Volantino in italiano e in inglese per invitare gli esenti a non scaricare il QR e a passare i controlli. Ricordiamo che il testo in questione è stato visto e approvato da un avvocato, quindi è pienamente affidabile.
Buona lettura e soprattutto buona diffusione!
Buona lettura e soprattutto buona diffusione!
Anche domani saremo in stazione col Comitato a volantinare, dalle 10.30..dai dai venite che insieme e in tanti si sta meglio
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Sabato scorso una persona proveniente da fuori regione, Davide Tutino, è venuta appositamente in giornata per farsi comminare la multa in quanto NON esente dal pagamento. Davide è andato dalle varie forze dell'ordine presenti in stazione S. Lucia affermando che non avrebbe pagato il contributo e che richiedeva la sanzione per il mancato pagamento.
Per chi era lì, è stata una bella comica.
La polizia lo mandava dalla municipale, la municipale lo dirottava verso i controllori, questi ultimi si giravano dalla parte opposta facendo finta di non vederlo. Insomma, questa multa non s’ha da fare. Dopo aver attraversato la città e cercato inutilmente di farsi multare anche a San Zaccaria, Davide è andato a fare un esposto ai carabinieri per omissione d’atti d’ufficio verso le forze dell’ordine presenti.
Insomma, grazie Davide per averci dato un’ennesima dimostrazione della pochezza di questa norma.
Anche mettendosi d’impegno, questa sanzione non la fanno proprio. Ma volete proprio pagarlo questo ticket?? Dai spargete la voce, dite a tutte di non scaricare il QR code e non pagare il contributo, basta smettere di essere volontariamente servi di questo sistema per smontare tale castello di carte e QR code.
Per chi era lì, è stata una bella comica.
La polizia lo mandava dalla municipale, la municipale lo dirottava verso i controllori, questi ultimi si giravano dalla parte opposta facendo finta di non vederlo. Insomma, questa multa non s’ha da fare. Dopo aver attraversato la città e cercato inutilmente di farsi multare anche a San Zaccaria, Davide è andato a fare un esposto ai carabinieri per omissione d’atti d’ufficio verso le forze dell’ordine presenti.
Insomma, grazie Davide per averci dato un’ennesima dimostrazione della pochezza di questa norma.
Anche mettendosi d’impegno, questa sanzione non la fanno proprio. Ma volete proprio pagarlo questo ticket?? Dai spargete la voce, dite a tutte di non scaricare il QR code e non pagare il contributo, basta smettere di essere volontariamente servi di questo sistema per smontare tale castello di carte e QR code.
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CDA Anca No
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Qui un articolo del Gazzettino che afferma quanto diciamo da tempo, confermato dall'azione che Davide Tutino ha messo in campo lo scorso fine settimana: non possono fare multe, il contributo è illegittimo, nessuno ha la facoltà di espellere nessuno da Venezia. È bene tenere a mente tutto questo ma, soprattutto, spargere il più possibile queste informazioni e inficiare la retorica del comune secondo la quale tutto sta andando per il meglio.
Per concludere: le affermazioni finale di Costalonga non fanno che rendere chiaro ciò che già prima era evidente: tutta l'infrastruttura di controllo del ticket si basa su lavoratori mal pagati e assunti con contratti ridicoli tramite agenzie interinali. Un punto che ci riserviamo di approfondire più avanti su questi canali e non solo.
Per concludere: le affermazioni finale di Costalonga non fanno che rendere chiaro ciò che già prima era evidente: tutta l'infrastruttura di controllo del ticket si basa su lavoratori mal pagati e assunti con contratti ridicoli tramite agenzie interinali. Un punto che ci riserviamo di approfondire più avanti su questi canali e non solo.
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Finisce oggi il primo fine settimana, dal 25 aprile scorso, in cui il Comune non spinge a pagare il contributo di accesso per entrare a Venezia.
