoro…cioè, volevamo dire, Massimo Polidoro è entrato a far parte di questo universo.
Davide Catenacci e Sergio Badino ci hanno raccontato le curiosità e i retroscena che si celano dietro la nascita di un fumetto scientifico: dalla scelta dei nomi dei personaggi alla selezione delle vicende da narrare. Il settore dell’edutainment è in veloce espansione e Topolino, che da sempre è impegnato nella divulgazione della scienza, ha scelto di usare la curiosità suscitata dai misteri per avvicinare i lettori di tutte le età al metodo scientifico. Chi meglio del nostro segretario nazione poteva esserne il rappresentante?
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Siamo abbastanza certi che la risposta sia sì ma non siamo altrettanto sicuri che sappiate che tra le sue celebri pagine c’è anche un po’ di CICAP. Infatti, dopo Piero Angela, anche Max Topidoro…cioè, volevamo dire, Massimo Polidoro è entrato a far parte di questo universo.
Davide Catenacci e Sergio Badino ci hanno raccontato le curiosità e i retroscena che si celano dietro la nascita di un fumetto scientifico: dalla scelta dei nomi dei personaggi alla selezione delle vicende da narrare. Il settore dell’edutainment è in veloce espansione e Topolino, che da sempre è impegnato nella divulgazione della scienza, ha scelto di usare la curiosità suscitata dai misteri per avvicinare i lettori di tutte le età al metodo scientifico. Chi meglio del nostro segretario nazione poteva esserne il rappresentante?
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Mitchell Valdes Sosa conversa con Sergio Della Sala circa la misteriosa sindrome di Havana, riportata nel 2016 da alcuni diplomatici che si trovavano a Cuba.
Questa sindrome si verificava con sintomi generali come mal di testa e insonnia, ma la teoria delle armi a energia come cause è stata supportata solo da una ricerca dimostratasi poi poco affidabile.
Perchè la narrazione di questa "sindrome" ha surclassato quella scientifica? Le ragioni sono varie: l'articolo è stato pubblicato su un'importante rivista americana di medicina e dunque ha avuto un eco rilevante, e il rapporto delicato fra USA e Cuba. Inoltre le successive revisioni da parte di altri enti come FBI e CIA hanno dimostrato la scarsa probabilità che questa sindrome sia effettivamente dovuta ad un attacco da parte di Cuba. In assenza di prove effettive, dunque, l'opzione delle armi è stata scartata, e rimangono dunque da interrogarsi sulle eventuali cause tossicologiche o biologiche.
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Questa sindrome si verificava con sintomi generali come mal di testa e insonnia, ma la teoria delle armi a energia come cause è stata supportata solo da una ricerca dimostratasi poi poco affidabile.
Perchè la narrazione di questa "sindrome" ha surclassato quella scientifica? Le ragioni sono varie: l'articolo è stato pubblicato su un'importante rivista americana di medicina e dunque ha avuto un eco rilevante, e il rapporto delicato fra USA e Cuba. Inoltre le successive revisioni da parte di altri enti come FBI e CIA hanno dimostrato la scarsa probabilità che questa sindrome sia effettivamente dovuta ad un attacco da parte di Cuba. In assenza di prove effettive, dunque, l'opzione delle armi è stata scartata, e rimangono dunque da interrogarsi sulle eventuali cause tossicologiche o biologiche.
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La città di Taranto è stata uno dei luoghi che hanno reso l'Italia un Paese industriale. Di quella promessa di sviluppo economico non è rimasto nulla, solo le parole dei medici pronunciate sottovoce: ""lei dove abita? Da quanto tempo? Il suo tumore potrebbe essere stato causato dall'inquinamento...""
Valentina Petrini e Diodato hanno raccontato la spaccatura tra l'amore per Taranto e la violenza di un nemico perenne nell'aria, che ha distrutto la vita di tantissime persone.
La tragedia dell'ILVA ci riguarda tutti. È una storia di fatti scientifici, perché dimostra una volta di più la correlazione tra inquinamento e tumori. È una storia di denuncia sociale, perché a lungo sulle storie delle persone coinvolte è calato il silenzio.
