Oggi il CICAP è la casa comune di tutti coloro che pensano che l'evidenza delle prove debba essere il principio che guida in molte scelte importanti e le iniziative dei gruppi locali rappresentano il modo più immediato attraverso cui tutti i Soci possono partecipare alla vita del Comitato.
Esistono molti modi di sostenere il CICAP, ma uno dei più gratificanti ed efficaci è entrare a far parte di un gruppo locale. I soci attivi nei gruppi infatti si impegnano a realizzare iniziative concrete che portano lo spirito critico promosso dal CICAP nelle scuole, nelle biblioteche, nelle piazze della propria area.
Sono necessari la disponibilità al lavoro di squadra e una natura scettica e curiosa.
Ci sono talmente tante cose da fare che ognuno potrà trovare la propria area di interesse, e la più vicina alle proprie competenze.
Anche se il CICAP è nato da un appello promosso da figure eminenti della scienza e della comunicazione, e che si rivolgeva in primis a ricercatori, giornalisti e insegnanti, oggi esso è la casa comune per tutti quei cittadini che pensano che l’evidenza delle prove debba essere il principio che guida in molte scelte importanti: genitori preoccupati e filosofi, medici e studenti, lavoratori e disoccupati.
Marta Annunziata, CICAP.
🔗 @CICAP #AboutUs
Esistono molti modi di sostenere il CICAP, ma uno dei più gratificanti ed efficaci è entrare a far parte di un gruppo locale. I soci attivi nei gruppi infatti si impegnano a realizzare iniziative concrete che portano lo spirito critico promosso dal CICAP nelle scuole, nelle biblioteche, nelle piazze della propria area.
Sono necessari la disponibilità al lavoro di squadra e una natura scettica e curiosa.
Ci sono talmente tante cose da fare che ognuno potrà trovare la propria area di interesse, e la più vicina alle proprie competenze.
Anche se il CICAP è nato da un appello promosso da figure eminenti della scienza e della comunicazione, e che si rivolgeva in primis a ricercatori, giornalisti e insegnanti, oggi esso è la casa comune per tutti quei cittadini che pensano che l’evidenza delle prove debba essere il principio che guida in molte scelte importanti: genitori preoccupati e filosofi, medici e studenti, lavoratori e disoccupati.
Marta Annunziata, CICAP.
🔗 @CICAP #AboutUs
Gli occhi non sono macchine da presa: il nostro cervello “scarta” spesso i dettagli “irrilevanti” di una scena.
Storia di un fantasma che non c’era.
🔗 @CICAP
Storia di un fantasma che non c’era.
🔗 @CICAP
Forwarded from Spunti insoliti di Massimo Polidoro (Spunti insoliti)
📢 Bufale e fake news sono all'ordine del giorno: come difendersi? Ecco 5 regole per sviluppare il proprio spirito critico...
Tutto questo nel nuovo video della mia serie YouTube "Il complotto quotidiano"➡ https://youtu.be/S4j5DI9dWAw
Tutto questo nel nuovo video della mia serie YouTube "Il complotto quotidiano"➡ https://youtu.be/S4j5DI9dWAw
Il radiodramma fantascientifico che avrebbe provocato un panico di massa in USA…
Ma come andarono davvero le cose?
di Roberto Labanti via queryonline.it
🔗 @CICAP
Ma come andarono davvero le cose?
di Roberto Labanti via queryonline.it
🔗 @CICAP
Query Online
La notte in cui (non) vennero i marziani
Il radiodramma fantascientifico che avrebbe provocato un panico di massa in USA… Ma come andarono davvero le cose?
Ottime notizie sul vaccino anti papillomavirus!
🔗 @CICAP
🔗 @CICAP
CICAP
Ottime notizie sul vaccino anti papillomavirus
Continuano ad accumularsi prove sull’efficacia del vaccino contro il papillomavirus (HPV) nel prevenire il tumore del collo dell’utero. In un recentissimo articolo, pubblicato sul British Medical Journal[1], gli autori sono andati a verificare l’efficacia…
Conoscete la vicenda della Duncan, la famosa medium scozzese che nel 1944 fu processata a Londra e subì una condanna a nove mesi di carcere?
🔗 @CICAP
🔗 @CICAP
CICAP
L'ultima strega?
Su un sito Internet del governo britannico è possibile, per chiunque, inserire una petizione rivolta al Primo Ministro. La petizione resta sul sito per qualche tempo e tutti i cittadini che vogliono sottoscriverla possono aggiungere il loro nome. Fra le tante…
Naufraghi senza volto; Bartolomeo Bosco; Costruire.
Le storie nascoste dietro le architetture.
Recensioni di Simone Raho.
🔗 @CICAP
Le storie nascoste dietro le architetture.
Recensioni di Simone Raho.
🔗 @CICAP
CICAP
Naufraghi senza volto; Bartolomeo Bosco; Costruire. Le storie nascoste dietro le architetture
Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneodi Cristina CattaneoRaffaello Cortina Editore, 2018,pp. 198, € 14,00Recensione di Simone Raho Questo è un libro che parla di storie di uomini, di indifferenza, ma anche di spirito di collaborazione…
Il mistero del passaggio a Nord-Ovest - con Gaia Canal.