Una circostanza alquanto strana, vista la concomitanza con la festa della Repubblica e un flusso di visitatori niente affatto inferiore ai weekend precedenti.
Non sarà che c'entra qualcosa il Salone Nautico, in programma proprio in questi giorni all'Arsenale? Un Salone rinnovato che, da qualche anno, è diventato il vero e proprio fiore all'occhiello della giunta, una kermesse che mette assieme gli ultimi ritrovati tecnologici nel campo della navigazione con la muscolare esibizione di navi da guerra ancorate sulle rive poco distanti.
Una vetrina che, forse, non meritava turbamenti di sorta, poco eleganti controlli ai varchi effettuati da personale sottopagato e l'immagine di una città a pagamento. Una vetrina che, forse, oggi deve rispettare la riservatezza di chi la visita o, più probabilmente, non passare come l'ennesimo grande evento che riempie la città di visitatori giornalieri.
Una circostanza alquanto strana, vista la concomitanza con la festa della Repubblica e un flusso di visitatori niente affatto inferiore ai weekend precedenti.
Non sarà che c'entra qualcosa il Salone Nautico, in programma proprio in questi giorni all'Arsenale? Un Salone rinnovato che, da qualche anno, è diventato il vero e proprio fiore all'occhiello della giunta, una kermesse che mette assieme gli ultimi ritrovati tecnologici nel campo della navigazione con la muscolare esibizione di navi da guerra ancorate sulle rive poco distanti.
Una vetrina che, forse, non meritava turbamenti di sorta, poco eleganti controlli ai varchi effettuati da personale sottopagato e l'immagine di una città a pagamento. Una vetrina che, forse, oggi deve rispettare la riservatezza di chi la visita o, più probabilmente, non passare come l'ennesimo grande evento che riempie la città di visitatori giornalieri.
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In ogni caso dal prossimo weekend ricominciano i controlli. Ricordatevi di non pagare, non registrarvi e di tirare dritti ai varchi. Ditelo ad amici, parenti, conoscenti, ditelo a chiunque sappiate debba venire a Venezia in visita. I controlli sono illegittimi, gli steward non possono trattenere nessuno e tantomeno faranno delle multe.
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Grazie all'interesse di alcuni suoi redattori il nostro testo riassuntivo e parte dei volantini scritti fino ad ora sono reperibili, oltre che sul drive, sul sito altrochemestre.it.
Insieme a tanti altri contenuti assolutamente degni di nota.
Https://altrochemestre.it/2024/06/02/sul-cda-a-venezia/
Insieme a tanti altri contenuti assolutamente degni di nota.
Https://altrochemestre.it/2024/06/02/sul-cda-a-venezia/
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Forwarded from Comitato
SINTESI DAL SALOON DEL SINDACO
Il CdA si ferma, ma è solo una pausa.
Com'è andato il Salone Nautico? Dipende dal punto di vista.
Fincantieri ha mostrato le sue navi da guerra prodotte per conto della Leonardo SpA ovvero la più grande produttrice di armi europee, le cui armi sono impiegate nei bombardamenti a Gaza.
Tra gli sponsor, uno accanto all'altra, c'erano ENI, che è tra i 30 più grandi inquinatori al mondo che nel 2021 ha emesso 456 milioni di tonnellate di CO2 (il sistema energetico italiano ne ha emesse meno di 400), e la Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità.
Quindi la sostenibilità passa per la guerra e l'inquinamento? Non solo.
Tra i soci co-fondatori della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità ci sono: ENI, FINCANTIERI, LEONARDO, ma non poteva mancare TIM e, dulcis in fundo UMANA, la società del sindaco di Venezia.
Questa kermesse ha richiesto una pausa dal ticket, ma da sabato si riprende e siccome il sindaco ha molto tempo da dedicare ai suoi cittadini, i cittadini desiderano dedicare molto tempo al sindaco della città.
Il CdA si ferma, ma è solo una pausa.