Il modo migliore per raccontarla era un libro, Il Cielo Oltre Le Polveri: per far uscire il dolore dei protagonisti e per prendersi il tempo di restituire la complessità dei fatti accaduti.
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Valentina Petrini e Diodato hanno raccontato la spaccatura tra l'amore per Taranto e la violenza di un nemico perenne nell'aria, che ha distrutto la vita di tantissime persone.
La tragedia dell'ILVA ci riguarda tutti. È una storia di fatti scientifici, perché dimostra una volta di più la correlazione tra inquinamento e tumori. È una storia di denuncia sociale, perché a lungo sulle storie delle persone coinvolte è calato il silenzio.
Il modo migliore per raccontarla era un libro, Il Cielo Oltre Le Polveri: per far uscire il dolore dei protagonisti e per prendersi il tempo di restituire la complessità dei fatti accaduti.
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Anni fa girava una vecchia storia. Se si vestisse un Neanderthal di tutto punto e lo si spedisse a prendere la metro a New York non si riuscirebbe a distinguerlo da un Sapiens.
Giorgio Manzi ci ha raccontato che non è proprio così.
Manzi conosce a fondo questo spaccato dell'evoluzione umana e si è confrontato spesso con i Neanderthal figura pop. Nel suo ultimo libro ha immaginato di instaurare un dialogo telepatico con un uomo o una donna Neanderthal proveniente dalla grotta del Circeo.
Il CICAP non è passato al lato oscuro dei poteri ES. Questo espediente letterario ha un suo senso: l'ipotesi di Giorgio Manzi è che tra noi e loro ci fossero differenze nel modo di comunicare e nel linguaggio.
I Neanderthal sono stati una specie umana molto vicina a noi e insieme molto diversa, ce lo mostra l'aspetto fisico e più intimamente il DNA. E tuttavia questo non ha impedito alle nostre due specie di entrare in contatto, motivo per cui c'è un po' di DNA neanderthaliano dentro di noi.
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Giorgio Manzi ci ha raccontato che non è proprio così.
Manzi conosce a fondo questo spaccato dell'evoluzione umana e si è confrontato spesso con i Neanderthal figura pop. Nel suo ultimo libro ha immaginato di instaurare un dialogo telepatico con un uomo o una donna Neanderthal proveniente dalla grotta del Circeo.
Il CICAP non è passato al lato oscuro dei poteri ES. Questo espediente letterario ha un suo senso: l'ipotesi di Giorgio Manzi è che tra noi e loro ci fossero differenze nel modo di comunicare e nel linguaggio.
I Neanderthal sono stati una specie umana molto vicina a noi e insieme molto diversa, ce lo mostra l'aspetto fisico e più intimamente il DNA. E tuttavia questo non ha impedito alle nostre due specie di entrare in contatto, motivo per cui c'è un po' di DNA neanderthaliano dentro di noi.
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Abbiamo avuto l'onore di fare alcune domande a Peter Godfrey-Smith, professore di storia e filosofia della scienza all'Università di Sydney. Qual è il ruolo della filosofia verso le tematiche scientifiche? Quanto può occuparsi di tali tematiche? Questi sono solo alcuni degli spunti che sono emersi dall'intervista, che ha spaziato dal rasoio di Occam al come usare e parlare dei modelli matematici.
Ci ha poi raccontato come Cabbage Tree Bay, una riserva marina australiana, ha contributo in modo determinante per far nascere il suo interesse verso lo studio degli animali marini per riflettere sulla coscienza e sulla sua evoluzione. É poi intervenuto Vincenzo Crupi, filosofo della scienza, offrendo un ulteriore approfondimento sull'impatto della filosofia in campi come la fisica e la matematica.
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Ci ha poi raccontato come Cabbage Tree Bay, una riserva marina australiana, ha contributo in modo determinante per far nascere il suo interesse verso lo studio degli animali marini per riflettere sulla coscienza e sulla sua evoluzione. É poi intervenuto Vincenzo Crupi, filosofo della scienza, offrendo un ulteriore approfondimento sull'impatto della filosofia in campi come la fisica e la matematica.