Giovedì 28 novembre, ore 21.00.
Osteria dell’Utopia – Via Vallazze 34, Milano.
➡️ Dettagli: lombardia.cicap.org/2019/10/29/il-mistero-del-passaggio-a-nord-ovest
Giovedì 28 novembre, ore 21.00.
Osteria dell’Utopia – Via Vallazze 34, Milano.
➡️ Dettagli: lombardia.cicap.org/2019/10/29/il-mistero-del-passaggio-a-nord-ovest
... Tra tutti i comprimari di questa favola spicca la bambina Milly Farrier, vera co-protagonista del film, che vuole essere “apprezzata per la sua testa”, cioè vuole diventare una scienziata. Infatti ripete come un mantra “osservare e sperimentare” e cerca di non restare preda dei pregiudizi.
➡️ Leggi la recensione del film Dumbo, scritta da Maria Rosa Pagni.
🔗 @CICAP
➡️ Leggi la recensione del film Dumbo, scritta da Maria Rosa Pagni.
🔗 @CICAP
Qualche giorno fa, il 31 ottobre, era l’anniversario di morte di Harry Houdini, condividiamo un articolo d’annata di Corrado Augias.
“«Nel corso di una lunga vita che ha conosciuto ogni aspetto dell’umanità, Houdini è di gran lunga il personaggio più curioso e intrigante che abbia mai incontrato».
Così, Arthur Conan Doyle, padre di Sherlock Holmes parlando di Ehrich Weiss, meglio noto nel mondo con il nome di Houdini.
Di prestigiatori, illusionisti, contorsionisti e negromanti è piena la storia dello spettacolo.
Houdini fu tutte queste cose insieme tutte portate al massimo livello. Ammanettato, legato come un salame, con i piedi appesantiti da ceppi, ammanettato e rinchiuso in celle di massima sicurezza, calato a testa in giù, stretto da funi, in una campana di vetro piena d’acqua, riuscì sempre a liberarsi dai vincoli e a uscirne. La sua esperienza più terrificante fu probabilmente quella detta del "sepolto vivo". Farsi ammanettare (anche con più paia di manette) e chiudere in una cassa era diventato a un certo punto per lui una prova di routine. Il suo numero più ripetuto era di farsi ammanettare e rinchiudere in una cassa poco più grande d’una bara. La cassa veniva a sua volta assicurata con funi robuste e cinghie di cuoio. Nascosto agli occhi del pubblico da una tenda nera, il mago si liberava ad una ad una dalle manette, apriva in qualche modo la cassa, tirava di colpo la tenda e si presentava per l’applauso che si trasformava subito in una trascinante standing ovation, l’intera sala in piedi.
Con gesto volutamente teatrale Houdini indicava a quel punto la cassa che era lì sui suoi cavalletti all’apparenza integra e circondata dalle sue funi intatte. Questa la routine.
Nell’esperienza del sepolto vivo che Houdini fece una sola volta perché troppo rischiosa, la cassa invece che messa su un palcoscenico veniva calata in una buca di due o tre metri, appunto come nella pratica cimiteriale.
Il mago s’era allenato in buche di meno di un metro; aveva calcolato con cura tutto meno una cosa: il peso della terra.”
🔗 @CICAP
“«Nel corso di una lunga vita che ha conosciuto ogni aspetto dell’umanità, Houdini è di gran lunga il personaggio più curioso e intrigante che abbia mai incontrato».
Così, Arthur Conan Doyle, padre di Sherlock Holmes parlando di Ehrich Weiss, meglio noto nel mondo con il nome di Houdini.
Di prestigiatori, illusionisti, contorsionisti e negromanti è piena la storia dello spettacolo.
Houdini fu tutte queste cose insieme tutte portate al massimo livello. Ammanettato, legato come un salame, con i piedi appesantiti da ceppi, ammanettato e rinchiuso in celle di massima sicurezza, calato a testa in giù, stretto da funi, in una campana di vetro piena d’acqua, riuscì sempre a liberarsi dai vincoli e a uscirne. La sua esperienza più terrificante fu probabilmente quella detta del "sepolto vivo". Farsi ammanettare (anche con più paia di manette) e chiudere in una cassa era diventato a un certo punto per lui una prova di routine. Il suo numero più ripetuto era di farsi ammanettare e rinchiudere in una cassa poco più grande d’una bara. La cassa veniva a sua volta assicurata con funi robuste e cinghie di cuoio. Nascosto agli occhi del pubblico da una tenda nera, il mago si liberava ad una ad una dalle manette, apriva in qualche modo la cassa, tirava di colpo la tenda e si presentava per l’applauso che si trasformava subito in una trascinante standing ovation, l’intera sala in piedi.
Con gesto volutamente teatrale Houdini indicava a quel punto la cassa che era lì sui suoi cavalletti all’apparenza integra e circondata dalle sue funi intatte. Questa la routine.
Nell’esperienza del sepolto vivo che Houdini fece una sola volta perché troppo rischiosa, la cassa invece che messa su un palcoscenico veniva calata in una buca di due o tre metri, appunto come nella pratica cimiteriale.
Il mago s’era allenato in buche di meno di un metro; aveva calcolato con cura tutto meno una cosa: il peso della terra.”
🔗 @CICAP