Com'è andato il Salone Nautico? Dipende dal punto di vista.
Fincantieri ha mostrato le sue navi da guerra prodotte per conto della Leonardo SpA ovvero la più grande produttrice di armi europee, le cui armi sono impiegate nei bombardamenti a Gaza.
Tra gli sponsor, uno accanto all'altra, c'erano ENI, che è tra i 30 più grandi inquinatori al mondo che nel 2021 ha emesso 456 milioni di tonnellate di CO2 (il sistema energetico italiano ne ha emesse meno di 400), e la Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità.
Quindi la sostenibilità passa per la guerra e l'inquinamento? Non solo.
Tra i soci co-fondatori della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità ci sono: ENI, FINCANTIERI, LEONARDO, ma non poteva mancare TIM e, dulcis in fundo UMANA, la società del sindaco di Venezia.
Questa kermesse ha richiesto una pausa dal ticket, ma da sabato si riprende e siccome il sindaco ha molto tempo da dedicare ai suoi cittadini, i cittadini desiderano dedicare molto tempo al sindaco della città.
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Forwarded from Comitato
DUBBI SULLA PRIVACY: NON AVEVAMO DUBBI.
Videoanalisi, AI, profilazione, sentiment analysis e tracciamento degli smartphone.
Ca' Farsetti conferma ancora una volta di operare in maniera illegittima tant'è, scrive Maria Ducoli de “La Nuova”, che le autorizzazioni per il sistema di videosorveglianza delle telecamere che fanno videoanalisi sono state richieste alla Prefettura. Peccato che la Prefettura non si occupi di privacy e protezione dei dati personali.
Di contro, scrive sempre la Ducoli, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, l'istruttoria aperta nei confronti del Comune di Venezia è “complessa e coinvolge diversi aspetti”.
Chi vincerà: Davide o Golia?
Lo scopriremo nei prossimi mesi, ma domani vi aspettiamo alle 11,00 nel piazzale della Stazione S. Lucia per proseguire l'attività d'informazione alla cittadinanza e ai turisti, il tutto a costo zero … mentre il comune spreca 3 milioni di euro per una campagna di comunicazione farlocca!
Videoanalisi, AI, profilazione, sentiment analysis e tracciamento degli smartphone.
Ca' Farsetti conferma ancora una volta di operare in maniera illegittima tant'è, scrive Maria Ducoli de “La Nuova”, che le autorizzazioni per il sistema di videosorveglianza delle telecamere che fanno videoanalisi sono state richieste alla Prefettura. Peccato che la Prefettura non si occupi di privacy e protezione dei dati personali.
Di contro, scrive sempre la Ducoli, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, l'istruttoria aperta nei confronti del Comune di Venezia è “complessa e coinvolge diversi aspetti”.
Chi vincerà: Davide o Golia?
Lo scopriremo nei prossimi mesi, ma domani vi aspettiamo alle 11,00 nel piazzale della Stazione S. Lucia per proseguire l'attività d'informazione alla cittadinanza e ai turisti, il tutto a costo zero … mentre il comune spreca 3 milioni di euro per una campagna di comunicazione farlocca!
Ci vediamo anche domani in stazione dalle 11...dai dai che questo ticket comincia vistosamente a scricchiolare
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Articolo apparso sulla nuova di oggi.
Il quotidiano cerca di sviare dagli evidenti imbarazzi del sindaco legati alla privacy dei controlli attribuendo, senza alcuna prova o riferimenti ad indagini, il danneggiamento di alcuni "totem" informativi al Comit4to e al gruppo Boulé.
Ci sembra chiaro il tentativo di criminalizzare chi, non da ieri, si è sempre speso con generosità per fare informazione sul ticket e il vero ruolo della Smart Control Room.