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Si può ridere della realtà? E della scienza?
Queste sono le domande su cui abbiamo riflettuto con un plotone di comici d’eccezione: Francesco De Carlo, Maria Di Biase e Corrado Nuzzo, Daniele Fabbri, Francesco Lancia, Saverio Raimondo e alla moderazione di Chiara Galeazzi. I fatti e dati di per sé non fanno ridere è compito del comico scorgere la chiave surreale per suscitare l’ilarità ed è quello che sta facendo la nuova generazione di divulgatori che si è appropriata delle tecniche della comicità.
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Queste sono le domande su cui abbiamo riflettuto con un plotone di comici d’eccezione: Francesco De Carlo, Maria Di Biase e Corrado Nuzzo, Daniele Fabbri, Francesco Lancia, Saverio Raimondo e alla moderazione di Chiara Galeazzi. I fatti e dati di per sé non fanno ridere è compito del comico scorgere la chiave surreale per suscitare l’ilarità ed è quello che sta facendo la nuova generazione di divulgatori che si è appropriata delle tecniche della comicità.
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“Come parlare con chi nega la scienza?"
Questa è la domanda a cui abbiamo cercato di rispondere insieme a Lee McIntyre. Se l’interrogativo vi è sembrato ardito, vi anticipiamo che lo sarà ancora di più la risposta!
Durante questo incontro abbiamo potuto riflettere su quali sono le origini dei movimenti antiscientifici e quali sono gli schemi che si trovano all’interno di ogni grande movimento cospirazionista. Alla fine abbiamo concluso che i negazionisti non verranno convinti né con i dati né con le prove, ma con armi come l’ascolto e la gentilezza. Non possiamo far cambiare idea a chi genera disinformazione ma possiamo invitarli a riflettere sulle conseguenze che essa provoca in modo da essere noi stessi la diga che frena il torrente delle false notizie.
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Questa è la domanda a cui abbiamo cercato di rispondere insieme a Lee McIntyre. Se l’interrogativo vi è sembrato ardito, vi anticipiamo che lo sarà ancora di più la risposta!
Durante questo incontro abbiamo potuto riflettere su quali sono le origini dei movimenti antiscientifici e quali sono gli schemi che si trovano all’interno di ogni grande movimento cospirazionista. Alla fine abbiamo concluso che i negazionisti non verranno convinti né con i dati né con le prove, ma con armi come l’ascolto e la gentilezza. Non possiamo far cambiare idea a chi genera disinformazione ma possiamo invitarli a riflettere sulle conseguenze che essa provoca in modo da essere noi stessi la diga che frena il torrente delle false notizie.
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💫 Sai che puoi sostenere le attività del CICAP con una semplice firma? Sempre più persone devolvono il 5 per mille della dichiarazione dei redditi al CICAP.
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Francesco Grassi intervista Giuseppe Stilo sul suo nuovo "Alieni ma non troppo - Guida scettica all'ufologia" (Quaderni del CICAP, 2022), frutto del suo interesse quarantennale per l'ufologia e per la sua storia.
Non si tratta di una disciplina, come pensano molti, nata nel 1947: è in realtà il prodotto di molte correnti culturali che arrivano da lontano (come il pensiero occultistico, l'idea dello spazio, l'evoluzionismo, l'osservazione di Marte, l'aeoranutica...). Tutte queste cose si sono fuse nel creare un potentissimo mito moderno.
Dalla storia del primo avvistamento "ufficiale", quello di Kenneth Arnold, all'UFO, fino a autopsie aliene, interessamento di scienziati come Donald Menzel, lobby ufologiche statunitensi, Stilo passa in rassegna alcuni dei fenomeni più interessanti dell'ufologia moderna: contattismo, rapimenti alieni e cospirazionismo, tre filoni estremamente controversi ma di grande portata sociale.