Il quotidiano cerca di sviare dagli evidenti imbarazzi del sindaco legati alla privacy dei controlli attribuendo, senza alcuna prova o riferimenti ad indagini, il danneggiamento di alcuni "totem" informativi al Comit4to e al gruppo Boulé.
Ci sembra chiaro il tentativo di criminalizzare chi, non da ieri, si è sempre speso con generosità per fare informazione sul ticket e il vero ruolo della Smart Control Room.
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Dal gazzettino di oggi:
Michele Boato ha ricordato le segnalazioni al garante e riferito che «alla Stazione, nel gazebo allestito per il ticket, sono spuntate quattro nuove telecamere a riconoscimento facciale che sono vietate: il Comune calpesta la legge!». Interpellato dal giornale su questa accusa precisa, la replica dell'assessore Michele Zuin è stata durissima:«Non è vero, non ci sono telecamere di quel tipo in tutto il territorio comunale. E l'amministrazione valuterà come tutelare presso le sedi competenti l'onorabilità del proprio operato, dei propri dirigenti e di quelli delle partecipate, non tollerando che il loro lavoro sia diffamato da una campagna di disinformazione basata su presupposti falsi».
Michele Boato ha ricordato le segnalazioni al garante e riferito che «alla Stazione, nel gazebo allestito per il ticket, sono spuntate quattro nuove telecamere a riconoscimento facciale che sono vietate: il Comune calpesta la legge!». Interpellato dal giornale su questa accusa precisa, la replica dell'assessore Michele Zuin è stata durissima:«Non è vero, non ci sono telecamere di quel tipo in tutto il territorio comunale. E l'amministrazione valuterà come tutelare presso le sedi competenti l'onorabilità del proprio operato, dei propri dirigenti e di quelli delle partecipate, non tollerando che il loro lavoro sia diffamato da una campagna di disinformazione basata su presupposti falsi».
CDA Anca No
Ma lo sapevate che il comune di Venezia ha installato delle telecamere a riconoscimento facciale? Proprio nella struttura costruita in fretta e furia di fronte la stazione per pagare il CDA o chiedere l'esenzione. Le telecamere marca Avigilon, azienda controllata…
Avevamo parlato delle telecamere nel gazebo per il ticket già il 4 maggio scorso.
In quella data abbiamo segnalato il modello delle telecamere installate e chiunque può controllare il loro (possibile) utilizzo. Andate a farvi un giro in stazione, guardate le telecamere e controllate il sito della casa produttrice, Avigilon.
Il comune mente sapendo di mentire. Le telecamere in questione possono essere utilizzate per il riconoscimento facciale. Sta a loro dimostrare che ciò non viene fatto.
Sta a noi invece smascherare il comune nei suoi loschi (e redditizi) fini, rimanere svegli e attente perchè la deriva autoritaria non è dietro l’angolo, è già iniziata.
Perchè spendere soldi pubblici per queste telecamere invece che per telecamere “normali”?
Quale dirigente o quale partecipata ha deciso di acquistarle? Perché ha potuto farlo?
Da chi vengono gestiti e analizzati i dati prodotti dal sistema clientelare “ticket d’accesso”?
Quali agenzie interinali assumono i lavoratori in pettorina bianca, gialla e arancione?
A chi serve questo sistema di controllo, a chi vive Venezia o a chi l’ha ideato?
Sindaco e sottoposti ormai sanno solo aggredire verbalmente chi mette in dubbio il loro operato.
La solita arroganza di chi detiene il potere, di chi si sente sopra tutto e tutti.
In quella data abbiamo segnalato il modello delle telecamere installate e chiunque può controllare il loro (possibile) utilizzo. Andate a farvi un giro in stazione, guardate le telecamere e controllate il sito della casa produttrice, Avigilon.
Il comune mente sapendo di mentire. Le telecamere in questione possono essere utilizzate per il riconoscimento facciale. Sta a loro dimostrare che ciò non viene fatto.
Sta a noi invece smascherare il comune nei suoi loschi (e redditizi) fini, rimanere svegli e attente perchè la deriva autoritaria non è dietro l’angolo, è già iniziata.
Perchè spendere soldi pubblici per queste telecamere invece che per telecamere “normali”?
Quale dirigente o quale partecipata ha deciso di acquistarle? Perché ha potuto farlo?
Da chi vengono gestiti e analizzati i dati prodotti dal sistema clientelare “ticket d’accesso”?
Quali agenzie interinali assumono i lavoratori in pettorina bianca, gialla e arancione?
A chi serve questo sistema di controllo, a chi vive Venezia o a chi l’ha ideato?
Sindaco e sottoposti ormai sanno solo aggredire verbalmente chi mette in dubbio il loro operato.
La solita arroganza di chi detiene il potere, di chi si sente sopra tutto e tutti.
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Segnaliamo questo interessante approfondimento curato dal prof. Brunello a partire dalla lettura del saggio di Soshana Zuboff "Il capitalismo della sorveglianza".
Ricordiamo che il sito altrochemestre.it ospita una rassegna dei nostri volantini contro CDA e sulla Smart Control Room.
Buona lettura!
https://altrochemestre.it/2024/06/09/selfie-oggi-profilo-biometrico-domani/
Ricordiamo che il sito altrochemestre.it ospita una rassegna dei nostri volantini contro CDA e sulla Smart Control Room.
Buona lettura!
https://altrochemestre.it/2024/06/09/selfie-oggi-profilo-biometrico-domani/
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In questa breve intervista registrata ieri Epto spiega bene ciò che già dovrebbe essere chiaro da mesi: i nostri dati non sono al sicuro!
Ciò di cui si parla qui -la possibilità di leggere i dati di chi si è registrato precedentemente se non si resetta il terminale- non è che la punta dell'iceberg di un sistema complesso di raccolta -e commercializzazione- dei nostri dati personali.
Ricordiamo che sopra i terminali citati sono presenti telecamere a riconoscimento facciale fornite da Avigilon, azienda leader nella "videosorveglianza intelligente" con esperienza pluriennale maturata in contesti di segregazione e guerra interna come quello israeliano.
https://antennatre.medianordest.it/120263/venezia-la-denuncia-dellhacker-etico-i-dati-del-ticket-non-sono-protetti/amp/
Ciò di cui si parla qui -la possibilità di leggere i dati di chi si è registrato precedentemente se non si resetta il terminale- non è che la punta dell'iceberg di un sistema complesso di raccolta -e commercializzazione- dei nostri dati personali.
Ricordiamo che sopra i terminali citati sono presenti telecamere a riconoscimento facciale fornite da Avigilon, azienda leader nella "videosorveglianza intelligente" con esperienza pluriennale maturata in contesti di segregazione e guerra interna come quello israeliano.
https://antennatre.medianordest.it/120263/venezia-la-denuncia-dellhacker-etico-i-dati-del-ticket-non-sono-protetti/amp/
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Finito nell'inchiesta sulla corruzione del Comune di Venezia anche l'amministratore delegato di Avm/ACTV Giovanni Seno. Nel mirino della magistratura la gare d'appalto per i servizi di pulizia e sicurezza, affidati alla CDS di Helio Costantini (anche lui indagato a piede libero).
Il gruppo AVM è la holding incaricata di incassare i proventi derivati dal contributo di accesso.
CDS è una delle ditte di vigilanza incaricate di effettuare i controlli relativi al pagamento del ticket.
Ecco a chi decine di migliaia di persone stanno affidando i propri soldi e, soprattutto, i propri dati personali.
Il gruppo AVM è la holding incaricata di incassare i proventi derivati dal contributo di accesso.
CDS è una delle ditte di vigilanza incaricate di effettuare i controlli relativi al pagamento del ticket.
Ecco a chi decine di migliaia di persone stanno affidando i propri soldi e, soprattutto, i propri dati personali.
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