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Non si tratta di una disciplina, come pensano molti, nata nel 1947: è in realtà il prodotto di molte correnti culturali che arrivano da lontano (come il pensiero occultistico, l'idea dello spazio, l'evoluzionismo, l'osservazione di Marte, l'aeoranutica...). Tutte queste cose si sono fuse nel creare un potentissimo mito moderno.
Dalla storia del primo avvistamento "ufficiale", quello di Kenneth Arnold, all'UFO, fino a autopsie aliene, interessamento di scienziati come Donald Menzel, lobby ufologiche statunitensi, Stilo passa in rassegna alcuni dei fenomeni più interessanti dell'ufologia moderna: contattismo, rapimenti alieni e cospirazionismo, tre filoni estremamente controversi ma di grande portata sociale.
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Quest'anno il premio "In difesa della ragione" va a Valentina Petrini, giornalista e autrice dei libri "Non chiamatele fake news" e "Il cielo oltre le polveri".
Durante il suo intervento ha parlato di come la manipolazione delle masse non avviene in modo casuale, ma attraverso algoritmi matematici specifici. Il giornalismo risente di questi fenomeni, sia a causa della perdita di fiducia nell'informazione mainstream sia a causa dell'assenza di fondi adeguati per creare reportage di qualità.
Il termine fake news è esso stesso inadeguato, in quanto banalizza un fenomeno molto più complesso che si verifica attorno alla diffusione di informazioni parzialmente vere ma contestualizzate in modo non corretto. Finisce poi con un appello: dato che i lettori determinano la domanda, cerchiamo di essere curiosi, di interrogarci, di andare oltre la narrazione prevalente.
🔗 @CICAP
Durante il suo intervento ha parlato di come la manipolazione delle masse non avviene in modo casuale, ma attraverso algoritmi matematici specifici. Il giornalismo risente di questi fenomeni, sia a causa della perdita di fiducia nell'informazione mainstream sia a causa dell'assenza di fondi adeguati per creare reportage di qualità.
Il termine fake news è esso stesso inadeguato, in quanto banalizza un fenomeno molto più complesso che si verifica attorno alla diffusione di informazioni parzialmente vere ma contestualizzate in modo non corretto. Finisce poi con un appello: dato che i lettori determinano la domanda, cerchiamo di essere curiosi, di interrogarci, di andare oltre la narrazione prevalente.
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Di ortoressia è necessario parlare: noi lo abbiamo fatto con Nicola Meda.
L’ortoressia nervosa è stata inserita nel 2013 fra i «Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione»: è una preoccupazione patologica verso il cibo puro e sano pensando che questa sia la strada per ottenere un benessere duraturo.
Abbiamo riflettuto su quale sia il ruolo della cattiva comunicazione sull’influenza delle abitudini nutritive e dell’alimentazione e sui falsi miti sul cibo.
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L’ortoressia nervosa è stata inserita nel 2013 fra i «Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione»: è una preoccupazione patologica verso il cibo puro e sano pensando che questa sia la strada per ottenere un benessere duraturo.
Abbiamo riflettuto su quale sia il ruolo della cattiva comunicazione sull’influenza delle abitudini nutritive e dell’alimentazione e sui falsi miti sul cibo.
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L'intelligenza artificiale è una disciplina che solleva molte domande e curiosità, e spesso si sottovaluta la sua diffusione. Per questo ne abbiamo parlato con Roberto Trotta, Diletta Huyskes e Paolo Dario. La AI può essere suddivisa in a basso impatto (non tocca direttamente la vita delle persone) e ad alto impatto (entra in modo invasivo nella vita delle persone, con effetti che possono essere sia negativi che positivi).
Qual è quindi in ruolo dei robot, dei sistemi di elaborazione dati e altri fenomeni della AI?
La tecnologia è un processo in cui ci dovrebbe essere co-costruzione, con effetti non solo a livello tecnologico, ma anche sociale, culturale e ambientale.
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Qual è quindi in ruolo dei robot, dei sistemi di elaborazione dati e altri fenomeni della AI?
La tecnologia è un processo in cui ci dovrebbe essere co-costruzione, con effetti non solo a livello tecnologico, ma anche sociale, culturale e ambientale.
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